Richie Kotzen fa di nuovo il pienone al Bluesiano (2012)
Luogo: Velden Am Woerthersee (Vrba na Koroškem) / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 17.03.2012
Numero di spettatori: 200
Prezzo del biglietto: 36,00€ (in prevendita) / 39,00€ (il giorno del concerto)
Dopo poco più di un anno, Richie Kotzen è tornato in tour in Europa. A metà novembre 2011 questo grande chitarrista dalla voce vellutata inconfondibile ha pubblicato il nuovo album in studio, »24 Hours« – recensione di RockLine QUI – ed era solo questione di tempo prima di poterlo rivedere e risentire dal vivo su un palco. E dove andare a vedere un concerto di Kotzen, se non nella vecchia, cara Bluesiana, sulle rive dello splendido lago di Wörth in Austria?
Richie ha raccontato più volte che, con tutti i tour che fa, in una camera d’albergo si sente quasi più a casa che a casa sua, ma stavolta in giro per l’Europa ci è andato con un grosso tour bus con tanto di zona living. Il popolo del web ha potuto seguirne la presentazione attraverso i video blog che Kotzen ha caricato di continuo quest’anno sul suo canale YouTube per tutta la durata del tour europeo (finora se ne sono accumulati una cinquantina). Così, quando siamo arrivati noi, poco prima delle otto di sera, l’enorme bus bianco era già parcheggiato davanti alla Bluesiana, e abbiamo lasciato l’auto lì accanto al locale. Alla Bluesiana non ha senso presentarsi prima delle otto, perché il tizio alla porta prima di quell’ora non lascia entrare nessuno. Verso le otto, davanti al locale si era già radunata una bella folla e, appena aperto, il club, splendido e addobbato con nuove foto di Richie Kotzen, ha cominciato a riempirsi in fretta. Ad aprire la serata ci hanno pensato i compagni di viaggio di tutto il tour europeo di Kotzen, i lussemburghesi Porn Queen. Dicono di sé che suonano vero rock ‘n’ roll e hard rock, ma alla Bluesiana, appena saliti sul palco, si sono seduti su degli sgabelli da bar già pronti e hanno attaccato il loro repertorio in modo piuttosto tranquillo. Più tardi, nel locale, il chitarrista ci ha raccontato che gli avevano detto che il pubblico della Bluesiana preferisce ritmi più rilassati e un sound non troppo pesante, e per questo il concerto di stasera l’hanno suonato senza distorsioni. Il pubblico della Bluesiana, però, li ha accolti bene, e così il cantante, poco dopo l’inizio, ha invitato chitarrista e bassista ad alzarsi in piedi. Anche con tutti in piedi, sul palco non c’è stata chissà quale esplosione di energia, ma del resto non è che potessero fare molto, visto che il palchetto della Bluesiana era letteralmente stipato di strumenti e attrezzatura. Di sicuro non hanno portato il pubblico a estasi e vette di godimento, come si potrebbe pensare dal nome della band. Hanno passato in rassegna qualche pezzo propri e un po’ di cover, e dopo una buona mezz’ora hanno chiuso la loro parte.
Poi è partito il caos del riassetto e della preparazione del palco per l’esibizione del team di Kotzen. Chiunque sia stato almeno una volta nella ospitalissima Bluesiana quando è piena fino all’ultimo angolo sa che non era affatto un’impresa facile. Ma i roadie, esperti, con l’aiuto dei membri dei Porn Queen hanno sistemato tutto in un attimo e, quando sul palco è rimasta solo l’attrezzatura dei musicisti di Kotzen, il grande Richie in persona non ha tardato a salire. Stavolta con il cappello e la faccia da vissuto, ha salutato di corsa il pubblico in delirio e ha aperto il concerto con Bad Situation. Le dita volavano selvagge sulle corde durante gli assoli e Richie ha dimostrato di avere ancora lo strumento in pugno fino all’ultimo dettaglio, proprio come la sua voce dolcemente soul. Sul palco gli facevano compagnia il batterista Mike Bennett, già noto ai frequentatori della Bluesiana, selvaggio, giovane ed energico, e il new entry al basso Dylan Wilson. Una sorpresa piacevole e ben accetta: i due si sono uniti a Kotzen anche ai cori per tutta la durata del concerto.
Kotzen è proseguito con altri tre brani del nuovo CD, poi ha attaccato Player, che avevamo già sentito mezzo dal vivo in uno dei video blog di cui sopra. È seguito il classico dei suoi concerti, Fooled Again, e poi, a sorpresa per la maggior parte dei presenti, un intero pacchetto di pezzi dall’album »Into the Black« (2006), tra cui parecchi che nei tour più recenti non si erano sentiti dal vivo. Una bella variazione per chi, come me, segue Richie spesso in giro per l’Europa e avrebbe voluto sentire qualcosa di più dei soliti, strasuonati Remember, High, Stand,… Il blocco dedicato a »Into the Black« l’ha interrotto solo con Peace Sign, dall’album omonimo, e con una jam collettiva e una melodia improvvisata (anche se non era proprio così: quel momento somigliava molto a quello del suo concerto del giorno dopo a Zagabria). L’amore per l’improvvisazione e per il piacere della spontaneità sul palco, dove Richie si lascia andare del tutto, si perde nella musica, chiude gli occhi e, con piccoli slanci sulle punte e ricadute, si abbandona a ritmo e melodia mentre l’occhio fa fatica a stare dietro a quello che succede sulla chitarra, l’ha mostrato ancora prima di Sacred Ground. La parte regolare del concerto l’ha chiusa con un altro brano del nuovo CD: OMG What’s Your Name? Alla fine i musicisti hanno salutato in breve, hanno detto che torneranno in Europa ancora una volta quest’anno, a settembre, e sono usciti di scena, ma le urla del pubblico li hanno presto richiamati sul palco, dove dopo una lunga introduzione hanno suonato anche la gettonatissima Go Faster.
Finito il bis d’obbligo, il pubblico ha continuato a urlare, fischiare, applaudire, chiamare, ma i musicisti non si sono smossi e non sono più tornati sul palco, e noi, con quel boccone amaro, abbiamo cominciato lentamente a salutarci.
Dal punto di vista musicale a Richie Kotzen non c’è nulla da rimproverare. La sua esibizione è stata corretta, con una buona dose di improvvisazione, ma anche molto professionale. Con lui non c’è da aspettarsi chiacchiere a non finire né teatralità sul palco, ma in compenso chi viene si porta a casa quello che ha pagato – un concerto perfetto dal punto di vista musicale, con ottima musica. Però un retrogusto amaro è rimasto, perché ti accorgi che Kotzen è diventato un’industria. Faceva tristezza guardare il banchetto del merchandise, dove dopo il concerto i CD li vendeva il manager di Kotzen, senza Kotzen accanto a firmare CD e fare foto con i fan – per questo quest’anno sono stati messi in prevendita per la prima volta dei biglietti VIP – mentre i Porn Queen se ne andavano in giro per il locale tutti rilassati, facendosi foto con chiunque. Soprattutto in un locale come la Bluesiana – chiamata a ragione »the living-room« – questa scelta del cantante ha sorpreso. Qualcuno di noi, comunque, ha avuto fortuna e ha beccato Richie durante un rapido giro per il locale. Spero però che sia stata una mossa isolata e che in futuro si possa tornare a incontrare Richie nel club anche dopo il concerto.
Scaletta
PORN QUEEN:
1. I Wanna Get High
2. Dirty
3. I Believe
4. Liar
5. Medley
6. Welcome to Your Nightmare
7. Blues
8. Leave that Bitch
9. Pick Pocket
RICHIE KOTZEN:
1. Bad situation
2. Help Me
3. 24 Hours
4. Love is Blind
5. Player
6. Fooled Again
7. Fear
8. My Angel
9. Livin’ in Bliss
10. Peace Sign
11. Instrumental Jam
12. You Can’t Save Me
13. Doing What the Devil Says To Do
14. instrumental jam / Sacred Ground
15. OMG (What’s Your Name?)
—bis—
16. Instrumental Jam / Go faster
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