Simplified

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Artista: Simply Red
Etichetta: Verve Forecast
Uscita: 2005
Voto: 3.5/5

“Simplified” in realtà non è un vero album dei Simply Red, di quelli che potresti infilare nella discografia della band alla voce album in studio. Si tratta piuttosto di una selezione, una compilation di vecchi pezzi e successi a cui Hucknall ha aggiunto quattro brani nuovi (uno dei quali firmato da Leon Russel). Il materiale vecchio è stato spogliato di tutto e ora si presenta in versioni completamente acustiche. Mick Hucknall è noto per il suo “camaleontismo” lungo tutta la carriera, e i pezzi che ha scritto in tutti questi anni passano dal pop al soul, dal reggae all’R&B.

Ispirati dalla visita a Cuba e dai concerti che i Simply Red ci hanno tenuto l’anno scorso (Simpy Red sono la prima band pop inglese ad essersi mai esibita su suolo cubano),  alcuni nuovi arrangiamenti flirtano con passione con i ritmi latini e con il melos latino in sé. Mick Hucknall, indiscusso capo dei Simply Red, ha di nuovo pianificato tutto con grande cautela, sotto la lente del suo perfezionismo musicale, e così ha invitato a collaborare al disco nomi collaudati, che semplicemente non sanno e non riescono a deludere con i loro contributi musicali di altissimo livello.

L’apertura è affidata al brano inedito Perfect Love, dal ritmo latino carico, che butta subito su l’album in dinamica, e “Simplified” scatta vivace nel suo temperamento! I classici dei Simply Red Something Got Me Started, Sad Old Red, Smile ed Ev’ry Time We Say Goodbye si abbandonano, anzi si lasciano andare ai nuovi arrangiamenti con una facilità incredibile e, nei loro nuovi vestiti, si beccano perfino una leggera brezza di sapore “jazzy”! Holding Back The Years, uno degli hit più popolari della band, dopo la mascherata che il suo originale ha attraversato resta bellissima e ancora commovente da riconoscere. Anzi, quella commozione è addirittura potenziata. Ha tutta la maturità che arriva con gli anni, e a infonderla con il suo tocco può essere solo Mick Hucknall. Fairground porta con sé uno dei più potenti arrangiamenti di ballate rinnovate, in cui l’approccio soul di Hucknall, abilmente armato di appassionate voci femminili, brilla in modo particolare. For Your Babies e A Song For You non sono da meno, e Hucknall con un trasporto sensuale sfiora la perfezione, che nell’interpretazione dei Simply Red risulta particolarmente convincente e sincera grazie ai due arrangiamenti rinnovati, che esprimono il desiderio di un amore perfetto per una donna, quella che il loro autore sogna.

Hucknall, che rientra tra i più grandi cantanti soul che la Gran Bretagna abbia mai prodotto, torna a brillare con il suo straordinario feeling. La raffinatezza degli arrangiamenti ristrutturati è un attributo che lascia di stucco, e in questo stupore convince senza fatica. Gli arrangiamenti orchestrali e acustici non fanno altro che rafforzare il “soul feel” di base del cantante. L’effetto è che più i musicisti si avvicinano agli arrangiamenti con delicatezza e morbidezza, più l’esecuzione dei pezzi diventa forte e convincente e, certo, tutto questo sarebbe impensabile senza la voce di un Mick Hucknall emotivamente coinvolto. Gli arrangiamenti orchestrali classici, poi, “sverginano” in modo maestoso per esempio Smile, che con gli archi aggiunti mette delle vere ali, di cui non si vergognerebbe nemmeno Frank Sinatra in persona. Hucknall, volente o nolente, in Smile cammina sulle orme del buon vecchio Frankie. Sad Old Red ha quel tocco da “walking jazz blues” che ti fa scorrere davanti agli occhi gli anni Trenta, e i colpevoli, nei ruoli principali, sono piano e fiati.

I Simply Red hanno quella grandezza e quella particolarità fuori dal comune che separa gli artisti nella media da quelli di prima fascia. “Simplified” dimostra ancora una volta che i Simply Red, con il loro eccezionale senso della melodia e un orecchio perfetto, semplicemente non tradiscono. Perché questo CD fosse perfetto, con una selezione di pezzi che i Simply Red hanno fatto con tanto divertimento e piacere, infondendogli quel “qualcosa di loro” che li rende così speciali e riconoscibili, gli manca in scaletta solo So Beautiful, ma per il resto il nuovo traguardo della band è di nuovo un colpo da lotteria. Perché sono tanti gli artisti che registrano vecchi successi in arrangiamenti rinnovati, ma in questo semplicemente si schiantano. “Simplified” è l’esatto opposto, e in pratica una spinta in più alla sensualità della voce soul di Hucknall. È un album per tutti quelli che si sono stufati di sentire girare di continuo gli hit originali della band, quelli con cui i Simply Red hanno fatto milioni, un album per tutti i fan più fedeli e di sicuro per tutti gli altri che amate sdraiarvi per il riposino pomeridiano dopo un pranzo abbondante e avete bisogno di un massaggio alle orecchie di prima qualità, ovvero di una terapia che vi aiuti a digerire in modo efficace quello che avete mangiato. Dopo tutto questo non è difficile concludere che si tratta dell’ennesimo prodotto dei Simply Red pensato per le masse. Questa volta con una sensualità ancora più marcata e la profondità della maturità. Semplice e vero!

Formazione

Mick Hucknall – voce
Sarah Brown – cori
Anthea Clarke – cori
Dee Johnson – cori
Dave Clayton – tastiere
Simon Hale – tastiere
Andy Wright – tastiere
Danny Saxon – tastiere
Mark Jamies – chitarra
Kenji Suzuki – chitarra
Ian Kirkham – sax, tastiere
Kevin Robinson – tromba
John Johnson – trombone
Chris De Margary – flauto, sax
Steve Lewinson – basso
Gota Yashiki – basso, batteria
Pete Lewinson – batteria
Geoff Holroyde – batteria

Produzione

Andy Wright, Mark Jaimes & Danny Saxon

Tracklist

1. Perfect Love
2. Something Got Me Started
3. Holding Back The Years
4. More
5. A Song For You
6. Your Mirror
7. Fairground
8. My Perfect Love
9. Smile
10. Sad Old Red
11. For Your Babies
12. Ev’ry Time We Say Goodbye

Durata dell’album: 49:14

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