Second Coming
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Stryper
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2013
Durata: 69:40
Voto: 4.5/5
Le vie del Signore sono infinite. Anche quelle che avvicinano il rock alla paradigma del cristianesimo. L’impossibile diventa possibile. Tutto per i soldi. Tra i pochi sopravvissuti fino a oggi, a parte qualche sporadico calcio nel sedere di Mastedon e/o Petra, ci sono gli Stryper! Probabilmente il nome più grosso del movimento della seconda metà degli Ottanta, quando oltreoceano sbocciavano le band rock bianche. Gli Stryper sono famosi per una retorica melodica fuori dal comune e per il fiuto nel piazzare in modo efficace la melodia dentro l’impalcatura della cultura del vero rock’n’roller, guidata da un riff di chitarra potente, autorevole e granitico. Chi vuole spulciare i testi senza essere cattolico praticante qui non ha niente da cercare. Chi invece se ne infischia dei testi: benvenuto nel paradiso dell’hard rock.
Gli Stryper, che dal 2009 non pubblicano un nuovo album in studio, cercano di tamponare questa lunga attesa con uscite di mezzo. Mosse collaudate da parte di artisti che vivono la loro »seconda primavera«, sempre più prevedibili. Il primo di questi »trucchetti« a cui di solito ricorrono le band nella loro seconda primavera è l’album di cover. Gli Stryper questa carta se la sono già giocata: a febbraio 2011 è uscito »The Covered«. Roba meno interessante, un disco di cover di artisti che, oltre a Sua Altezza il Padre celeste, hanno in un modo o nell’altro influenzato la formazione musicale dei membri degli Stryper. E dato che di un album in studio ancora non c’è traccia, gli Stryper si sono messi a rivitalizzare il proprio catalogo, con versioni riadattate dei brani dell’EP »The Yellow and Black Attack« (1984), del debutto »Soldiers Under Command« (1985) e del suo successore »To Hell With the Devil« (1986).
Una cosa sicura. Terreno musicale sicuro, espressione musicale sicura. Gli Stryper non potevano proprio sbagliare. »Second Coming« ha tutto, da questo punto di vista. Tutta la magniloquenza degli anni Ottanta, trapiantata nell’era nuova, con una nuova tecnologia di registrazione, per tempi nuovi. Michael Sweet ha una voce eccezionalmente calda, autorevole e ultramelodica che, insieme al lavoro di chitarre vivace e dinamico – in particolare i soli fenomenali e gli abbellimenti di passaggio di Oz Fox – si fonde in modo unico in quella sostanza di partenza nota come la scuola dell’hard rock Stryper. In »Second Coming« ci sono tutti i classici più riconoscibili, quelli che nella seconda metà degli Ottanta hanno cementato il nome Stryper sulla mappa dei rappresentanti più noti del rock cristiano. Ovviamente non mancano i singoli hit d’obbligo »Calling on You«, »Free« e »Honestly«. In questo nuovo contesto musicale di tempi nuovi, il lato da predicatori della band emerge ancora più intensamente, intrecciandosi nei ritornelli con le multiarmonie corali. Queste danno a tratti quasi un senso di fanatismo da cori gospel, e lo si sente non solo in classici come »Makes Me Wanna Sing«, ma perfino nella nuova »Blackened«. Sì, in questo disco ci sono anche due brani Stryper completamente nuovi.
A proposito dei due pezzi nuovi, »Blackened« e »Bleeding From The Inside Out«, va detta una cosa sulla sensazione che investe chi ascolta il materiale di »Second Coming«: negli arrangiamenti di entrambi si sente l’influsso dell’ammiccare della band al materiale dei primi tre album in studio. Per questo suonano come due pezzi perduti di quei dischi. Due brani eccellenti. Non c’è niente da aggiungere o da togliere. Così annunciano con sicurezza il prossimo album in studio, che sarà pieno di pregi, a patto che gli Stryper riescano a mantenere l’attuale dinamica dei processi chimici del comporre e a portarla sui nastri del disco futuro.
I pezzi si susseguono in ordine cronologico. Si avverte il passaggio graduale dalla grinta – influenzata in parte dal boom dello speed metal americano di inizio Ottanta, oltre che dall’ascolto dei Judas Priest – al »purismo«, spesso espresso dall’impianto in tonalità maggiore dei brani successivi, con quelle prediche di melodie gonfiate in modo pomposo (»Calling On You«).
La nuova produzione è micidiale! Sotto questo aspetto, come anche nel modo di suonare dei singoli elementi del sound Stryper, queste versioni dei classici sono addirittura meglio degli originali. Michael Sweet e soci sarebbero d’accordo al 100% che per una produzione come quella che offre su »Second Coming« per esempio il classico rinnovato »Rock That Makes Me Wanna Roll« avrebbero anche ucciso, se negli Ottanta ci fosse stata la possibilità di usare la nuova tecnica di registrazione. I puristi della musica, quelli che si fanno dar fastidio da ogni pelo sonoro, per un po’ ascolteranno solo »Second Coming«.
»Second Coming« è un’aggiunta graditissima alla collezione di CD anche per chi non conosce la musica degli Stryper, non riesce in un modo o nell’altro a mettere le mani sugli album degli Stryper usciti negli Ottanta ed è un fan devoto del principio ultramelodico nell’hard rock. »Second Coming« è quindi un’ottima introduzione al mondo della musica Stryper. Una specie di »best of« di classici risuonati da capo che, speriamo, dia alla band anche le ali per tirare finalmente fuori un nuovo album in studio. Le premesse sono ottime.
Formazione
Michael Sweet – voce, chitarra
Robert Sweet – batteria
Timothy Gaines – basso, voce di accompagnamento
Oz Fox – chitarra, voce di accompagnamento
Produzione
Michael Sweet
Tracklist
1. Loud N’ Clear
2. Loving You
3. Soldiers Under Command
4. Makes Me Wanna Sing
5. First Love
6. The Rock That Makes Me Roll
7. Reach Out
8. Surrender
9. To Hell With The Devil
10. Calling On You
11. Free
12. The Way
13. Sing Along Song
14. More Than A Man
15. Bleeding From Inside Out*
16. Blackened*
*… due brani nuovi