Sabaton conquistano Zagabria. Per l’ultima volta? (2017)

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Autore: Sebastijan Videc
Foto: Sebastijan Videc
Video: Sebastijan Videc

Luogo: Dom Sportova, Zagabria, Croazia
Data del concerto: 13.03.2017
Spettatori: 2.500

Si sa, per i Sabaton ogni nuovo album significa un lungo tour mondiale e, se non passano da noi, a Zagabria, che è a due passi, ci sono di sicuro. Visto che da qualche anno sono una delle metal band europee più popolari, soprattutto dal vivo, ogni loro concerto è un’esperienza unica. E il fatto che si siano portati in tour anche i veterani del metal tedesco Accept garantiva una serata live di altissimo livello. La ressa davanti ai padiglioni del Dom Sportova, e pure qualche pullman di un noto operatore sloveno di trasporti per concerti, promettevano inoltre un pubblico partecipe, senza il quale proprio non si va da nessuna parte.

La serata è filata rigorosamente secondo il programma annunciato, così alle diciannove in punto sul palco sono saliti i power metaller svedesi Twilight Force. I ragazzi vengono, come i Sabaton, da Falun, quindi non sorprende che i concittadini più navigati se li siano portati in tour, e Joakim ha anche collaborato al loro ultimo album come cantante ospite. La band si è formata cinque anni fa e ha alle spalle due album. Se cerchi la band di power metal più clichè in circolazione, non cercare oltre. I membri sembrano usciti da una spedizione dei racconti di Tolkien (cavalieri, elfi, maghi,…), lo sfondo del palco è decorato da castelli e draghi, e la musica è un mix di influenze di gruppi come Hammerfall, Rhapsody e Dragonforce. Persino il loro logo TF assomiglia da morire al logo HF degli Hammerfall. L’esibizione in sé, purtroppo, non è stata convincente. Davanti a un palazzetto per lo più vuoto, che verso la fine della mezz’ora di show si è via via riempito, li ha penalizzati parecchio un audio pessimo, forse in parte dovuto proprio allo spazio vuoto. Gli strumenti erano indistinti e il basso quasi non si sentiva. Con il pubblico poco numeroso i Twilight Force sono comunque riusciti a creare un rapporto interattivo, e lo show è stato ravvivato anche dal contrasto tra le linee vocali pulite del cantante Chrileon e il tastierista Blackwald, che è entrato con una voce più ruvida e ha fatto anche da narratore della storia. Purtroppo verso la fine la voce del cantante ha cominciato a perdere precisione, lasciando un ulteriore retrogusto amaro. Andrà meglio la prossima volta!

Dopo un’esibizione così sbiadita, non c’erano dubbi: ci aspettava un’ora di vera lezione di heavy metal, da cui avrebbero potuto imparare sia la prima che l’ultima band in scaletta. Gli Accept, con qualche pausa, sono in attività da una buona quarantina d’anni, e le origini del gruppo risalgono addirittura agli anni Sessanta del secolo scorso. La vera rinascita è arrivata nel 2009, quando il chitarrista Wolf Hoffmann e il bassista Peter Baltes, entrambi in formazione fin dal 1976, hanno conosciuto il cantante Mark Tornillo e con lui nel 2010 hanno pubblicato l’album ‘Blood of the Nations’, che ha polverizzato tutti i loro record precedenti. Anche gli album successivi hanno avuto un gran successo, e quello nuovo è atteso quest’estate.  Un’ora è persino poco per leggende così, ma i granitici tedeschi hanno sfruttato ogni singolo secondo. Il mix perfetto di classici anni Ottanta e successi degli ultimi anni ha tenuto il palazzetto pieno in piedi dall’inizio alla fine. Musicisti esperti e rodati hanno portato a casa lo show, nonostante l’età, a un livello altissimo e con un’energia da paura. Tornillo, durante tutti gli assoli di chitarra, che non erano pochi, si divertiva a suonare la »chitarra immaginaria«, mentre Wolf, con smorfie incredibili sul volto, torturava le corde come un ossesso. Come da tradizione, con gli ampli al massimo del volume, stavolta erano persino un filo troppo potenti per questa sala: c’era un leggero rimbombo, i bassi si perdevano da qualche parte tra la folla e le chitarre a tratti fischiavano dritte nelle orecchie doloranti. Ma l’heavy metal non è musica da ascoltare in silenzio, no?

Quest’anno sono dieci anni da quando ho visto per la prima volta i Sabaton, peraltro solo verso la fine del set, come prima band di supporto al concerto di Therion e Grave Digger alla Cvetličarna di Lubiana. La volta successiva hanno suonato da noi due anni dopo, allo Štuk di Maribor, come spalla dei celebri power metaller svedesi HammerFall, e li hanno completamente oscurati, dimostrando senza ombra di dubbio che era arrivato il loro momento. Ogni nuovo album sale più in alto in classifica, e centinaia di concerti stracolmi tra un’uscita e l’altra non fanno che confermarne la popolarità. E siccome bisogna garantirsi il futuro finanziario, hanno monetizzato questa popolarità fino in fondo: oltre al merch classico, ogni anno organizzano il proprio festival, una crociera sul Baltico, concerti speciali one-off, e ora si buttano pure nel mondo delle app per smartphone. Batti il ferro finché è caldo, dice un vecchio proverbio, e loro lo applicano alla lettera. Il tour attuale si intitola »The Last Tour«, ma non perché stiano per salutare tutti, solo per via dell’ultimo album »The Last Stand«. Alle nove e mezza di sera si sono spente le luci e sul palco sono entrati due soldati un po’ spaesati, il primo con un metal detector, il secondo con un cartello »Achtung, Minen!« in spalla, sulle note della cover dei Sabaton del successo degli Status Quo, »In The Army Now«. Quando un tizio piuttosto corpulento in uniforme da ufficiale sovietico li ha rimproverati, i due sono usciti di scena e in cima al carro armato della batteria è comparso Daniel Sjögren, normalmente batterista dei Twilight Force, la band di supporto. Il batterista dei Sabaton Hannes van Dahl si è infatti preso il congedo di paternità, visto che in questi giorni lui e Floor Jansen, cantante dei Nightwish, aspettano un bambino. La band, come da prassi, è poi esplosa nell’opener Ghost Division. Per questo tour i Sabaton si sono procurati un enorme videowall appeso dietro al carro armato della batteria, che ha aggiunto una dimensione visiva all’esperienza audio. Già con il brano successivo, Sparta, è arrivata la sorpresa. Sul palco sono sfilati guerrieri spartani con tanto di elmo, armati di lance e scudi, e il cantante Joakim è arrivato vestito da re Leonida. L’entrata in scena ha ovviamente alimentato l’aspettativa che scene simili si ripetessero anche nei pezzi successivi, ma purtroppo, a parte Joakim in mantello dell’esercito svedese durante Carolus Rex, non è successo. Peccato! The Last Tour è anche il primo tour per il nuovo chitarrista ritmico Tommy Johansson. Ovviamente si è beccato le sue belle prese in giro dalla band, soprattutto dal cantante, che lo ha ribattezzato »stronzetto«, soprannome che il pubblico ha scandito più volte durante il concerto. Il suo valore aggiunto Tommy lo ha dimostrato anche poco dopo. Gli addetti di palco hanno infatti portato delle tastiere e Joakim ci ha suonato le note iniziali del classico dei Van Halen Jump. Si è però subito scusato dicendo che le sue capacità non sono all’altezza e le ha lasciate a Tommy. Lui ha reso il colpo e al piano ha suonato l’assolo del già citato Jump, tra il grande entusiasmo del palazzetto. È seguita una versione acustica di Final Solution: al piano si sono uniti Chris con la chitarra acustica, Pär con il basso e Daniel con un tamburo più piccolo. L’audio, a differenza dei gruppi precedenti, stavolta era ottimo, e la setlist, com’era prevedibile, si è appoggiata agli ultimi due album, ma senza qualche classico più vecchio non se n’è comunque fatto a meno. Un gesto bellissimo da parte della band sono stati anche i titoli di coda a fine concerto, in cui hanno ringraziato per nome tutta la squadra che porta avanti la macchina Sabaton in questo tour. Dopo 18 anni e più di 1000 concerti suonati in più di 50 paesi in giro per il mondo, lunedì sera hanno dimostrato ancora una volta di essere una forza con cui non si scherza e che il loro momento è tutt’altro che finito.  

Scaletta

Twilight Force
1. Battle of Arcane Might
2. To the Stars
3. Riders of the Dawn
4. Flight of the Sapphire Dragon
5. Gates of Glory
6. The Power of the Ancient Force

Accept
1. Stampede
2. Stalingrad
3. London Leatherboys
4. Final Journey
5. Princess of the Dawn
6. Fast As a Shark
7. Metal Heart
8. Teutonic Terror
9. Balls to the Wall

Sabaton
In the Army Now (intro)
The March to War (intro)
1. Ghost Division
2. Sparta
3. Blood of Bannockburn
4. Swedish Pagans
5. The Last Stand
6. Carolus Rex
7. Union (Slopes of St. Benedict)
8. The Lost Battalion
9. Far From the Fame
10. The Lion From the North
11. Final Solution (acustica)
12. Resist And Bite
13. Night Witches
14. Winged Hussars
—
15. Primo Victoria
16. Shiroyama
17. To Hell And Back

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