Secondo giorno di fila con il re della `slide` in Slovenia (2014)
Luogo: Nova Gorica / Kulturni dom / Slovenia
Data del concerto: 26.11.2014
Numero di spettatori: 150
Prezzo del biglietto: 12,00€ (in prevendita) / 15,00€ (il giorno del concerto)
Una sera non basta mai a saziare l’appetito per un concerto di Eric Sardinas, per quanto bello fosse quello della sera prima. Ne vogliamo sempre di più e stavolta l’abbiamo avuto. Un altro concerto di Eric Sardinas da noi – questa volta al Kulturni dom di Nova Gorica. Era ora di una nuova gita sul Litorale.
Eric è considerato da anni il re della chitarra resofonica, oltreoceano e in tutta Europa. È famoso per il suo incredibile modo di flirtare con il rock e il blues del Sud, per la voce sensuale e roca e per la straordinaria abilità nel graffiare le corde delle sue due chitarre slide. Con il bassista Levell Price e il batterista Bryan Keeling, dagli Stati Uniti arriva spesso in Europa, ma in Slovenia non si faceva vedere da parecchi anni. Quest’anno l’onore è toccato a noi per ben due giorni di fila – il giorno prima del concerto di Nova Gorica Eric aveva infatti già suonato a Capodistria, al Figa Rock Bar – il report lo trovi QUI.
Ogni giorno si può imparare qualcosa di nuovo e io quel giorno ho imparato che, se il concerto è in un centro culturale, conviene arrivare in orario. Altrimenti ti perdi l’inizio. Quando siamo arrivati, poco prima delle otto e mezza (il concerto era annunciato per le 20:15), Eric Sardinas & Big Motor erano già sul palco e stavano suonando. E poi un’altra sorpresa in sala: sedie. E pubblico seduto. Io, personalmente, non riesco nemmeno a immaginarmi seduta a un concerto. Per fortuna lungo i bordi della sala c’era abbastanza spazio per stare in piedi senza coprire la vista del palco agli altri. La sala non era sold out, ma le sedie ben riempite dimostravano comunque che il concerto di Eric Sardinas a Nova Gorica era molto atteso e desiderato.
Io il concerto di Eric Sardinas l’avevo già visto dodici volte, ma mai in un posto così. Un grande palco e il pubblico seduto. Mi è venuto spontaneo chiedermi come si senta un musicista sul palco se il suo pubblico sta seduto e non si muove a ritmo. Eppure, nonostante le sedie, la gente non è rimasta del tutto ferma – qualcuno batteva coraggiosamente le mani a tempo, altri pestavano i piedi sul pavimento di legno, altri ancora tamburellavano sulle ginocchia, e i più timidi almeno annuivano con la testa seguendo il ritmo. Tutti, però, incitavano a gran voce i musicisti sul palco, a volte così forte che durante i pezzi acustici Eric ha dovuto chiedere un po’ più di silenzio.
Due giorni di fila, stessi musicisti, ma esecuzione completamente diversa. Se il giorno prima al Figa Rock Bar il palco era quasi troppo piccolo per il trio scatenato, al Kulturni dom c’era visibilmente un lusso di spazio, e l’atmosfera più tranquilla in sala ha contribuito a rendere più pacati anche i musicisti. Visto che le sedie della prima fila sono un po’ distanti dal palco e quindi tutto il pubblico è spostato più indietro, Eric con la sua chitarra si spingeva spesso fino al bordo del palco per sentire le vibrazioni della gente. Lo ha fatto soprattutto durante i momenti acustici del concerto, quando abbassava il volume del suo resonator e cantava anche fuori dal microfono. Grazie alla forma e all’allestimento ben studiati della sala, il suono dal palco arrivava ottimo in ogni angolo. A un certo punto, però, a Eric stare sul bordo del palco non è più bastato per sentirsi davvero in contatto con il pubblico: è saltato giù dal palco con cautela, con la gamba dolorante, scusandosi di dover fare tutto piano per via della gamba rotta da poco, e poi, senza smettere di strimpellare, con la chitarra in mano si è fatto una passeggiata tra il pubblico per tutta la sala. Ogni tanto si fermava a salutare qualcuno in particolare, poi proseguiva il suo giro sorridente e strimpellando.
La band non ha una setlist preparata per i suoi concerti. Anche gli accordi tra i musicisti su cosa suonare, quando e dove, sono molto sommari e minimali. Si dicono però tantissimo senza parole, con le espressioni del viso, i movimenti del corpo, con quello che sentono in quel momento. Senza una scelta dei pezzi e un ordine decisi in anticipo, in linea di massima Eric comincia a suonare quello che in quel momento sente di voler suonare, e Bryan e Levell lo seguono con i loro strumenti. Può sembrare semplice, ma se pensi che Eric praticamente non suona mai lo stesso pezzo allo stesso modo, ti rendi conto che nella sua sezione ritmica ha davvero due fuoriclasse. Sul palco tutto avviene praticamente senza comunicazione verbale. Bryan e Levell, dalla mimica e dai gesti di Eric, sanno esattamente quante volte si ripeterà il ritornello, quando entrerà una parte completamente improvvisata, dove Eric farà una piccola jam all’inizio del pezzo a mo’ di introduzione. Nonostante una tale dose di improvvisazione, durante il concerto praticamente non si sente un errore di ritmo, che suonino i vecchi successi o i pezzi più nuovi del loro album appena uscito, Boomerang. I ragazzi sul palco hanno fuso con abilità un pezzo nell’altro, da Flames of love a I can’t be satisfied e poi, passando per l’omaggio al re del rock’n’roll Elvis Presley con una versione riarrangiata di Trouble, fino a un classico dei concerti di Sardinas, Get down to whiskey. In mezzo alla magia vocale e strumentale ha trovato posto anche un assolo di Levell e Bryan. Eric si è ritirato per qualche istante dietro le quinte, ma quando è tornato e voleva rimettersi la chitarra a tracolla, questa si è sganciata dalla cinghia in modo sfortunato ed è crollata a terra con un gran fragore. Così Eric ha fatto trattenere il fiato al pubblico per qualche istante ancora una volta, poi ha sorriso, ha alzato le spalle, ha raccolto la chitarra da terra e ha continuato a suonare come se niente fosse. Senza grossi intoppi il trio ha portato il concerto fino alla fine. In chiusura dal palco è esplosa l’energica Behind the 8, poi il trio si è inchinato e ha salutato il pubblico.
Eric Sardinas & Big Motor con i loro concerti sorprendono sempre. Tutti e tre fanno in modo che ogni loro show sia un’esperienza speciale. L’unica cosa che possiamo aspettarci sempre è un’ottima improvvisazione e un’intesa enorme. Il loro concerto è sempre attuale e interessante, non importa quante volte e quanto spesso sia in cartellone. Se non li avete ancora visti dal vivo, la prossima occasione non potete lasciarvela scappare.
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