San Di Ego nei panni dei dottori del rock`n`roll! (2017)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Cvetličarna / Slovenia
Data del concerto: 23.03.2017
Numero di spettatori: 500
Prezzo del biglietto: 12,00€

San Di Ego hanno partorito a inizio anno il nuovo album in studio! Il titolo è azzeccato: »Doktor za Rock’N’Roll«. Gruppi così oggi in Slovenia mancano di sicuro. Sono una reliquia dei tempi del successo commerciale, quelli che per l’hard rock classico hanno attraversato soprattutto gli anni Ottanta e che la nuova generazione suona ancora, sì, ma »a modo suo«. Ed è giusto e sacrosanto così. L’evoluzione va avanti, e ogni nuova generazione il rock’n’roll se lo vive a modo suo.

Ecco, i San Di Ego sono un quartetto di quattro gattoni scafati e un po’ più maturi, che oggi, insieme ai resuscitati Šank Rock, tengono accesa la fiaccola dell’hard rock in Slovenia nel senso più classico del termine. In senso geografico, cioè, con l’uso dello sloveno nei testi, portano avanti la tradizione dell’hard rock anni Ottanta, saldata in salsa slovena con la sua vibrazione retro-nostalgica, quanto mai adatta ai tempi nuovi. Okay, per non farla lunga, la recensione dell’album »Doktor za Rock’N’Roll« la trovi QUI!

Matic Ajdič, Martin Rozman, Jure Doles e Sergej Škofljanec quella sera alla Cvetličarna si sono scatenati a dovere. E come non farlo, visto che era la loro festa! Il suono curato dai fonici è stato eccellente, praticamente impeccabile. Anche l’esecuzione del concerto è stata di livello davvero alto. Il pubblico contava tra le 400 e le 500 persone. Tutti se la sono goduta, i vecchi habitué si sono ritrovati nel solito posto. Nella prima parte la band ha presentato il materiale del nuovo disco, e sul palco si è unito a loro il quartetto canoro-danzante di quattro splendide ragazze, le M.J.A.V., che partecipano anche al nuovo album; poco dopo è arrivato, come secondo ospite speciale, il leggendario cantautore sloveno Aleksander Mežek. Con lui la band ha eseguito il nuovo pezzo Gledam tvoje slike in Julijo, riadattato al formato della tradizione musicale dei San Di Ego.

Prima che il concerto entrasse nella sua seconda parte (la prima si è chiusa con una cover birichina e riuscitissima del successo di Samantha Fox, Touch Me), i ragazzi si sono beccati pure una torta di compleanno. Sul palco li ha salutati anche la nota voce roca di Aleš Klinar, che ha collaborato alla scrittura dei brani del nuovo album, ed è comparso pure l’immancabile Dragan Bulič, che ha consegnato ai golosi la suddetta torta. Nella seconda parte del concerto la band ha suonato soprattutto cover. Non è mancato il prevedibile medley dei Queen e, verso la fine della serata, un secondo medley, quello dei Deep Purple; abbiamo sentito, tra gli altri, anche Stayin’ Alive (Bee Gees), Here I Go Again (Whitesnake), Eye Of A Tiger (Survivor) e Don’t Stop Believin’ (Journey). La band ha dimostrato non poco coraggio e sicurezza nel cimentarsi con il celebre successo, ovvero il fenomenale classico degli Yes che ha aiutato il gruppo a sopravvivere agli amari (commercialmente, per i progger) anni Ottanta, parliamo di Owner Of A Lonely Heart, che però ai San Di Ego non è riuscita granché bene. In più i ragazzi hanno aggiunto qualche pezzo dal disco d’esordio.

Insomma, una serata di musica lunga e sfiancante! Con una band in splendida forma e ben oliata. Il quartetto respira a pieni polmoni e non c’è bisogno di sottolineare che insieme ha suonato, sudato e macinato un bel pezzo di festa musicale. Per questo la chimica tra i ragazzi crepitava di continuo, e l’esecuzione era di conseguenza carica di dinamite e di un’eruttività da diavoli. In una parola, un concerto stupendo e una presentazione del nuovo album riuscitissima. Mano sul cuore, vista la reputazione e la strada percorsa, hanno raggiunto il livello esecutivo che ci si aspettava!

Vale la pena citare anche la band di supporto di Lubiana, Buržuazija, che per direzione musicale cammina su un sentiero simile. Hanno proposto un’esibizione audace e super convinta di materiale (anche) proprio. Dal poco nasce il molto. Per la band contava tantissimo poter provare come funziona da unità su un palco più grande e quanta tensione può scatenare la presenza di un pubblico più numeroso. Una prestazione solida per un gruppo che ha imparato a camminare con successo, ma cerca ancora una strada musicale salda e ben definita, che però arrivano con i chilometri e l’esperienza. La band ha quindi bisogno, in questo momento, di più concerti possibile per consolidare sicurezza e focus. Vedremo cosa porterà il futuro.   

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