Scenes from a Memory: Metropolis Part II
Avtor: Jernej Vene
Izvajalec: Dream Theater
Založba: Warner Bros. Records
Izid: 1999
Dai primi accordi di Regression, il quinto album in studio del quintetto americano Dream Theater, Scenes From A Memory, ti trascina in un mondo sorprendente, di quelli che possono creare solo i campioni del rock progressivo moderno e i principali artefici dei suoi standard. Scenes from a memory è una vera delizia per chi ama la musica impegnativa come quella dei Dream Theater, perché la title track è la classica sinfonia che nel rock moderno possono scrivere e suonare solo loro. Scenes From A Memory è stato prodotto dal batterista Mike Portnoy e dal chitarrista John Petrucci, che nel 1998, su invito del rappresentante delle chitarre Ibanez, aveva già visitato la Slovenia e con la sua esibizione aveva richiamato un bel po’ di fan. “Abbiamo sempre voluto scrivere un concept album,” dice Mike. “Tutti i miei album preferiti sono concept: The Wall dei Pink Floyd, Tommy degli Who, Operation Mindcrime dei Queensrÿche; sono tutte influenze importanti.” John Petrucci prosegue: “La sfida più grande è stata scegliere un tema abbastanza interessante da reggere un intero album. Abbiamo seguito il filo di una storia di reincarnazione, che ci permette anche di soddisfare la nostra curiosità, perché è un fenomeno che affascina tutti.” Il protagonista della storia è Nicholas, tormentato da incubi sulle sue vite passate: una approfondita terapia psicologica rivela che è in realtà la reincarnazione dell’anima di una giovane donna, Victoria Page, vissuta all’inizio del XX secolo. Nicholas continua a indagare e scopre la tragica storia del triangolo amoroso di Victoria con due fratelli (i personaggi della canzone “Metropolis Part 1”), finita con la morte violenta della ragazza. John spiega che durante la creazione li ha ispirati l’esplorazione di tante idee e concetti sulla reincarnazione, dato che tutte le religioni si interrogano sulla vita dopo la morte. “Una delle mie canzoni preferite dell’album è ‘The Spirit Carries On’, con la domanda di fondo: da dove veniamo e dove andiamo? Questo dà al pezzo una vera qualità gospel. Abbiamo usato un coro. È un momento drammatico di scelta per il protagonista, quando scopre che tutti noi andiamo avanti… Beyond This Life è un altro picco, che racconta la storia dell’omicidio di Victoria nello stile di un servizio giornalistico del 1920.” Scenes From A Memory è stato scritto e registrato interamente nel collaudato studio Bear Tracks, nello stato di New York, e senza demo, il che dà alla musica e al processo creativo una nuova freschezza e spontaneità. Un vento nuovo ha soffiato nella band anche con l’arrivo del tastierista Jordan Rudess, che Mike e John, dopo le ottime esperienze di collaborazione sui due dischi del progetto Liquid Tension Experiment, hanno invitato a entrare stabilmente nei Dream Theater, e che nell’album ha una parte importante. Le tastiere aggiungono una dimensione fondamentale alla vivacità dinamica che da più di dieci anni distingue il sound unico dei Dream Theater. Il fonico Kevin Shirley, noto per il lavoro con Aerosmith, Billy Squier, Joe Satriani, Journey e The Black Crowes, ha contribuito a caricare l’album di vera forza rock, impatto e grinta. Spiccano gli arrangiamenti dei singoli brani, precisi quasi in modo scientifico, e l’eccezionale maestria di tutti i membri della band. Il cantante James La Brie dice che la dura vita da rocker dell’ultimo decennio ha avuto un’influenza enorme sulla registrazione e sulla creazione di Scenes From A Memory. In alcuni pezzi si sentono tanto dolore, rabbia, consapevolezza e paura. Nella seconda metà dei brani, però, i ragazzi guariscono questi loro problemi con uno sguardo positivo e allegro sui problemi delle persone intorno a loro. Il disco è unico nella loro carriera, perché per la prima volta si sono buttati su un impianto concettuale, e contiene brani che oscillano da cose parecchio melodiche a un quasi thrash metal. I riff di Petrucci e gli amplificatori spinti fino allo stridio, le tende sismiche dei tamburi di Mike Portnoy, i suoni scintillanti delle tastiere di Jordan Rudess, il basso virtuoso dell’americano-giapponese John Myung e la voce versatile del cantante James La Brie sono una combinazione unica nel mondo del rock. Gli stili musicali che ondeggiano lungo Scenes From A Memory, i Dream Theater li hanno inglobati con cura nella propria identità. Anche se prevalgono rock duro e metal, non è un’orgia di chitarre: si mescola nella giusta misura con sfumature di jazz, di progressive, di un fare musica quasi classicheggiante e, in alcuni pezzi, di passaggi acustici lirici. Il punto emotivamente più alto di Scenes From A Memory è la title track di ventitré minuti. Con le parole del cantante James La Brie possiamo chiudere piano piano questa passeggiata a parole attraverso il disco: “Nel nuovo disco parliamo della consapevolezza della nostra esistenza. Noi persone dobbiamo avvicinarci a noi stessi, capire cosa c’è di meglio per noi e poi usare queste scoperte nella vita di tutti i giorni.”
Zasedba
James LaBrie – voce
John Petrucci – chitarre, voce
Mike Portnoy – batteria, voce
Jordan Rudess – tastiere
John Myung – basso
Seznam skladb
Atto 1:
“Scene One: Regression” – 2:06
“Scene Two: Part I. Overture 1928” – 3:37
“Scene Two: Part II. Strange Deja Vu” – 5:12
“Scene Three: Part I. Through My Words” – 1:02
“Scene Three: Part II. Fatal Tragedy” – 6:49
“Scene Four: Beyond This Life” – 11:22
“Scene Five: Through Her Eyes” – 5:29
Atto 2:
“Scene Six: Home” – 12:53
“Scene Seven: Part I. The Dance of Eternity” – 6:13
“Scene Seven: Part II. One Last Time” – 3:46
“Scene Eight: The Spirit Carries On” – 6:38
“Scene Nine: Finally Free” – 11:59