Sabaton al Kino Šiška tutto esaurito (2016)
Autore: Sebastijan Videc
Foto: Jerneja Jerak
Luogo: Kino Šiška, Lubiana, Slovenia
Data del concerto: 09.02.2016
Numero di spettatori: 900
Attraverso le porte dell’inferno, mentre ci facciamo strada verso il paradiso, attraverso le file naziste, Primo Victoria! Il verso, in inglese, che anni fa ha mandato fuori di testa il mondo metal è diventato praticamente l’inno dei metallari svedesi Sabaton. Quest’anno sono passati 11 anni dall’uscita dell’album Primo Victoria e probabilmente nemmeno loro si immaginavano dove si sarebbero ritrovati sulla mappa del metal una decina d’anni dopo. Nella prima parte del tour li hanno accompagnati i power metaller ungheresi Wisdom, e si è rivelata una mossa azzeccata, perché i vicini dell’est erano davvero in forma.
Per gli ungheresi i palchi sloveni non sono una novità. Li avevamo già visti a Tolmin, quasi esattamente tre anni fa, anche allora come spalla dei Sabaton. Se il mio direttore aveva stroncato senza troppi giri di parole la loro esibizione di allora, stavolta per fortuna non posso fare lo stesso. È vero che il power metal dei Wisdom non scopre esattamente l’acqua calda, ma d’altra parte, cosa c’è ancora da scoprire in questo genere? Sempre più band girano intorno alla ricetta collaudata, sia quelle giovani sia quelle vecchie e affermate, direi anche le formazioni fondatrici del genere. Ma io ai concerti non cerco la qualità della musica (quella la si può analizzare fino allo sfinimento sulle registrazioni in studio), cerco un’esibizione di qualità. E questa i Wisdom l’hanno portata alla grande. Che fossero di ottimo umore si è capito già dal loro ingresso sul palco. Sorridenti, carichi di energia, con il pubblico già rumoroso hanno preso in fretta le loro posizioni, e alla fine si è aggiunto anche il cantante Gabor con una maschera in testa. Dopo la botta di World of the Free dall’ultimo album Marching for Liberty, Gabor si è tolto la maschera e ha spiegato che poco prima del concerto gli avevano detto che oggi è martedì grasso. Poi ha sparato al volo una battuta: forse sarebbe stato meglio lasciarla in faccia – come Kylo Ren in Guerre stellari – perché è così brutto. Il baccano power metal è proseguito alla grande con i pezzi dell’album appena citato e del precedente Judas. Siccome a fine mese la band pubblica un nuovo album, Rise of the Wise, hanno approfittato della serata per promuoverlo e presentare due brani nuovi. La sala, piacevolmente piena e già rovente, restituiva alla band l’energia del palco e ha reso l’esibizione ancora più bella.
Cosa scrivere sui Sabaton che non sia già stato scritto? Un compito difficile, che sembra farsi più duro concerto dopo concerto, eppure ogni volta, nonostante l’enorme numero di date, è un’esperienza unica. Gli svedesi in questo tour promuovono ancora l’album Heroes uscito due anni fa – la prima volta che li abbiamo sentiti in Slovenia con questo materiale è stata al Metaldays 2014. E sì, anche stavolta hanno portato alla Šiška ‘Augie’ – il carro armato-batteria che Hannes usa dall’uscita di Heroes. E anche se gli altri membri suonano nei Sabaton solo da qualche annetto, si sono inseriti alla grande in questa macchina da guerra al comando dei membri fondatori Joakim e Pär. Sia musicalmente sia comicamente. E di risate ai loro concerti di solito non ne sono mai mancate – a volte, per colpa di qualche pezzo cannato, perfino troppe. Ma va detto che di siparietti comici ce ne sono stati molti meno del solito (niente battute sul pene di Joakim o sul suo orientamento sessuale), in compenso hanno suonato ben 17 pezzi.
Il concerto è partito alla vecchia maniera: le registrazioni di Final Countdown degli Europe e di March to War come intro, poi l’esplosione iniziale con Ghost Division. Il set è andato avanti veloce e senza pause con i brani degli ultimi due album, e solo a quel punto si sono presi un attimo di respiro; Joakim ha detto, soprattutto per la gioia dei fan di vecchia data, che stasera avrebbero suonato anche qualche pezzo più vecchio che non facevano da tanto. La prima è arrivata subito: Midway. Poi il primo siparietto comico, quando Joakim ha cominciato a lamentarsi di dover andare al bagno e gli altri lo hanno cacciato dal palco, mentre loro hanno suonato e cantato, in svedese ovviamente, Gott Mit Uns. Con il ritorno di Joakim sul palco la sala è esplosa sul grande successo dell’ultimo album, Resist And Bite. Il cantante ha detto più volte di avere la pelle d’oca per la reazione del pubblico; sono convinto che uno che riceve una reazione così emotiva darà il massimo per continuare a prendersi questa »dose«, ed è proprio questo che fanno i Sabaton, a mio modesto parere, così dannatamente contagiosi. Anche se la loro musica non ti convince al primo ascolto, resta un fatto indiscutibile che sono una delle rare band della scena capaci di sprigionare un’energia così positiva e con una forza così. La sala sold out ne è stata ovviamente contagiata, e palco e parterre sembravano una cosa sola – un’unica enorme onda di buona energia di cui nessuno voleva la fine. L’abile intreccio di vecchi successi e pezzi più recenti, insieme a tutto quello che ho descritto sopra, ha portato anche alla conclusione che il tempo non è una costante ma un concetto relativo. Un’ora e mezza buona di concerto è volata via decisamente troppo in fretta, e i dintorni del Kino Šiška, nonostante il maltempo, per un bel po’ dopo il concerto non si sono svuotati come al solito.
Scaletta
Wisdom
1. World of the Free
2. War of Angels
3. God Rest Your Soul
4. Somewhere Alone
5. Fallin’ Away From Grace
6. Ravens’ Night
7. Out of Control
8. Live Forevermore
9. Rise of the Wise
10. Take Me to Neverland
Sabaton
1. Final Countdown / The March to War (intro)
2. Ghost Division
3. Far From The Fame
4. Lion From The North
5. Midway
6. Gott Mit Uns
7. Resist And Bite
8. Uprising
9. Carolus Rex
10. Swedish Pagans
11. Soldier of 3 Armies
12. Wolfpack
13. Attero Dominatus
14. Art of War
15. To Hell And Back
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16. Night Witches
17. Primo Victoria
18. Metal Crüe
19. Masters of the World (outro)
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