Rudi Bučar Trio: Šelestenja
Etichetta: ZKP RTV SLO
Data di uscita: 25. 5. 2021
Produzione: Gaber Radojević & Rudi Bučar
Durata dell’album: 69.49 min (2LP)
Genere: Singer/Songwritter (musica cantautorale)
Voto: 9.0/10
Negli ultimi anni Rudi Bučar è un nome che gira parecchio sulla scena musicale slovena. Soprattutto quando il discorso cade su quella musica che punta all’accessibilità e alla simpatia da onde medie, insomma a conquistarsi il favore del grande pubblico. È diventato un nome molto richiesto, cercato, per non dire proprio popolare. Il suo nome lo conosce praticamente ogni sloveno “un po’ più informato via radio”. Però, nella ricerca della fortuna commerciale e dell’affetto del grande pubblico, Rudi non si è spinto fino agli estremi artistici delle sfere di un Plestenjak, e quindi rientra ancora nel contesto di RockLine. Non passa anno senza che il ragazzo sforni qualche uscita su album, e di certo è ben presente anche sui palchi sloveni. Almeno fino a marzo dell’anno scorso, però.
Ed ecco che arriva la situazione in cui non puoi più fare concerti. Non ti dicono nemmeno bene perché, solo che non puoi, perché è pericoloso e se non obbedisci ti beccano una bella multa salata. Okay, restano comunque delle condizioni speciali per suonare, ma senza il pubblico in carne e ossa. Che è una croce. Ai musicisti manca quel flusso di energia sull’asse pubblico – musicista. È la situazione che ti stuzzica di continuo a tenere alta la motivazione per dare il meglio di te in quel momento. Situazione e chimica cambiano subito quando il pubblico fisicamente non c’è. Anche la vibrazione. La situazione diventa così simile a una prova in cantina ai tempi del proibizionismo. Solo che per una prova di questo tipo, come quella che documenta l’album «Šelestenja», devi essere in forma smagliante. Il che significa anche registrare l’esecuzione del materiale per l’uscita di uno speciale album dal vivo nato in autoisolamento. Vuol dire che la “prova” alla fine diventa pubblica, perché il tuo pubblico in qualche modo c’è comunque, solo che sta incollato alla radio e ti segue in diretta. Era un tranquillo giorno pandemico di novembre del 2020, quando Rudi è salito sul palco insieme ad altri due compagni. Come Rudi Bučar Trio. Nello studio Hendrix, che non è certo un mausoleo hendrixiano, ospitato negli spazi di Radio Koper. Insomma, abbiamo davanti un album dal vivo registrato nel fascino dell’autoisolamento, in tempi di pandemia chiamata Covid-19. Nel rigoroso rispetto delle norme che salvano vite, in una situazione che ha concesso, in via eccezionale, la presenza fisica del tecnico del suono.
Chi segue Rudi e la sua musica, album compresi, sarà più che soddisfatto del risultato live di «Šelestenja». Il Rudi Bučar Trio è formato da: Rudi alla voce e alla chitarra, Anže Vrabec all’Hammond e alle tastiere, e il fidato compagno di Rudi, il tubista Goran Krmac, vecchio alleato musicale di Rudi fin dai tempi degli Istrabend. Quindi una situazione di nuovo fascino acustico che in una certa misura richiama gli Istrabend, solo che stavolta al posto della fisarmonica di Dovč nella squadra c’è Vrabec con piano e organo.
L’esecuzione? Trio in grande forma. Rudi in splendida forma vocale, trio scatenato, affiatato, attento e spiritoso nel captarsi a vicenda, con passaggi di raccordo ben riposti, essenziali, ondeggianti e vari nei contrasti. Il trio ha messo insieme una scaletta che abbraccia l’intera carriera solista di Bučar, una specie di sezione trasversale della stessa. Qual è il fascino principale? Che la band ha portato tutti questi brani live a un livello di arrangiamento rigorosamente acustico. Un adattamento molto audace e divertente da ascoltare, quando ti torna in mente com’erano gli originali. La maggior parte dell’attenzione la prende senza dubbio Rudi con la sua voce dai mille volti, con cui dà vita in modo vivido ai personaggi e all’essenza del messaggio delle sue poesie. E non solo le sue: ci sono anche adattamenti di canti popolari, della tradizione istriana. Dipende dalla situazione. Beffardo, pungente, anche caustico, ma a tratti sottile e carezzevole. Come dicevo. Con i suoi tanti volti vocali, Rudi fa la parte del leone per tenere l’ascoltatore incollato a sé. In ogni momento salta con abilità da un volto vocale all’altro, e nelle orecchie restano soprattutto le manovre di falsetto, ogni tanto penetranti ma inserite con maliziosa ironia. Questo camaleontismo vocale rafforza, con gratitudine e al punto giusto, lo sviluppo teatrale di questo documento vivo.
Il trio non lesina in bravura. Vrabec copre (soprattutto sullo sfondo) un sacco di spazio con le tastiere. Ci riesce inserendo con malizia degli “ornamenti” nei punti in cui si apre uno spazio, e spesso li infila in modo da regalare ai singoli brani anche un leggero velo jazzy. Considerate che parliamo in sostanza di musica pop e folk cantautorale, che nell’esecuzione acustica acquista una nota più forte di cabaret. Prevedibile e molto sloveno. E le papere, con le scarpe acustiche, sono molto più difficili da nascondere. Su «Šelestenja» però non se ne sente nemmeno una. Il che significa che il trio è brillantemente affiatato e che quel giorno di novembre dell’anno scorso è entrato nello studio Hendrix in splendida forma, incassandola alla perfezione. La tuba di Krmac è l’elemento del linguaggio del trio che risveglia di continuo un senso di antichità. Il sentimento di tempi lontani, di cui parla la poesia di Bučar con gli adattamenti di canti popolari istriani, fortemente teatrale e spesso molto nostalgica. Dall’iniziale Kambjale so čase, che Rudi esegue da solo per scaldare le corde vocali, fino al gran finale con Dajte dajte, dove si trovano anche un paio di minuti per fulminee evoluzioni di improvvisazione. Un concerto carico di emozioni, passione, vissuto.
Manca solo il pubblico. E anche se stavolta ha ascoltato l’esibizione solo via radio, è proprio per questa situazione che un documento così diventa un caso speciale. Dal vivo dallo studio Hendrix. Come una volta, circa 50 anni fa, in quella celebre serie della BBC. «Šelestenja» è un album che i fan di Rudi Bučar devono avere. Non solo perché è un album dal vivo, ma, come detto, soprattutto per gli adattamenti degli originali, che parlano in modo diverso, spesso concretamente diverso, e portano così una nuova aura musicale. Un’aura come la sa tradurre solo la carismatica figura di Bučar, con l’intesa stretta e spiritosa di due eccellenti compagni di palco.
Autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
LP 1.
Lato A:
1. Kambjale so čase
2. Isolano
3. Kemu si dala rožice?
4. Šaltinka
Lato B:
5. Dam ti jutra
6. Edina
7. Izola
8. Otroci tistega časa
LP2.
Lato C:
9. Ištrijanski maraton
10. Plešem
11. Samo Ti
12. Tisti ljudje
13. Ti
Lato D:
14. Dajte, dajte
15. Sen znala jes
16. Greva naprej
Formazione:
Rudi Bučar – voce, chitarra acustica
Anže Vrabec – organo Hammond, piano
Goran Krmac – tuba, pestapiedi, tamburello
