Satisfaction Woman
Artista: Los Explosivos
Etichetta: Working On Your Career
Uscita: 2012
Durata: 29:00
Voto: 2.8/5
Los Explosivos, quartetto esplosivo messicano, sono tornati! Cinque anni abbondanti di carriera coronati dal quinto album in studio, da due singoli e da una sfilza infinita di date in giro per il mondo. Nel frattempo i ragazzi si sono piantati bene anche nelle orecchie e nell’anima del pubblico sloveno, che li ha sentiti, tra l’altro, anche come supporto ai leggendari connazionali Tito And Tarantula al Lent di quest’anno. Che il suono del garage anni Settanta calci ancora di brutto e che contino più i chilometri di concerti, il sudore e la dedizione di cuore a idee sanguigne e ai veri motivi per fare musica che non la lucentezza patinata di una produzione sopraffina, non c’è bisogno di ripeterlo. Però non posso ignorare che Satisfaction Woman è roba tutt’altro che rivoluzionaria, ma dannatamente gustosa, e della prossima serie di novità adrenaliniche stavolta possiamo prenderci un po’ di merito anche noi.
Durante il tour in Slovenia, Kasko, Sabu, Carlos e Alonso si sono ritrovati con qualche giorno libero, così tra giugno e luglio del 2011 sono andati allo studio Soundgranded di Lubiana e con Matej Gobec hanno registrato non solo qualche demo di idee abbozzate, ma, vista l’immediata scintilla di magia, un intero album che, a differenza dei precedenti gioielli grezzi e senza fronzoli, ha molta più grinta e una visione più chiara. Satisfaction Woman è un disco in cui si specchia davvero la forza dal vivo del quartetto, solo che stavolta a catturare l’energia e la libido da palcoscenico è stato un set di microfoni da studio. Il risultato è una bella combinazione di garage un po’ rustico e ammuffito, con Sabu e Carlos che dominano tutto il quadro sonoro della band con le loro chitarre sgraffignate, private di ogni effetto superfluo. Il temperamento messicano stavolta è americanizzato al punto che il suono primordiale della batteria di Kasko e del basso di Alonso, unito al tandem di chitarre, richiama una tavolozza di nomi come The Hives, New Bomb Turks, The Cynics, Hollywood Sinners e perfino qualche The Stooges d’annata, mentre i ragazzi restano fedeli alla loro tradizione linguistica e cantano praticamente tutti i testi in spagnolo.
L’interpretazione garage di sessanta e settanta è all’altezza dei rivali che hanno seminato nel passato con un suono e una musica dotati di palle enormi, e Los Explosivos puntano sui propri cojones a modo loro, senza farsi problemi di estetizzazione eccessiva. A Toda Velocidad è un pugno diretto ai sensi, bastano cinque accordi per raccontare una storia di guida a tutta birra, e già con No Hay Vuelta Atras il quartetto lascia parecchio il piede dall’acceleratore. I contrasti rock’n’roll restano crudi, e oltre alla voce di Kasko, sporca il giusto e un filo sfacciata, a restare in testa è soprattutto il bellissimo assolo di Sabu, che va avanti e avanti e si intreccia con l’intero scheletro di un pezzo ben sbracato. Los Explosivos non sono artisti da ballad né trovatori, e già con la cover di un brano dei The Litter, Action Woman, i contorni tornano nelle atmosfere di un club fumoso o di un retro club. L’unico pezzo in inglese non suona per niente innaturale o estraneo, perché l’esecuzione è di qualità e non è rovinata da una pronuncia oscura che tradirebbe che i ragazzi vengono dal lato sud del confine con gli USA, a differenza del resto dell’America.
Sulla stessa falsariga dell’inizio del disco si diffondono poi i suoni di Aguarras, e già a metà album è chiaro che nessuna rivoluzione, nessuna acqua calda riscoperta e nessun salto nel buio vi aspetta, semplicemente. Un ritmo un po’ più sentito dà una scossa con Creo Que Esto, che per qualche battuta isolata, tra la sospensione di chitarra, batteria e voce, ricorda le mosse della celebre formazione Tito & Tarantula, ma la somiglianza viene presto fatta a pezzi, perché Los Explosivos sono più inclini a una visione americanizzata del garage. Eppure io mi sarei aspettato un po’ più dell’esplosività promessa, di rabbia, di rumore ribelle e molta meno voglia convenzionale di piacere a tutti. Il tempo da ballo non disturba, ma dopo Quiza, che somiglia dannatamente al successo dei The Kinks You Really Got Me, viene il dubbio che la macchina musicale del quartetto messicano sia stata messa da un pezzo alla marcia più alta. Dopo la moscezza di Miedo, Me Quede Aqui, più sanguigna, è una vera ventata di vita, ma si nutre di trovate molto più note e, almeno un tempo, molto più vitali dei The Hives; i messicani però, a differenza dei prominenti svedesi, sono meno inclini agli eccessi. Il loro album del piacere promesso si chiude in modo soddisfacente con un pezzo che suona come l’inizio stesso del disco, e dopo meno di due minuti di Se Apago, che in spagnolo significa raffreddamento, la gita di meno di mezz’ora nel garage messicano si conclude senza appello. Arriva il momento di tirare le somme, e di confusione e smarrimento qui non ne mancano.
Dal nome e dall’esplosività uno si aspetterebbe una cannonata di distorsioni e ritmi selvaggi, e invece di esecuzioni bombastiche ci sono botti di petardi prevedibili e ripetitivi, tutto fuorché la soddisfazione completa di ogni appetito e di standard messi in alto. Se ammorbidite un po’ i criteri severi, è vero che Los Explosivos, con un prodotto simpatico e innocuo, abbellito da una ragazza nuda e imbronciata, hanno messo insieme un set di pezzi su cui al concerto si berrebbe facilmente una birra o due, si ballerebbe e ci si divertirebbe un mondo. Ma credo che dal vivo i ragazzi siano capaci di fare molto più che su disco, e spero che in Satisfaction Woman non ci sia davvero tutta la loro passione, il loro know-how e i loro assi nella manica. Il tocco finale sloveno è pur sempre un tocco finale sloveno, e visto che il mastering definitivo è opera totalmente autonoma di Matej Gobec, immagino che i risultati abbiano seguito questa logica: »Cavolo, di nuovo tocca il rosso! Qui bisogna togliere un po’, e là aggiungere un po’ …«. Per questo il pacchetto è meno appassionato e meno incisivo, e accamparsi al sicuro nella zona centrale di comfort e sicurezza è tutto fuorché l’essenza del vero garage rock’n’roll. Più fortuna, più audacia e più esplosività la prossima volta, ragazzi, e la mediocrità si potrà trasformare in qualcosa con un pizzico in più. Con un valore aggiunto potrete anche riempire con più sicurezza le pagine, per ora vuote, della band. Io il Messico l’ho sempre associato alla gastronomia, quindi che il messaggio finale abbia un taglio più da cucina: al posto di fast food e di würstel molli, stracotti e riscaldati mille volte, la prossima volta qualcosa di più piccante e con un po’ più di peperoncino, per favore!
Formazione
Sabu – chitarra
Kasko – batteria, voce
Alonso – basso
Carlos – chitarra
Ospiti :
Matej Gobec – chitarra in No Hay Vuelta Altras
Produzione
Matej Gobec
Tracklist
- A Toda Velocidad
- No Hay Vuelta Atras
- Action Woman
- Aguarras
- Creo Que Esto
- Gris
- Lo Que Me Excita
- Quiza
- Miedo
- Me Quede Aqui
- Se Apago