Rock ‘N’ Roll Telephone

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Nazareth
Etichetta: Ear Music Records
Uscita: 2014
Durata: 44:30
Voto: 3/5

I veterani del rock scozzesi Nazareth tornano, a tre anni dall’uscita dell’album in studio »Big Dogz«, con un nuovo documento in studio intitolato »Rock ‘N’ Roll Telephone«. È l’ultimo album a cui ha prestato la voce  uno dei due membri originali e fondatori dei Nazareth, fino al 28.08.2013: il cantante Dan McCafferty. Questo è il suo ultimo album, quello dell’addio ai Nazareth. Si sa che il tipo soffre da anni di broncopneumopatia cronica ostruttiva (COPD – Chronic Obstructive Pulmonary Disease), una malattia che col tempo peggiora sempre di più. Negli ultimi due anni McCafferty ha avuto parecchi seri problemi sul palco proprio per questo. Il primo vero campanello d’allarme è arrivato in uno dei concerti interrotti della band nel 2012 in Canada, ma allora a McCafferty avevano scoperto un’ulcera allo stomaco e così nessuno si era preoccupato più di tanto del suo apparato respiratorio compromesso. Le situazioni spiacevoli sul palco, con McCafferty che faticava davvero a respirare mentre eseguiva il materiale dei Nazareth, con conseguenti interruzioni dei concerti, si sono susseguite anche nel 2013. Fino all’esibizione della band  nell’ambito del festival svizzero Summerfest, dove il tipo è crollato svenuto  in mezzo al concerto ed è stato portato d’urgenza in elicottero all’ospedale più vicino.

Dopo la convalescenza McCafferty si è preso il tempo per riflettere su come proseguire la carriera. I medici gli hanno sconsigliato severamente una serie di attività faticose, compreso il ruolo di cantante dal vivo. I polmoni, infatti, sono seriamente danneggiati e la loro capacità vitale di assorbire ossigeno è ridotta in modo critico. Così, il 28.08.2013, ha deciso di ritirarsi ufficialmente. Nella formazione della band lo sostituisce, dal 22.02.2014, Linton Osborne. Ciononostante, la band voleva registrare il nuovo materiale, che era già in lavorazione quando McCafferty era ancora in formazione, con il leggendario cantante al microfono.

»Rock ‘N’ Roll Telephone« è un album che capisci subito che possono tirare fuori solo i Nazareth. Eppure va preso con un po’ di riserva. Dov’è il trucco? Nella prestazione vocale logora di Dan McCafferty. Già l’opener Boom Bang Bang, nonostante l’invidiabile cinetica boogie rock dell’accoppiata riff di chitarra-sezione ritmica, ci mostra un cantante che si trattiene di proposito, risparmiando le energie vocali che ha a disposizione. Allo stesso tempo la voce di McCafferty da diversi anni non ha più quella freschezza e quel vigore tipici dei mitici anni Settanta (e Ottanta). Ma quest’ultima osservazione »Big Dogz« la reggeva con assoluta sicurezza. Beh, lo sfinimento delle forze vocali è sceso sotto la soglia critica e “Rock ‘N’ Roll Telephonel” purtroppo non riesce più a nasconderlo.  

I Nazareth sono comunque una band molto scafata e in certi punti dei pezzi incorniciano con intelligenza la voce di McCafferty con armonie vocali in cui il suo cantato resta al sicuro, »nascosto«. Un esempio sta nel ritornello di uno dei brani migliori dell’album, la ballata acustica Winter Sunlight. Poi ci sono punti in cui la band ha costruito le frasi in modo che McCafferty non debba andare a pescare nelle note alte (l’opener Boom Bang Bang), ma quando capita, i difetti del cantante saltano fuori all’istante. Nei registri alti, dove la sua voce ha sempre sprigionato una postura vistosamente eretta di urlo frenetico e penetrante, in questi passaggi sul nuovo album suona “bucata e assottigliata” e non riesce a tenere la coerenza nelle linee melodiche che sviluppa, così comincia a ballare di forza dentro i versi che canta. Con questo dovrai fare i conti, in qualche modo superarlo e accettarlo, se vuoi che »Rock ‘N’ Roll Telephone« ti entri nel cuore. I fan dei Nazareth lo accoglieranno, su questo non ci sono dubbi, anche se con una fitta amara al cuore, sapendo che questo album avrebbe potuto sprigionare e offrire molto più voltaggio rock ‘n’ roll con un McCafferty in salute al microfono.

La produzione è viva, cruda, dinamica nei contrasti e sviluppa un invidiabile voltaggio a ottani alti, che nella retorica del rock ‘n’ roll è l’unica cosa giusta. C’è quel succoso contrasto tra ritmi pulsanti e massicci e il suono »crollato e croccante«, sbavato, del riff di chitarra, che dà alla band quel celebre sentimento di fascino boogie blues rock ‘n’ roll e che la lega, anche negli anni della maturità, ai tempi più luminosi dei Settanta, quando cavalcava l’onda di un successo commerciale gigantesco. Ci sono un sacco di momenti che non brillano per particolare arguzia, piuttosto per un’esangue mancanza di originalità e di vera ispirazione, come le soluzioni cucite in fretta nei ritornelli di One Set Of Bones e Punch A Hole In The Sky (che si sviluppa con un ritmo simile a quello che i Nazz di oggi usano nell’esecuzione di Razamanaz), poi la Long Long Time costruita su loop programmati, e subito dopo la ballata blues meno originale, Right Time. Sull’album spiccano soprattutto la title track, la già citata ballata Winter Sunlight, poi Back To Before, l’opener Boom Bang Bang, e anche la coda del disco porta un buon surplus di sfrenatezza rock a ottani alti attraverso le frasi di chitarra di Speak Easy, Not Today e God of the Mountain. Sul nuovo album i Nazareth hanno anche cancellato in buona parte quella celebre sensazione di lucidità (di cui i loro contemporanei Deep Purple, per esempio, sono pieni zeppi per tutta la carriera) che impreziosiva la maggior parte dei vecchi album dei Nazareth, a favore di alcune forme di riff decisamente cupe. Lo annunciava chiaramente già il predecessore »Big Dogz«.

Insomma, è un album che per tradizione, negli arrangiamenti, non tradisce affatto e consegna una borsata di esposizione rock ‘n’ roll a ottani alti nei tipici modi dei Nazareth, ma questo traguardo resta comunque a miglia di distanza dai tempi d’oro della band. Sia per la prestazione vocale logora di McCafferty, sia per l’orfanezza di idee. Forse far uscire questo album è stata una mossa di troppo. Per i Nazareth, in questo momento, perfino un filo forzata. Pete Agnew sente che questi sono gli ultimi respiri del rock ‘n’ roll sul pianeta, ma al tempo stesso è un modo davvero bello per salutare l’insostituibile e unico Dan McCafferty. Che, diciamocelo, qui consegna la peggior prestazione vocale della sua carriera. Nonostante questo, »Rock ‘N’ Roll Telephone« è in generale un album che offre ancora una concreta carica rock ‘n’ roll, una vitalità esemplare e una produzione dinamica. Le caratteristiche tipiche del rock ‘n’ roll dei Nazareth, che conta! Però consiglio soprattutto ai nuovi appassionati di rock ‘n’ roll di pensarci bene prima di investirci. La discografia dei Nazareth offre infatti molto, molto di più. Quindi iniziate a scoprirne la grandezza salpando con la macchina del tempo verso il passato, per una buona quarantina d’anni. 

Formazione

Dan McCafferty – voce 
Jimmy Murrison – chitarra 
Pete Agnew – basso, cori 
Lee Agnew – batteria 

Produzione

Nazareth

Tracklist

01. Boom Bang Bang
02. One Set of Bones
03. Back 2B4
04. Winter Sunlight
05. Rock ‘n’ Roll Telephone
06. Punch A Hole In The Sky
07. Long Long Time
08. The Right Time
09. Not Today
10. Speakeasy
11. God Of The Mountain

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