Riscaldare la minestra (2015)

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Autore: Primož Novak
Video: Primož Novak

Luogo: Orto Bar / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 26.02.2015

Le cosiddette band del thrash metal revival ci vengono a trovare ogni anno. Per lo più questi concerti finiscono in sale più piccole, perché, nonostante tutto l’impegno, le band non sono riuscite a convincere un pubblico più ampio. D’altra parte suonano parecchio masticate e rimasticate, pur dovendo teoricamente riportare in vita i bei tempi d’oro del thrash metal.

L’Orto Bar è stato quindi di nuovo prenotato per i fan del thrash, ma visto il lineup la serata è stata, come c’era da aspettarsi, poco frequentata. Le speranze erano riposte soprattutto negli svedesi Dr. Living Dead, che dovrebbero rappresentare una nuova speranza per il crossover thrash metal. Per le altre band, invece, non si vedeva granché interesse.

Ad aprire le danze sono stati i giovani virgulti tedeschi Toxic Waltz, che, sorprendentemente, non si ispirano al thrash tedesco ma piuttosto al thrash della Bay Area alla Exodus e Forbidden. La band ha alle spalle un solo album e avrà sicuramente bisogno di più chilometri sul groppone e anche di più fantasia nella musica, che non è altro che un riscaldare vecchie ricette.

Con il quartetto spagnolo Angelus Apatrida si sapeva bene cosa aspettarsi. L’ultima volta non avevano entusiasmato granché, semplicemente perché la band non suonava affiatata. Per fortuna, però, le cose per gli spagnoli sono migliorate. Quest’anno hanno pubblicato il nuovo album Hidden Evolution, che sta ricevendo reazioni più che buone. Nel live, in cui la band ha proposto una carrellata della discografia, si è visto che gli spagnoli sono in forma migliore. Si sentiva il progresso: la sezione ritmica è più precisa e anche l’affiatamento non zoppica. Buon affiatamento ed energia si vedevano anche sotto il palco, dove il pubblico si è mosso un po’ di più. Dopo tanti set piuttosto noiosi, gli spagnoli hanno fatto capire che c’è ancora speranza per le nuove band che si buttano sul thrash metal, serve solo tanta, tanta gavetta.

I Dr. Living Dead! erano la band più attesa. Per prima cosa ha colpito l’immagine: la band sfoggiava maschere della morte con la bandana blu, simbolo tipico dei leggendari Suicidal Tendencies. Prima dell’attuale album Crush The Sublime Gods i Dr. Living Dead! hanno pubblicato due album solo in vinile, con cui hanno cercato di costruirsi una specie di culto. Una buona mossa in un periodo in cui le vendite dei vinili sono tornate a salire. Dalla musica ci si aspettava un buon thrash/crossover metal, che purtroppo non c’è stato. Qui sorge il sospetto che la band si prenda in giro da sola. Già solo con i movimenti sembrano ridicoli, mentre la musica, con strutture povere, un’esecuzione scadente e strumenti regolati in modo disperante, getta soprattutto una luce negativa su leggende come i Suicidal Tendencies e, più tardi, i Municipal Waste. Se i Dr. Living Dead! fanno sul serio con la loro musica, dovranno rifletterci bene prima ancora di mettersi a scrivere un pezzo.

Dai Suicidal Angels non ci si poteva aspettare chissà quale svolta. Con i loro album, che sfornano piuttosto in fretta, finora non si sono ancora dimostrati granché. Anche stavolta si vedeva soprattutto che la formazione non ha troppa fantasia e si attacca a schemi ormai masticati e consumati da un pezzo. I riff alla vecchia Metallica non riescono a ottenere la giusta reazione, perché sono troppo simili tra loro e pure clichè. Certo, è bello che i Suicidal Angels insistano nonostante quel pugno di spettatori in tour. Non c’è dubbio che agli amanti del thrash metal old school la band vada bene. Il problema è solo la mancanza di innovazione.

Il concerto di stavolta con i giovani virgulti del thrash metal ha convinto solo in parte, ma di grandi sorprese non ce ne sono state …

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