Riscaldamento per il Metaldays 2018 con gli Iced Earth!
Autore: Rok Klemše
Foto: Sebastijan Videc
Video: Sebastijan Videc
Luogo: Kino Šiška / Lubiana
Data del concerto: 11.07.2018
Il Metaldays 2018 è dietro l’angolo, l’impazienza cresce a vista d’occhio e proprio per questo serate di riscaldamento come quella della settimana scorsa al Kino Šiška si accolgono ancora più volentieri a braccia aperte. A occuparsi del Metaldays Warm Up sono stati i veterani americani Iced Earth, e a rendere il pubblico ancora più contento ci hanno pensato anche i due act di casa, Eruption e Metalsteel. Dopo una serata così, contare i giorni che ci separano dal ritorno a T’min è decisamente più facile.
All’inizio era annunciata una sola band di supporto, ma, probabilmente con grande gioia di molti, si sono aggiunti anche i veterani thrash Eruption, che di recente avevano già aperto per una band della famiglia Century Media. A maggio, infatti, a Brno e a Bratislava hanno suonato con gli spagnoli Angelus Apatrida, mentre stavolta hanno diviso il palco con i pesi massimi Century Media Iced Earth. Questa volta agli Eruption è toccata la sfiga di aprire le danze: il primo pezzo, o due, li hanno suonati praticamente solo per sé stessi e per qualche temerario sparso nella sala, ma per fortuna la gente ha iniziato a gocciolare dentro sempre più numerosa. La ragazza e i ragazzi hanno così potuto mostrare come si serve il thrash metal, sul palco hanno spremuto la dose giusta di energia e, nonostante qualche piccola sbavatura e il volume altissimo (con un suono di conseguenza un po’ peggiore), hanno fatto capire chiaramente perché Cloaks of Oblivion si è piantato nelle orecchie come gli alieni in Invasion of the Body Snatchers. La title track dell’ultimo disco, Drones, Seven Archons, Empty Shells e la nobilmente invecchiata The Sands of Time, con un’esecuzione strumentale e vocale di altissimo livello, sono sfrecciate via a warp 9.975. Peccato solo per la scaletta oraria implacabile, che non ha permesso agli Eruption di accontentare le richieste di bis e di suonare almeno un altro pezzo.
Era bello vedere che stavolta il ruolo di supporto è toccato addirittura a due band di casa. La serata di mercoledì è proseguita così con un altro nome storico dell’heavy metal sloveno, i Metalsteel di Medvode, che continuano a presentare l’album Beyond the Stars, uscito l’anno scorso e accolto benissimo. Sulla resa dei Metalsteel dal vivo non c’è alcun dubbio: sono una delle band metal di casa più rodate, che on stage unisce a un’esecuzione eccellente una bella dose di energia positiva, segno che la ragazza e i ragazzi sono semplicemente nati per le assi del palco. Dal vivo è ancora più evidente, perché soprattutto sul piano vocale il tandem tra Beny e gli affidabili backing vocals di Rok e Matej fa un figurone, arricchendo ulteriormente linee vocali già ben pensate e curate. I pezzi di Beyond the Stars ormai si sono ben piantati nelle orecchie del pubblico, e si è visto soprattutto con la title track, con l’epica The End of the World e con Vrillon, che presto avrà la sua première video e per la quale sul palco si sono riunite alla band le ballerine delle Tribale Bizarre. I Metalsteel hanno portato il loro set fino in fondo con sicurezza, con i classici Novi svet e Heavy Metal is Our Religion, e hanno scaldato il pubblico ben più che a dovere per la band principale della serata.
I campioni americani dell’heavy/power metal Iced Earth non sono certo degli sconosciuti per i palchi sloveni: da noi passano piuttosto spesso e, non da ultimo, proprio qui, allora ancora al Metalcamp, hanno registrato uno dei tre concerti finiti nel DVD box Festivals of the Wicked. Nonostante le loro apparizioni da noi siano ormai parecchie, restano una di quelle band che da noi troveranno sempre un’accoglienza calorosa, e anche stavolta il Kino Šiška si è riempito per bene, malgrado le premesse iniziali non fossero granché. Il pubblico ha salutato con un boato l’apertura all’insegna dei vichinghi con la novità Great Heathen Army, e in generale la band si è appoggiata parecchio sul presentare Incorruptible, uscito l’anno scorso. Visto che non si tratta proprio del vertice della discografia degli Iced Earth, è stato un peccato che i ragazzi non abbiano tenuto fede alla scritta sul 30° anniversario della band e non abbiano proposto un set “best of”. La prima parte del concerto è stata quindi tutta sotto il segno di Incorruptible, e con il classico di Dark Saga I Died For You il viaggio ha cominciato a spingersi un po’ più indietro nel tempo. In sette anni, da quando il boss Jon Schaffer lo ha preso sotto la sua ala, Stu Block è diventato un tassello insostituibile della band, tanto che non si riesce più a immaginarla senza di lui, e vanno fatti davvero i complimenti per aver riempito le scarpe gigantesche di Matt Barlow. Stavolta Block non era nella sua forma vocale migliore, visto che in più di un’occasione si è mangiato dei versi, però ha entusiasmato con urla disumane e un po’ meno con l’imitazione fallita di Barlow, dolorosamente evidente soprattutto nella già citata I Died For You, ispirata al classico a fumetti Spawn. Stavolta, invece, a stupire e sorprendere è stato Jon, che quest’anno ha compiuto 50 anni e sul palco fa comunque un effetto da vera belva, soprattutto quando lo sguardo cade su una delle destre più potenti del metal, evidentissima nella segata di riff davvero brutale in una grandiosa Vengeance Is Mine. Uno dei primi 5 chitarristi ritmici del metal. Punto. Più avanti è stata una bella botta anche il classico di Horror Show Dracula, ma è davvero l’unico pezzo di quell’album che merita di essere suonato dal vivo? La risposta, ovviamente, è no. In compenso, nel finale della parte regolare la band ha sorpreso con il classico Angels Holocaust, in cui si è messo in luce con assoli indiavolati il membro più recente della band, il chitarrista Jake Dreyer (ex White Wizzard, ma ancora di più vi consiglio i Witherfall), e con il viaggio epico di Night of the Stormrider, l’epica Travel in Stygian.
Nel bis obbligatorio la band ha preparato un’altra sorpresa di prim’ordine, cioè di gran lunga il miglior pezzo del nuovo album, l’epica di nove minuti Clear the Way (December 13th, 1862), che contiene tutto ciò che ci si aspetta da un’epica degli Iced Earth – numerosi saliscendi, un ritornello potente, linee vocali e strumentali ricche di sfumature, melodie ben pensate, memorabili e contagiose, e una tematica storica americana cucita addosso a Schaffer, che in questo caso racconta una delle battaglie più sanguinose della guerra civile americana, quella di Fredericksburg. Un concerto degli Iced Earth senza l’inno Watching Over Me è impensabile, e anche stavolta il pubblico ha accompagnato a squarciagola questo inno carico di emozione, che ricorda sempre chi non è più con noi. Gli americani hanno salutato il Kino Šiška con il classico cattivissimo Pure Evil e hanno scaldato tutti i presenti più che a sufficienza per la settimana di metal che sta per arrivare.
Setlist
ICED EARTH:
1. Great Heathen Army
2. Burning Times
3. Dystopia
4. Black Flag
5. Seven Headed Whore
6. I Died For You
7. Vengeance is Mine
8. Brothers
9. Dracula
10. Raven Wing
11. The Hunter
12. Angels Holocaust
13. Travel in Stygian
— bis —
14. Clear the Way (December 13th, 1862)
15. Watching Over Me
16. Pure Evil
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