Simply Red lasciano gli sloveni a bocca asciutta (2006)
Luogo: Lubiana / Križanke / Slovenia
Data del concerto: 05.08.2006
Numero di spettatori: 3
Prezzo del biglietto: 8.900,00 (37,14€)
Seconda volta in tre anni che ci becchiamo con il signor Mick Hucknall, il capo dei Simply Red, a Lubiana. Un concerto con un’affluenza ottima in pieno luglio… pardon, agosto, quando ti aspetti che tutti si stiano arrostendo da qualche parte (come minimo) in Dalmazia, a mollo nell’acqua e a spararsi addosso con le pistole ad acqua, è stata una bella sorpresa.
Così Hucknall e la band al seguito (insieme: Simply Red) sono “trotterellati” sul palco verso le 21:45. Il gruppo spalla ha avuto i suoi 30 minuti, e ovviamente me lo sono perso di nuovo (ah, questa maledetta lotta per farsi largo tra ogni possibile barriera fatta di oggetti viventi e non viventi) e a malapena sono riuscito a piazzarmi nel parterre davanti al primo gradino dei posti in piedi a Križanke (posti a sedere non ce n’erano), praticamente sotto il naso di Hucknall (a circa 5 metri dal palco). Per vedere i Simply Red da vicinissimo. Questa meraviglia delle meraviglie.
Certi panorami erano a dir poco interessanti. La maggior parte del pubblico era composta da esponenti del ggentil sesso, cotonate al massimo, e i loro accompagnatori sembravano stavolta davvero degli “gnometti stonati e spaesati”, che non sanno bene cosa ci facciano a un concerto dei Simply Red oltre ad accompagnare le loro ragazze. In ogni caso, stavolta sono state le donne a dettare il ritmo ai Simply Red. Se sia bastato, lo svelo tra poco.
Proprio per il concerto di Lubiana i Simply Red hanno rivoltato un po’ la scaletta come un calzino. Un pezzo in meno del solito, e tra i brani nuovi di zecca c’erano All Down The Line, Look At You Now e Out On The Range. Hucknall ha cancellato dalla scaletta Lady, con cui apriva la maggior parte dei concerti del tour, poi la cover dei Small Faces intitolata Debris e Something For You. Insomma, il concerto è partito piuttosto abbottonato da parte del pubblico, mentre la band ha suonato subito “al primo colpo” in modo perfettamente accordato e rodato. Il suono era ottimo, il volume giusto e l’esecuzione semplicemente eccezionale. La sezione ritmica dei fratelli Lewinson, di colore, solida e infallibile come un orologio svizzero ben oliato e lubrificato, l’imponente trio di fiati che si alternava tra strumenti vari (flauto/sax tenore, tromba/sax contralto, trombone/percussioni), accanto a loro l’ottimo solista al sassofono Ian Kirkham, che ha infiammato il pubblico con qualche assolo notevole, il tastierista Dave Clayton e le due coriste di colore, circondavano “al sicuro” Hucknall, e tutto sembrava studiato, calcolato e rimasticato ancora una volta per bene, così da escludere, cioè eliminare, qualsiasi possibilità di errori e sbandate indesiderate sul palco durante il tour. Certo, Hucknall ha anche un chitarrista, ma Kenji Suzuki ha dovuto entrare nella parte e rassegnarsi al ruolo di comparsa. La prima volta sotto i riflettori l’ha vissuta durante un assolo cortissimo in Look At You Now, anche se era il più appariscente, conciato com’era, di tutti quelli sul palco.
La gente ha saltellato sul serio per la prima volta con Holding Back The Years. Il pubblico partecipava a tutta forza insieme alla band e offriva ai Simply Red un sostegno come qualsiasi gruppo può solo sognare. Comunque sia, interessante! I Simply Red in qualche modo non hanno voluto approfittarne e, incredibile ma vero, non hanno buttato benzina sul fuoco con qualche battuta o con un po’ di incitamento al pubblico. Anzi, dico di più. Hucknall si è rivelato un comunicatore a dir poco penoso, totalmente disinteressato al pubblico, e in questo stile ha offerto anche un contatto e un’interazione acidissimi con la gente venuta a tifare per lui. La prima volta che si è avvicinato al microfono sul serio, prendendosi qualche timido momento per il pubblico, è stato per annunciare la cover di Bob Dylan Positively 4th Street. Il concerto lo potevi dividere in due parti. Fino a Come To My Aid, con il pubblico che ballicchiava e i Simply Red, e la seconda parte, con Come To My Aid come spartiacque, fino alla fine con il pubblico in delirio e di nuovo “solo” i Simply Red, senza aggettivi. Moscio sul palco, come se Hucknall volesse “risparmiarsi”. Anche parecchie parti di voce solista nei ritornelli le ha lasciate alle due coriste e al pubblico. Vabbè, non dico di no. Certo, ci è toccato il suo marcato approccio sofisticato in versione “soul” dei classici e dei più grandi successi dei Simply Red, ma da lì a dire che i Simply Red si siano stirati le dita della mano sinistra ce ne passa.
Stavolta l’esecuzione di routine gridava al cielo, insieme al conto alla rovescia dei minuti da parte della band, che voleva “fare fagotto” al più presto e rimettersi in viaggio lontano da Lubiana. Quella scena è stata un pugno nell’occhio di una brutalità incredibile: Hucknall, ancora nel mezzo di Something Got Me Started, ha iniziato a salutare la gente con la mano e ha lasciato il palco. Siccome tutti gli altri continuavano a suonare senza Hucknall, pensavo che gli si fosse rivoltata la pancia e che fosse stato costretto a defilarsi per liberarsi e fare sollievo, e invece ho preso una cantonata micidiale. Era passata a malapena un’ora e dieci minuti. I Simply Red hanno chiuso la parte regolare al tredicesimo pezzo. Pronto? Toc, toc!!! C’è qualcuno in casa? Anche tutti gli altri musicisti si sono guardati sul palco e sono rimasti lì impalati per qualche istante, dopo aver suonato l’uscita e chiuso il pezzo, perché anche loro hanno dovuto salutare e seguire il loro capo. Questo è decisamente un minus. Il capo saluta a nome della band. È come se il capitano abbandonasse la nave che affonda lasciando l’equipaggio al suo destino. La gente invece era caldissima e su di giri fino alla fine, assetata e affamata di buon divertimento, e con la voglia di un bel concerto cantava ed era davvero assetata e affamata, pronta a godersi un grande concerto e a svagarsi al massimo. Ben presto sono arrivati anche i primi fischi. Dopo cinque minuti sono tornati e continuano con i “rimpianti” Stars e Fairground, dopodiché Hucknall ricomincia, in stile “principessa sul pisello”, a sventolare le braccia in alto, voltando la schiena al pubblico, come a dire: “Ciao gente!” Di nuovo la stessa scena. Per fortuna non hanno ancora premuto “play” sul playback e non hanno acceso le luci. Così la band ha avuto pietà della gente ancora una volta e ha aggiunto Sunrise e la ballata If You Don’t Know Me By Now, chiudendo il concerto. Hucknall si è anche inchinato e ha urlato Simply Red, indicando con la mano la sua band. Comico e triste allo stesso tempo. Di sicuro i suoi musicisti, affamati di suonare, hanno salutato il popolo con la fame addosso: si vedeva che erano in forma per almeno un’altra ora di buon “jamming”. Se solo avesse concesso loro almeno 10 minuti di pezzo strumentale, anche questo reportage sarebbe suonato del tutto diversamente. Avrebbe preso due piccioni con una fava. A me avrebbe risparmiato il brontolare per la durata troppo breve e il lamentarmi della mancanza di energia dell’esibizione, di cui è colpevole solo Hucknall. Alla maniera di un allenatore che non sa sfruttare il potenziale dei suoi giocatori super talentuosi. Ti ricordi perché l’Argentina è saltata fuori ai quarti di finale dell’ultimo Mondiale di calcio?
Brrrr, sono rimasto gelato. Per una sparata così breve, quell’energia non era paragonabile a quella di un classico concerto rock o metal. Anche solo medio. Lì, per lo stesso prezzo che si sono fatti pagare i Simply Red, le band si spezzano in due, in tre sul palco e danno tutto quello che hanno, e non per una buona ora e venti, ma suonano come minimo 1:50 o più (con l’eccezione dei malconci W.A.S.P.). Beh, anche il pubblico è tutt’altro ai concerti pop, se posso definire così i Simply Red. Soprattutto meno esigente di quello rock. Infatti dopo il concerto non si sentiva nessun malumore da parte delle 3000 teste della massa, che ha lasciato Križanke ordinata e obbediente. Se a un concerto “rock” una band iniziasse a chiudere dopo un’ora e 20 minuti, i fan la prenderebbero a sassate e la lincerebbero. Quindi, per lo stesso prezzo del biglietto di tre settimane fa per i Whitesnake, i Simpy Red hanno offerto molta, molta meno musica.
Dava un fastidio incredibile la sensazione che Hucknall si trattenesse, che proteggesse la voce e che gli pesasse abbattere la barriera e creare un contatto genuino con la folla, che non vedeva l’ora. Esecuzione di routine e buonanotte! Alla fine non sapevo più nemmeno io se fossi capitato al concerto sbagliato e non c’entrassi niente con i Simply Red, oppure se esistano semplicemente band che possono permettersi freddezza, minimalismo e routine in modo così diretto, perché la loro base di ascoltatori e fan non ha saputo educarle altrimenti. Non ho altro da aggiungere. Mi aspettavo di più. Oltre all’eterno brontolare per le porte strette all’ingresso di Križanke, che hanno ricordato ancora una volta come Križanke siano un posto parecchio scomodo, o meglio inadatto, per esibizioni di band come i Simply Red, è stata la pallida impressione dell’artista a sigillare la situazione. Grazie al pubblico generoso, al suono preciso e all’esecuzione, posso dire che il concerto è stato buono, ma lontano, lontanissimo dall’imprimersi a fondo nella memoria. Beh, impresso si è impresso, ma stavolta per tutte le osservazioni appena fatte, soprattutto in una luce negativa.
Scaletta
1. Home Loan Blues
2. Out On the Range
3. Look At You Now
4. Holding Back The Years
5. Positively 4th Street
6. Thrill Me
7. Oh What A Girl
8. Come To My Aid
9. Fake
10. Right Thing
11. All Down The Line
12. Moneys Too Tight
13. Something Got Me Started
—bis I.—
14. Stars
15. Fairground
—bis II.—
16. Sunrise
17. If You Don’t Know Me By Now