Rip It Up

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Thunder
Etichetta: Ear Music Records
Uscita: 2017
Durata: 51:19
Voto: 4/5

I veterani dell’hard rock britannico, gli unici e inimitabili Thunder, tornano dopo due anni con il nuovo, undicesimo album in studio »Rip It Up«. Qualche anno fa sembrava che la band avesse chiuso i battenti, almeno questi erano gli annunci ufficiali che ci erano arrivati dopo l’uscita di »Bang!« (2008). Per dirla tutta, »Bang!« suonava davvero un po’ stanco e la band sembrava a corto di idee, anche se parliamo comunque di un disco solido. Evidentemente la pausa creativa ha fatto un gran bene al gruppo. Nel 2011 i Thunder si sono rimessi insieme, con grande gioia dei fan. Così nel 2015 è arrivato lo splendido album del ritorno »Wonder Days«, e il suo successore »Rip it Up« mantiene con successo quell’ottimo umore creativo che nella band regna anche in età matura.

I Thunder sono una di quelle band che nel cuore proprio non sanno invecchiare. Continuano a sfornare quell’hard rock lucido, carico di una bella dose di humour nero e frizzante, che nella galassia solare è assolutamente unico e può nascere solo sul suolo britannico. Per quanto riguarda i testi, in questo i Thunder sono molto vicini ai loro vecchi modelli Deep Purple. I guai sono sempre gli stessi. Le battaglie con le tentazioni a ogni passo: alcol, droga e poi, ovviamente, un mucchio di donne che mescolano le carte nelle situazioni di vita quotidiana. I Thunder sono anche pieni di autoironia e sanno prendersi in giro da soli con una simpatia micidiale. Il loro humour è davvero velenoso e contagioso. Così è la pigramente ondeggiante There’s Always a Loser, che chiude il disco ed è abbellita da un pizzico di carisma pop; nemmeno She Likes the Cocaine sfugge a questo elemento, ma già l’album stesso si apre in questa maniera, con una stoccata contagiosa e piena di vita, guidata da un riff di chitarra impressionante, in No One Gets Out Alive. Anche la voce di Danny Bowes con gli anni si è un po’ assottigliata e a tratti ricorda vagamente il suo “famigerato” connazionale Ian Gillan dei Deep Purple degli anni Ottanta, anche se il timbro è più vicino a Steve Overland (FM), mentre l’approccio all’interpretazione vocale, cioè il modo di cantare, è tutta un’altra storia.

Anche »Rip it Up« porta undici brani scelti con cura e, negli arrangiamenti, definiti in modo essenziale, con un passaggio ben costruito tra strofe e ritornelli che si intendono a meraviglia. È un album incredibilmente fluido e dinamico. A livello di produzione conserva la virtù dell’organicità e della vera vibrazione da concerto, come se la band avesse suonato i pezzi uno dopo l’altro in studio, come in un live, avendo a disposizione un solo tentativo, proprio come si registrava ai bei tempi, quando esistevano solo i nastri analogici. Nei brani torna a farsi sentire chiaramente l’elemento blues, che la band ha trasferito magistralmente nel proprio linguaggio già tanto tempo fa dall’eredità del »white blues boom«, che alla fine degli anni Sessanta aveva acceso un vero incendio non solo nel Regno Unito, ma anche nel resto del mondo. Allo stesso tempo i Thunder sono di nuovo pieni di musicalità altamente intelligente e brillano proprio nella ricerca delle soluzioni giuste, che posano con cura al punto giusto nelle composizioni. Ci sono momenti che richiamano il lavoro e la figura dei Free (Another Life), e ancora prima i Led Zeppelin, come il riff d’apertura di The Enemy Inside; devono poi un ringraziamento per l’ispirazione ai suddetti giganti del rock’n’roll in due passaggi di Heartbreak Hurricane, dove, in realtà con una furbizia quasi birichina, imboccano apposta la strada dello sviluppo del riff principale nella parte finale del classico dei Led Zeppelin Kashmir.  

Malinconia, sarcasmo e »party time« in uno straordinario dialogo di conciliante pienezza. Un’impronta rock’n’roll primordiale dall’inizio alla fine, perfettamente bilanciata da momenti di malinconica riservatezza, messi in fila da figure compositive più morbide. Rip It up è un album nuovo condito alla grande, ricco di idee e compositivamente a fuoco, che porta tutti i marchi di fabbrica giusti dell’impatto espressivo e contagioso della ricetta musicale degli unici e inimitabili Thunder. 

Thunder – No One Gets Out Alive (video ufficiale):

Formazione

Danny Bowes – voce
Luke Morley – chitarra
Chirs Matthews – chitarra
Chris Childs – basso
“Harry” James – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Lynne Jackman – cori, tamburello e voci aggiuntive nel brano n. 3 
Heather Findlay – cori
Susie Webb – cori 

Produzione

Luke Morley

Tracklist

01. No One Gets Out Alive
02. Rip It Up
03. She Likes The Cocaine
04. Right From The Start
05. Shakedown
06. Heartbreak Hurricane
07. In Another Life
08. The Chosen One
09. The Enemy Inside
10. Tumbling Down
11. There’s Always A Loser

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