Scena se pedena – secondo giorno (2016)

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Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad

Luogo: Orto bar, Lubiana
Data del concerto: 08.10.2016

Ecco come gli organizzatori stessi, ŠKUC ropot e Dirty Skunks, hanno descritto al meglio retroscena e idea del mini festival:

»È passato quasi un anno dalla scorsa edizione, riuscitissima – Punk pod Slovenci 1.0 – Slovenska Punk transverzala, quando sul palco del leggendario locale notturno della capitale si era radunata la carovana punk del lato soleggiato delle Alpi. Che diventi una tradizione: per questo quest’anno prepariamo un’edizione di due giorni, con ancora più pepe. Punk, HC & HM pod Slovenci 2.0 – Scena se pedena!«

Anche la festa dello scorso anno per il 14° compleanno dei Dirty Skunks era nata con lo stesso spirito di »supporto« alla scena locale, e pure stavolta quasi tutto l’Orto bar, bar escluso, era in mano ai guerrieri della scena punk/hc e metal di casa nostra. Per primi sono saliti sul palco della sala fumatori i Mt. Blanc, e il festival ha fatto onore al suo nome anche con un bel gesto: è corso in aiuto agli hc punker tedeschi James First, rimasti senza concerto dai nostri vicini. Visto che ogni giorno libero non previsto in tour si fa sentire parecchio sulle finanze, il gesto è stato ancora più bello. I tedeschi sono saliti sul palco del club alle otto e hanno sparato una raffica di pezzi veloci ed energici da due-tre minuti. I ragazzi non inventano certo l’acqua calda, perché si tratta di hc punk classicissimo con due-tre accordi e ritornelli potenti, ma hanno convinto con la loro carica.

Dopo la sberla di punk tedesco, nella sala fumatori è stato il momento del death metal djenty progressivo dei Morywa, band di Celje che sta ancora festeggiando la recente uscita del debutto Vamana Ira. Nella mezz’ora a disposizione di ciascun gruppo, i Morywa hanno calpestato l’Orto con un death metal massiccio, caratterizzato soprattutto dalla grassezza dei riff di chitarre a otto corde e dal groove di una sezione ritmica tonante. Anche se musicalmente si muovono per lo più su tempi medi,  soprattutto per i tanti cambi di rotta inattesi e il condimento progressivo non risultano mai monotoni.

Il piano di sopra, tinto di punk, è stato poi occupato dai Real Life Version, che hanno servito un’altra dose di punk rock melodico, mentre per il seguito infernale al piano di sotto sono saliti gli Hellcrawler di Nova Gorica. Nonostante qualche piccolo problema di suono, i ragazzi hanno presentato in grande forma il secondo album uscito quest’anno, Sandstorm Chronicles. Per mancanza di tempo gli Hellcrawler hanno attraversato il loro set di death n’ roll d’impatto come una tempesta del deserto: bello sentire sul palco dell’Orto, poco prima dell’imminente show degli Entombed A.D., anche un omaggio sloveno al ronzio delle chitarre HM-2, e dal vivo ha funzionato alla grande la ruvidezza della voce di Miran. Mezz’ora di death metal post-apocalittico è volata via fin troppo in fretta!

Al piano di sopra, a ruota, è arrivata la più grande deviazione di genere della serata: i Clockwork Psycho, che suonano psychobilly o punkabilly, un mix interessante e originale di punk e rockabilly. Un genere che da noi non si vede dal vivo sui palchi proprio tutti i giorni ha convinto all’Orto, e la band dimostra sul palco di non essere speciale solo per la contrabbassista e cantante dai capelli rossi Clockwork Lilith.

Sul palco della sala fumatori sono saliti per ultimi i death metaller »all star« di casa nostra Demutilated, formati da membri di band come Dickless Tracy, Sweet Sorrow e Negilence. I ragazzi si erano presentati dal vivo per la prima volta lo scorso giugno, e stavolta hanno sezionato il palco per la terza volta (se non sbaglio). Nei chirurghi del death metal si sente un affiatamento dannatamente buono, la brutalità è a livello, e il tutto è reso ancora migliore dalla voce malata di Cepot e dalla sua interpretazione da serial killer maniacale. Il secondo giorno di Scena se pedena 2016 è stato chiuso al piano di sopra dai White Stain, e l’ottima idea di sostenere la scena alternativa di casa nostra merita solo applausi. L’unico neo della serata è la scarsa affluenza, da attribuire probabilmente solo a un ottobre davvero pieno di concerti. Che questo urlo autunnale risuoni quindi ogni anno! L’anno prossimo  anche con un pubblico più numeroso.

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