Sarcasm: Anthology 1987-1994 – Crematory
Autore: Rok Klemše
Artista: Sarcasm
Etichetta: On Parole Productions
Uscita: year_month
Durata: 51:00
Voto: 5/5
Era il 1987. La popolazione mondiale era salita a 5 miliardi, i britannici si erano beccati per la terza volta di fila la Lady di ferro Margaret Thatcher, partivano i lavori del tunnel sotto la Manica, il Prozac faceva la sua prima comparsa sugli scaffali delle farmacie americane, andava in onda la prima puntata dei Simpson e, per la prima volta dal 1604, l’esplosione di una supernova era visibile a occhio nudo. In un contesto un filo più locale, nello stesso anno a Škofja Loka/Kranj ci fu un altro grosso big bang.
Il big bang musicale che portò il thrash in Slovenia, se non addirittura in tutta la compianta Jugoslavia! Quell’anno infatti ruggì per la prima volta la leggendaria belva del thrash sloveno, i Sarcasm, che appena due anni dopo la nascita aveva già partorito un bastardo demoniaco, l’album di culto Crematory. Questo vede la luce ora per la quinta volta e, in patria, senza dubbio si prende il primo posto per numero di ristampe, che si sono susseguite così – nel 1987 Crematory uscì su cassetta, oggi una vera rarità da collezionisti; nel 2002 l’etichetta On Parole lo aggiunse al disco del »come-back« Igra narave; nel 2007, grazie alla culto Nuclear War Now!, Crematory uscì su vinile; tre anni fa l’etichetta Heliaetum ha pubblicato l’album in un cofanetto DVD, per la prima volta con il demo perduto Divja kri come aggiunta. Un dato eloquente, che conferma l’importanza del disco, come dimostra anche il fatto che la band abbia trattato (purtroppo senza successo) con la leggendaria etichetta tedesca Noise per pubblicarlo. E parliamo del suo momento di massimo splendore, quando tra le sue band contava nomi come Coroner, Voivod, Running Wild, Kreator, Helloween, Celtic Frost e tanti altri!
Questa edizione antologica, curata ancora una volta da On Parole (che è anche uno dei principali »colpevoli« della rinascita e dell’ascesa della band), stavolta porta un pacchetto definitivo per ogni fan del thrash metal che questo disco, semplicemente, deve avere in collezione. Crematory, infatti, all’uscita ha colto la linea temporale del thrash metal nei suoi anni d’oro, e tra i protagonisti di quella stagione vanno senza dubbio contati anche i nostri Sarcasm, che nonostante la relativa chiusura e l’isolamento della Jugoslavia di allora hanno portato nella scena musicale slovena un genere che prima, dalle nostre parti, era una totale incognita. Non solo Crematory regge tranquillamente il confronto con le uscite straniere dello stesso genere di quell’epoca: ha anche aperto la strada ed è stato fonte d’ispirazione per le band venute dopo i Sarcasm.
Il lato musicale di questo lavoro non ha bisogno di presentazioni, perché ogni linea e ogni verso del debutto dei Sarcasm sono intessuti nel battito della scena metal slovena. Road Warrior, Crematory, Thrash Tonight e The Krüger Story negli anni sono diventati classici di ferro del nostro thrash metal, che non scorrono solo nelle vene della band: a maggior ragione il sangue selvaggio scorre nelle vene dei fan, che sotto il palco ruggiscono (ruggiamo) ancora e ancora quando i Sarcasm mettono mano al loro crematorio. Se all’epoca Crematory suonava selvaggio, sfrenato, moderno e brutale, probabilmente anche scioccante, dal disco ancora oggi irradia una carica giovanile affilata come un rasoio, un’esplosività e una freschezza che hanno fatto invecchiare Crematory come un vino pregiato, soprattutto grazie all’ottima prova strumentale e vocale e ai capolavori di riff e assoli melodici di Blaznik.
Il vero valore di questa uscita, però, sta nel materiale bonus, che per la prima volta ci regala uno sguardo sui demo di tre brani – The Krüger Story, Fate e Runaway – e quindi anche sui primi passi della band. Se su Crematory i Sarcasm, con la loro melodicità e il cantato orecchiabile, suonavano vicini al thrash della Bay Area, i demo dimostrano che alla nascita la belva era ancora più cruda, brutale, aggressiva e primitiva. Voce ruvida e ringhiante e un frequente »tupa-tupa« di batteria testimoniano che la grande fonte d’ispirazione dei giovani Sarcasm era il primo thrash metal teutonico. Oltre ai tre demo, a chiudere ci aspettano Eclipse e Don’t Care If They Know, due dei brani che i Sarcasm registrarono per il secondo album mai uscito. Sono la prova viva e rumorosa che la band cresceva in fretta: gli arrangiamenti sono più vari di prima, le strutture più ponderate e la formazione tecnicamente molto più rifinita. Come se non bastasse, nel libretto ci aspettano anche un corposo testo di accompagnamento e tante foto mai viste prima (ad esempio Blaznik in azione nel 1988 con una maglietta dei Celtic Frost!)
Crematory è storia viva della musica che, nonostante quasi un quarto di secolo sulle spalle, ancora oggi è dannatamente attuale, fresco, carico di energia e ruggente come la belva sulla indimenticabile copertina. Con Crematory i Sarcasm hanno posto una pietra miliare a cui, nei territori dell’ex Jugoslavia, forse si sono avvicinati da lontano solo i bosniaci Bombarder e i serbi Heller e Bloodbath. Ed è proprio per questo che Crematory deve finire in ogni paesino sloveno!
Formazione
Osim Čehić – voce
Aleš Blaznik – chitarra
Sandi Dolinar – basso
Matjaž Kacin – batteria
Matjaž Hudobivnik-Hudoba – chitarra
Produzione
Borut Činč
Tracklist
1. Road Warrior
2. Crematory
3. Sarcastic Reborn
4. Thrash Tonight
5. Love At First Sight
6. The Kruger Story
7. Fate
8. Runaway
bonus:
9. The Kruger Story (demo)
10. Fate (demo)
11. Runaway (demo)
12. Eclipse
13. Don’t Care If They Now