`Retro è In` e c’è un perché (2014)

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Luogo: Maribor / KGB / Slovenia
Data del concerto: 18.10.2014
Numero di spettatori: 50
Prezzo del biglietto: 6,00€

Attivi negli anni Ottanta (1982-1985), gli On in njegovi, con testi socialmente impegnati e un sound fresco, da Maribor, la loro città natale, hanno portato musica e idee al Rock festival di Subotica, al Festival akustične glasbe a Sivac e a Skopje, e sono tornati a casa premiati. Si sono piazzati in alto nelle classifiche slovene (Džuboks, Stop…..), poi, come dicono loro stessi: » si sono addormentati in un lungo sonno invernale, con ogni membro della band che andava avanti per conto suo«

Nell’inverno  del 2011 Vojko Pavčič (chitarrista, cantante, autore della maggior parte dei pezzi), Vili Grdadolnik (chitarrista, slide), Jupa Korošec (batterista), Miro Zavec (armonicista) e Manč Kovačič (bassista) si sono rimessi in moto insieme a una new entry, Boštjan Zorec (chitarrista), e hanno ripreso a suonare: hanno rinfrescato il vecchio repertorio, l’hanno ampliato e hanno scoperto, proprio come scopriamo noi ascoltatori ai loro concerti, che i loro testi sono attuali, addirittura più che ai tempi in cui sono stati scritti.

Al KGB, sabato sera, il pubblico, in un’atmosfera intima, si è goduto un flusso eccezionale di suono, ritmi ed energia. Il concerto passava dalla forma classica alla jam e poi di nuovo indietro. Ci hanno risparmiato i soliti eterni temi d’amore, per lo più sfortunati e piagnucolosi, e in compenso hanno frustato senza pietà le debolezze umane, in tutte le forme e variazioni.

Quando i testi vengono potenziati dal suono che esce dalle mani e dalle voci di musicisti bravi in quello che fanno – ognuno per sé e tutti insieme – nasce una fusione che chi ama la buona musica non può proprio ignorare.

L’unica cosa che mi ha dato fastidio è stata l’assenza quasi totale (a parte qualche luminosa eccezione) delle generazioni più giovani, ma spero che le cose cambino presto, perché On in njegovi mettono in musica un sacco di cose che disturbano e fanno male, in modo autentico e tutto loro.

Le foto del reportage sono state fornite da Atelje Dialog.

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