Sewers

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Autore: Rok Klemše

Artista: Torture Killer
Etichetta: Dynamic Arts Records
Uscita: 2009
Durata: 29:09
Voto: 3.5/5

I death metaller finlandesi Torture Killer hanno attirato l’attenzione del pubblico (death) metal più ampio quando, sul secondo album della band, al microfono è arrivato l’ex Cannibal Corpse e attuale growler dei Six Feet Under Chris Barnes. Non so se sia stata una mossa buona o cattiva, visto che i finlandesi suonavano già parecchio simili ai SFU, ma Swarm è comunque servito a dare alla band molta più visibilità. Anzi, a dirla tutta la colpa della somiglianza con i death metaller americani non si può nemmeno dare alla comparsata di Barnes: i Torture Killer hanno iniziato la carriera proprio come cover band dei Six Feet Under, e persino il nome se lo sono preso in prestito da un pezzo dell’album Maximum Violence.

Con il terzo disco torna in squadra il cantante originale Juri Sallinen e il ragazzo, nonostante una personalità non proprio esplosiva, riesce finalmente a dimostrare che i Torture Killer non sono un clone di serie B dei Six Feet Under. Nel growl profondo e brutale di Juri si sentono ancora parecchie somiglianze con Barnes, ma Sewers offre riff più originali e parti groove ancora più contagiose rispetto a Swarm. Aspettati uno stile saldamente ancorato al death metal old-school della Florida dei padrini Deicide, Malevolent Creation e, ovviamente, Cannibal Corpse, e con esso un suono grosso e massiccio, pezzi intensi e aggressivi che ti arrivano dritti in faccia senza troppi giri di parole. I Torture Killer propongono il suono primordiale del death metal, fatto soprattutto di riff massicci e cattivi pieni di groove contagioso, una batteria devastante con una distruzione ossessiva di doppia cassa e una voce brutale, cavernosa e ringhiante. In pratica tutto il suono dell’album si regge sui toni bassi e diabolici della parte bassa del manico della chitarra, che creano con efficacia un’atmosfera cupa. L’impatto viene ogni tanto spezzato da pause soliste ricche di inventiva e da melodie inquietanti, soprattutto in Scourging at the Pillar e in Art of Impalement, che brilla soprattutto grazie a un riffing malvagio.

I Torture Killer sono riusciti a registrare un album death metal davvero solido, a cui si può rimproverare al massimo la mancanza di originalità. Anche se i finlandesi non portano niente di nuovo al tavolo del death metal, Sewers è una vera boccata d’aria dopo i piagnistei delle band gothic finlandesi alla Nightwish e degli innumerevoli cloni dei Children of Bodom, e, considerati i limiti e il genere ormai spremuto, è in realtà un album molto buono. Grazie alla durata ridotta, il disco non diventa mai monotono, cosa che con una lunghezza maggiore sarebbe potuta succedere in fretta a causa della somiglianza dei riff. Sewers è insomma un ottimo consiglio per i fan del death metal di impatto e dai tempi medi.

Formazione

Juri Sallinen – voce
Jari Laine – chitarra, cori
Tuomas Karppinen – chitarra
Kim Torniainen – basso
Tuomo Latvala – batteria

Tracklist

1. Crypts
2. I Bathe In Their Blood
3. The Art Of Impalement
4. By Their Corpse
5. Coffins
6. Rats Can Sense The Murder
7. Scourging At The Pillar
8. Sewers

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