Safety Zone
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: GNP
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 1989
Durata: 45:57
Voto: 4/5
Il Gilmour Negus Project (in breve GNP) è stato un progetto AOR di vita breve ma graditissimo, nato da due ex membri dei leggendari prog rocker canadesi Saga: il tastierista e occasionale cantante scozzese Jim Gilmour e il batterista di origini ungheresi Steve Negus. Fin dall’inizio era condannato a una vita breve e a poco clamore, anche per merito di una promozione da denuncia penale da parte dell’etichetta Virgin Records. Il GNP fu la loro breve pausa dai Saga, che proprio al momento della loro uscita, con l’album dall’impronta pop rock “Behaviour” (1985), stavano vivendo un bel successo commerciale. Jim e Steve, in cerca di maggiore libertà artistica, decisero di fare un passo coraggioso in proprio, che sul piano commerciale finì piuttosto male, ma che dal punto di vista musicale regalò parecchi risultati interessanti, che oggi apprezzeranno anche quelli fuori dalla cerchia dei fan loro e dei Saga, quelli a cui piace ascoltare del gustoso rock melodico senza un briciolo di sdolcinatezza inutile.
Curioso che le loro creazioni, raccolte nel primo e unico album dei GNP intitolato “Safety Zone”, non si discostino poi tanto, per stile, da quello che i Saga stavano facendo in quel periodo, il che è particolarmente sorprendente per Gilmour, da sempre progressivo nel cuore e nell’anima. Certo, bisogna mettere in conto anche le tendenze musicali dell’epoca. L’impronta sonora del disco affonda ancora un gradino più in là nelle sonorità AOR allora in voga rispetto ai Saga di quel periodo, il che significa che non mancano linee di sintetizzatore messe bene in risalto dalla produzione e melodie possenti con ritornelli contagiosi.
Vista la fama di Gilmour come maestro delle tastiere, non sorprende che i sintetizzatori occupino la maggior parte dello spazio sonoro, mentre anche Negus dietro ai tamburi si concede un bel margine di manovra. La vera attrazione però è il terzo membro della band, quasi sconosciuto ma fenomenale, il cantante Robert Bevan, che con il suo canto tecnicamente impegnativo ed emotivamente ricco ruba spesso la “scena” ai due. Il suo approccio vocale ha parecchie affinità con quello dell’ex cantante dei Saga Michael Sadler. Nei cori lo aiutano generosamente i due titolari del progetto, soprattutto Gilmour, che in qualche punto prende anche la voce principale (un’abitudine che aveva anche nei Saga). Le parti di chitarra e basso sono state affidate a musicisti ospiti, che hanno fatto il loro lavoro più che egregiamente.
L’album pullula di potenziali hit AOR, che con il giusto passaggio radiofonico avrebbero potuto perdere in fretta quell’aggettivo, “potenziali”. Tra queste c’è già l’iniziale power ballad “How Many Times”, con texture di sintetizzatore posate con gran gusto, romantici cori e un ritornello ipnotico in cui sono stati inseriti con maestria passaggi di sassofono eseguiti da Pat Perez. La serie di standard AOR carichi di atmosfera contagiosamente romantica prosegue con successo con “One Life”, dal ritornello semplice ma efficacissimo, grazie all’ottima voce di Bevan.
“No Parade” contiene un arrangiamento di pianoforte di Gilmour quasi iconoclasta e il signor tastierista in persona a una delle due voci principali. Il contrasto tra i due timbri vocali funziona altrettanto bene che in certe composizioni dei Saga con il canto diviso. Tra le possenti armonie vocali infilano con abilità anche un ottimo assolo di chitarra, che in un rock melodico di qualità ovviamente non può mancare. “Remembering” è un’altra ballad di Gilmour con voce solista e semplici arrangiamenti al pianoforte. A questo punto va detto che si tratta di una delle migliori prove vocali di Jim, che, se questo brano fosse mai uscito su un album dei Saga, per quantità di emozioni messe in campo potrebbe reggere il confronto persino con l’indimenticabile classico “Scratching the Surface”.
Con la power ballad successiva, “Love Must Be the Answer”, il progetto raggiunge nuove vette nel creare belle ballad d’amore senza nemmeno un goccio di besciamella zuccherosa di troppo. La title track è il culmine dell’album e un successo mancato. Un interessante pre-ritornello e un riff di chitarra ingegnoso vengono portati a un altro livello da un ritornello ipnotico, dove regnano armonie vocali sfacciatamente contagiose. Ancora meglio è la sua versione estesa, che come bonus track si trova in fondo al disco e che fa venire il dubbio sul perché non l’abbiano usata così già nella scaletta regolare. Lo standard AOR malinconico “Eyes On the Prize” ha un arrangiamento di tastiere piuttosto affine a quello del classico dei Toto “Africa” e un ritornello atmosferico che funziona un sacco. La qualità resta costante anche nel proseguimento. La power ballad “French Connection” e la più incisiva e dinamica “Russian Roulette”, che è anche il pezzo più duro del disco, continuano a servire melodie che ti agganciano, assoli sfiziosi e ritornelli possenti, mentre la conclusiva “In Your Eyes”, con tanti arrangiamenti orchestrali organici, è un’altra occasione per Bevan di tornare a brillare esprimendo emozioni sincere e di iscriversi per sempre nella categoria dei cantanti “di cui non hai mai sentito parlare ma che dovresti”.
L’unico frutto di una formazione di breve vita messa insieme da due ex (e ritornati) membri dei Saga è un eccellente disco di rock melodico con una produzione fantastica, davanti al quale nessun amante di anthem possenti e melodie che creano dipendenza può restare freddo. I fan di band come Toto, Journey, Asia e simili si godranno in modo particolare questa gemma rarissima, praticamente quasi perduta. Un vero peccato che questo gioiello AOR grezzo resterà per sempre chiuso nel magazzino dell’oscurità, ma tale è sempre stato il destino di tutti i progetti con alle spalle pochi soldi e una scarsa visibilità mediatica. Prima che il seguito previsto del progetto potesse prendere forma, i “figli perduti” all’inizio degli anni Novanta sono tornati alla casa madre. Gilmour è ancora oggi uno dei suoi membri più importanti, mentre Negus, dopo il secondo addio nel 2003, ha scelto la strada da solista.
Formazione
Robert Bevan – voce
Jim Gilmour – tastiere, cori
Steve Negus – batteria, percussioni, cori
MUSICISTI OSPITI:
Bob Bartolucci – chitarra (1-4, 6-9)
Jeff Jones – basso
John Albani – chitarra (2)
Richard Fortin – chitarra (5)
Maddie Willis – melodia vocale (5)
Pat Perez – sassofono (1)
Zhang Zhang – violino (10)
Julia Jones – violino (10)
Julian Knight – viola (10)
Ron Chambers – violoncello (10)
Produzione
Steve Negus
Tracklist
1. How many times
2. One Life
3. No Parade
4. Remembering
5. Love Must Be The Answer
6. Safety Zone
7. Eyes on the prize
8. French Connection
9. Russian Roulette
10. In Your Eyes
11. Safety Zone (extended)