Senza regole a Murska Sobota! (2010)

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Autore: Urban Bolta
Fotografie: Urban Bolta

Luogo: MIKK / Murska Sobota / Slovenia
Data del concerto: 16.12.2010
Numero di presenti: 10
Prezzo del biglietto: 4€

Questo novembre e questo dicembre al MIKK (Mladinski informativni in kulturni klub Murska Sobota) sono stati un vero tour de force, visto che il club festeggia i 15 anni di attività. Il centro nevralgico del Prekmurje, dove i giovani possono passare il tempo libero come si deve, ha arricchito ancora di più il suo programma culturale in vista delle feste, così che ognuno ci trovi qualcosa per sé: dai workshop di chitarra e batteria ad altri laboratori di ogni tipo, fino a un cartellone variegato di concerti di tutti i generi. Uno di questi è andato in scena nella serata di venerdì più gelida di tutto dicembre, con protagonisti Muškat Hamburg e No Rules.

Quella sera al MIKK si è presentata la solita sindrome, tipica soprattutto dei concerti sul Litorale sloveno o in Italia… parlo dell’inizio ritardatissimo, probabilmente nella speranza di rimediare qualche spettatore in più o un’affluenza migliore. Da questo punto di vista la serata ha deluso alla grande, perché il pubblico si contava sulle dita di due o tre mani. Il motivo superficiale erano le condizioni meteo estreme: nevicata fortissima e freddo siberiano hanno probabilmente tenuto a casa più di una persona. L’altro motivo, più serio, è parecchio più profondo e sta nella miseria della scena rock slovena in sé: i giovani d’oggi ascoltano solo quello che gli viene servito su un piatto d’argento dai vari canali televisivi commerciali, e scoprire musica nuova non è una sfida che li stuzzichi minimamente. A essere sincero, prima dell’annuncio del concerto anch’io non sapevo praticamente nulla delle due band in cartellone, ma questo è stato semmai un motivo in più per farmi vivo e regalarmi un’altra serata rock’n’roll in compagnia di musicisti di qualità.

MUŠKAT HAMBURG
I primi a prendersi il palco (solo a mezzanotte e mezza!!) sono stati i Muškat Hamburg, una band con parecchi anni di militanza alle spalle, di base tra Maribor e Gornja Radgona. Il quintetto sa tradurre sul palco, e alla grande, un’esperienza musicale accumulata da un decennio e mezzo: il loro show è stato professionale e “con le palle”, cosa che certe “attrazioni” punkrock da teenager possono solo sognarsi. Presenza scenica senza compromessi, ottima interazione sul palco, che si regge soprattutto sul carismatico bassista Silvo e sul pazzoide cantante Madam Fucker, e controllo totale del concerto dall’inizio alla fine: sono quelle doti che alcuni hanno nel DNA fin dalla culla. Gli stiriani non si sono lasciati frenare nemmeno da un club completamente deserto e hanno tenuto su un’esibizione energica, per cui si meritano tutti i complimenti. In un’ora abbondante di set i Muškat Hamburg hanno presentato una panoramica retrospettiva della loro carriera e (mi) hanno entusiasmato con il loro incrocio di melodie punk e chitarre ruvide con una sezione ritmica rock’n’roll. I pezzi, brevi e incisivi, sono costruiti tutti sulla stessa falsariga, ma dal vivo, nell’esecuzione dei musicisti stiriani, diventano un frutto succosissimo. Le linee di chitarra avvolgenti e il tempo sempre sostenuto fanno circolare il sangue più in fretta, le chitarre melodicissime e le armonie vocali nei ritornelli rendono i brani super accattivanti, e la ciliegina sulla torta è una sana dose di sfottò nell’esecuzione. L’approccio positivo alla musica, la vena per scrivere pezzi originali con uno stile riconoscibile e la sicurezza sul palco confermano la tesi che avevo captato ai tempi dell’uscita del loro album “Umri Pokončno” (2007): i Muškat Hamburg sono l’uovo d’oro della scena punk slovena.

NO RULES
I protagonisti della serata erano i No Rules, formazione di Tuzla che porta avanti la sua visione di blues-rock dal 1999. In oltre dieci anni di carriera i No Rules hanno pubblicato tre album, suonato in lungo e in largo nella regione e fatto anche qualche data nel nostro piccolo paese. Il picco della loro storia finora, per i bosniaci, è probabilmente il concerto di Sarajevo, dove hanno scaldato un pubblico di quindicimila persone prima dei leggendari Deep Purple. I No Rules hanno battuto strade più morbide, ma niente affatto meno energiche rispetto a chi li aveva preceduti sul palco. Sulla scia dei vecchi maestri Partibrejkers, la musica dei simpatici bosniaci ci ha portati in profondità nel mondo dei riff blues purosangue, con qualche incursione in acque funk e rock, il tutto sostenuto da testi nella loro lingua, il bosniaco. A brillare è stata l’intesa tra le chitarre del leader Goran Čampara e del chitarrista solista Dražen Mulaosmanović, che con soluzioni fantasiose e virtuosismo si è fatto notare nei lunghi passaggi strumentali. Nello stile dei vecchi, cari ZZ Top, i No Rules si sono studiati perfino qualche inserto coreografico, e allo spettacolo scenico ha contribuito più di tutti, con un’interpretazione sentitissima, il chitarrista Mladen, tecnicamente preparatissimo. Nel repertorio dominavano i pezzi dell’album “Homesick Blues”, uscito quest’autunno. Durante lo show i No Rules mi hanno a tratti ricordato i nostri Don Mentony Band, ma con una differenza sostanziale: i brani dei bosniaci poggiano su composizioni strumentali movimentate, che si sviluppano man mano che si suona e tengono l’ascoltatore incollato con la loro dinamicità. Anche i No Rules hanno brillato questa sera e hanno dimostrato che meriterebbero molto più sostegno mediatico di quello che ricevono.

Chiudo aggiungendo che la scelta di due band di mondi completamente diversi non è stata casuale: i Muškat Hamburg e i No Rules sono amici, e quindi i bosniaci, in questo concerto in Slovenia, erano di fatto ospiti dell’asse stiriano-prleško. Nonostante un’affluenza disastrosa, entrambe le band hanno dato tutto, e noi, i pochi presenti, abbiamo potuto goderci l’atmosfera intima e sentire coi nostri orecchi cosa vuol dire fare e suonare musica con il cuore.

Fotografie: Urban Bolta

Scaletta

Muškat Hamburg: 1. Banda prihajam domov 2. Manijak 3. Tukaj si sam 4. W-T woman 5. Punči nocoj 6. Odpri oči 7. Nekega lepega dne 8. Jacuzzi man 9. Kongo 10. Ona 11. Ne daj se motit 12. Rupurut 13. Nicht hin 14. Vse sem si zaslužo 15. Delaj & papaj

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