Saudades de Rock

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Artista: Extreme
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2008
Durata: 67:00

Il ritorno degli Extreme è, in quest’anno che si avvia alla fine, uno degli ultimi se non proprio l’ultimo “reunion” dei “ciclopi” del rock di 15 e più anni fa. Cherone e soci hanno fame di nuove vittorie e picchiano come ai tempi d’oro. Saudades de Rock, di conseguenza, non nasconde grandi ambizioni, probabilmente alimentate anche da 10 anni di astinenza targata Extreme, che dopo il picco degli stravaganti anni ’90 si era lasciata dietro un gran vuoto. Probabilmente è per questo che l’album porta con sé una dose altissima di energia, che i signori, tra giocolerie di generi assortiti e magie d’arrangiamento uniche, a tratti riescono a stento a tenere sotto controllo. Ma non è affatto l’unico asso nella manica del disco! Gli Extreme hanno sorpreso soprattutto con una produzione ultra-curata e leggera, che in un’epoca in cui la maggior parte dei “vecchietti” ci bombarda di produzioni prevedibilmente cupe e di altre robe simil-mainstream, è piovuta dal cielo come il cerotto di cui avevamo un disperato bisogno sulle ferite di quest’anno che se ne va. Da questo punto di vista Saudades de Rock ha letteralmente tutto. È dannatamente tagliente quando serve, a tratti persino rozzo e grunge, ma si concede anche una caterva di momenti raffinati che certo faticheranno a ripetere il successo di More Than Words, ma offrono comunque una dose colma di sottigliezza contagiosa.

Saudades de Rock già con l’opener Star riesce a cogliere il momento giusto, e con l’eccezione di tre momenti più “educati” mantiene un ritmo altissimo fino alla chiusura dell’album. Star è un bell’esempio di grande pezzo d’apertura. Un riff esplosivo, secondo la vecchia tradizione Extreme incastrato nell’ingranaggio attivo della macchina ritmica, getta presto agli amanti delle acrobazie a sei corde un osso da rosicchiare, sotto forma del primo dei tanti brillanti assoli di Bettencourt. Gli Extreme tirano fuori il prossimo asso dalla manica con Comfortably Dumb, che con un pizzico di carattere in più suona sorprendentemente alla Seattle, ma conquista soprattutto per il modo autentico in cui le linee di Cherone, intonate in totale spontaneità, si completano con le idee di Nuno Bettencourt, consegnate come al solito con sicurezza, mobilitando subito l’ascoltatore per le interazioni melodiche del duo che seguiranno. In quest’ultima categoria rientra senz’altro l’unico incrocio funk rock di Learn To Love che, in coppia con l’astuto spirito country di Take Us Alive, è certamente uno dei momenti più convincenti dell’album.

Che gli Extreme nel 2008 siano in piena corsa e guardino senza vergogna verso un nuovo zenit creativo lo dimostra Saudades de Rock con un collage variegato di stati d’animo, tra i quali cambia con una leggerezza da camaleonte. Qui posso citare in un colpo solo la simpaticamente collerica King Of The Ladies e la stampede punk rock bella adolescenziale di Flower Man, per non parlare delle movimentate miscele funky di Run e Slide, di cui non si vergognerebbe nemmeno la divinità reincarnata di Glenn Hughes, e su cui non sprecherò altre parole. Non meno impressionante è la scoperta che gli Extreme (ancora) dominano quando si tratta di forgiare temi da ballad. Tutto questo sembra in realtà scontato, se mettiamo sotto la lente le fantastiche caratteristiche vocali di Gary Cherone. Queste potrebbero motivare Interface o Ghost addirittura a una scalata più concreta verso le vette delle classifiche, cosa che nel mondo dello “showbiz” odierno dei miglioramenti istantanei resta probabilmente solo un pio desiderio. Ma pazienza. Saudades de Rock ci offre i suoi servigi un’ultima volta con Peace, che con un pizzico di sarcasmo possiamo leggere come una replica a mezza voce a Rest In Peace. È un finale d’album splendido, dettato alla perfezione, perché dalla quiete iniziale, sulle ali di una voce dosata con sottile maestria, spinge senza sosta verso il culmine emotivo. Qui non c’è altro da aggiungere. Cherone, con grande gioia di tutti gli amanti della buona musica, ha dimostrato di riuscire ancora con facilità a spazzare via le ragnatele da qualsiasi corridoio vocale, per quanto impegnativo, che si trovi in un ambiente paludoso o urbano. Con altrettanta simpatia si valuta anche il lavoro di Nuno Bettencourt, la cui audace guida autoriale ha dato agli Extreme le ali su cui abbiamo ottenuto un candidato credibile a disco rock dell’anno!

Formazione

Gary Cherone: voce
Nuno Bettencourt: chitarra
Pat Badger: basso
Kevin Figueiredo: batteria

Produzione

Nuno Bettencourt

Tracklist

1.Star
2.Comfortably Dumb
3.Learn To Love
4.Take Us Alive
5.Run
6.Last Hour
7.Flower Man
8.King Of The Ladies
9.Ghost
10.Slide
11.Interface
12.Sunrise
13.Peace

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