Sbronza alcolica nei cessi stracolmi della Hala Tivoli (2009)
Autore: Aleš Podbrežnik
Luogo: Hala Tivoli / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 18.09.2009
Numero di spettatori: 60
Prezzo del biglietto: 5,00€
The Drinkers, Hala Tivoli! Che bello leggerlo, eh? I bellimbusti alcolici sloveni del party punk’n’roll raramente stanno con le mani in mano. Se non altro, ne combinano sempre una succosa. Hala Tivoli e ingresso alla tribuna ovest! Sembra di andare a vedere lo scontro senza fine tra Olimpija e Jesenice a hockey su ghiaccio. Un addetto gentile mi allunga il biglietto, ma dove sono le persone e dov’è la porta che porta alla tribuna? Dov’è tutto il casino e la calca? Invece lo staff cortese dell’organizzatore del concerto, cioè gli stessi The Drinkers – di persona (!), mi manda gentilmente giù per le scale. Giù verso il gigantesco sottosuolo del Tivoli, riccamente decorato di ceramica scintillante, la casa dello svuotamento. Cosa possa significare lo svuotamento nella fisiologia umana non c’entra niente con il reportage, ma gli accessori d’obbligo come carta igienica, mano sinistra (per gli induisti), paperella per il WC e via dicendo… vi fanno già intuire che, al posto di un’addetta alle pulizie che raccogliesse la “WC-rino” (leggi: “ve-ce-rino”), all’ingresso del cesso del Tivoli stavolta The Drinkers hanno piazzato la loro “dogana”, cioè il palco e tutto quello che ci va insieme, per sbrigare il loro lavoretto concertistico.
The Drinkers al concerto nel cesso del Tivoli, con il depravato sostegno di una cinquantina buona di teste sotto il palco e la celebre rapsodia alcolica, che nella sua regia ha reso omaggio ai pezzi Lepi in trezni, Miss Lee, I Love Alkohol, Deset majhnih jagrov, Pijemo ga radi, Hura, Jawohl, Stari mož, Litr vina, Fa fa fa, Alkohol, Lep dan za smrt, Vijolice, Hajdi, Ko to tamo peva, ha offerto un’esperienza tutta sua. A comandarla, in prima fila, era il famoso asso nella manica dei The Drinkers, cioè la grande abilità della band di servire alla gente un party perfetto il venerdì sera, quando i freni nella testa saltano del tutto.
I ragazzi restano dei positivoni totali, che stando con loro ti fanno dimenticare in un attimo grane e problemi di tutti i giorni, ricordandoti che bisogna prendersi “la vita più easy”. Nei bagni si è così radunato un pubblico variegato, dai ragazzini coi capelli lunghi in tenuta metallara (!) fino ai posér dolciastri, e in mezzo sono comparse anche alcune facce molto interessanti, che in un modo o nell’altro hanno segnato la scena rock slovena, fin dai primi anni Settanta (Borut Činč, Dragan Bulič,…).
E The Drinkers? Tranquilli. Sono sempre di quella pasta lì. Il quintetto, a cui si è unito da poco il nuovo batterista Klemen Markelj (Klemen in realtà appartiene alla band madre Obidil), asciutto, sciolto, sputa decibel di grappa e di segatura, dal sapore punk n’ roll genuino, come si deve. Maki si è confermato ancora una volta un vero teatrante da avanspettacolo: in una provocante combo con lo “spandex” e il cappello da ufficiale “Josip Stalin”, si è cimentato anche in una corsa in cerchio sulle ampie scale del cesso, che stavolta portavano alla scena del concerto. La voce lo assiste alla grande e il tipo ha cantato il repertorio in forma smagliante. Il resto del quartetto, nuovo arrivato Klemen compreso, ha dimostrato ancora una volta che proprio non sa e non riesce a dire di no. The Drinkers quindi non mollano.
L’omaggio all’ebbrezza e al vino è durato un’ora e dieci e ci eravamo appena ben acclimatati, con le gole scaldate alla giusta temperatura di lavoro, quando hanno cominciato a “sgomberarci” piano piano all’aperto insieme all’attrezzatura. Pare che la sala alle 23.00 chiuda i battenti per non inquinare di rumore il bosco e non disturbare gli abitanti della collina di Šiška, come toporagni, fringuelli, formiche e lombrichi, nel loro duro sonno guadagnato col sangue.
Il concerto dei The Drinkers alla Hala Tivoli sarà dunque scritto negli annali del rock sloveno. Sono riusciti a riempire il cesso del Tivoli fino all’ultimo angolino. Spirito, mente brillante dietro cui c’è sempre una sorpresa (stavolta il concerto nel cesso della Hala Tivoli), una profonda comprensione, rispetto e fedeltà al fatto che il rock n’ roll è nato prima di tutto per farci divertire: ecco i fattori “piccoli” ma importantissimi che danno alla band un peso e un significato degni di rispetto. Si difendono bene. Nessuno è scivolato mentre “pattinava” sul “parquet” del cesso, nessuno è rimasto incastrato con la testa nella tazza annusando palline di naftalina nella speranza di spegnerci per caso la sete. Sarebbe un peccato sprecare l’alcol sciacquando qualcosa che non siano le gole. Drink on ragazzi!
foto: Robi Lipej
Galleria fotografica






