Sindrom druge plošče

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Smaal Tokk
Etichetta: Celinka
Uscita: 2017
Durata: 40:24
Voto: 4.5/5

Vuoi scoprire chi servirà a chi »monadi, ammasserà balle e spaccherà uova«?

Due anni fa sulla scena musicale slovena è uscito un disco bello tosto, la cui miscela particolare ha regalato una splendida boccata d’aria in mezzo alla muffa di idee che ogni tanto si respira per colpa della rigidità e dell’ingessatura del »genere-ismo« qui da noi. Chiamiamola fedeltà di genere messa nero su bianco, a cui sono condannati i suoi autori e in cui, anno dopo anno, si accomodano (senza accorgersene) e restano belli piantati a ogni nuovo album.

Smaal Tokk, invece, è il nome di una variabile creativa! Il risultato è una unicità che arricchisce la cultura musicale slovena. Lo ha confermato l’esordio »Unotisto«, lo conferma il nuovo »Sindrom drugega albuma«. Di risate (con opzione »fino alle lacrime«) non ne sentirai la mancanza nemmeno ascoltando »Sindrom druge plošče«. Smaal Tokk è di nuovo un divertimento senza confini. Con il secondo album diventa sempre più una specie di lontano cuginetto del montenegrino Rambo Amadeus, anzi addirittura il “pro pro pro(nipote)” di Fran Milčinski Ježek. La sua poesia è acutissima, spiritosa, nera, divertente come poche, ma allo stesso tempo questo eccellente dottore della lingua e vera mosca chiacchierona e appiccicosa, che ti parla sempre nell’autentico dialetto della Goriška, con tutto il suo messaggio non mette a nudo altro che il mondo crudele del quotidiano, in cui è sbattuto l’uomo comune. In realtà dipinge in modo estremamente bizzarro e caricaturale tutta l’assurdità di un sistema bimillenario di »appropriazione, controllo, dominio« che ci portiamo addosso, ovviamente travestita nel linguaggio estremo della lucidità da predicatore, dove regna la sconfinata vastità del regno chiamato »umorismo nero«. Quindi, visto che abbiamo nominato Rambo Amadeus, dai un’occhiata all’album »Sindrom druge plošče« anche tu che sei attratto dall’umorismo senza tempo dell’unico, indimenticabile e geniale osservatore dello sciogliersi della neve gialla, Frank Zappa. Per arrivare al bizzarro non manca più molto, forse solo una piccola dose di umorismo da cesso.

Smaal Tokk non avrebbe potuto trovare collaboratori più adatti a quello che fa. Il nucleo della squadra resta invariato anche sul successore »a due dita« di »Unotisto«. Il compositore e arrangiatore principale è anche stavolta il poliedrico e incredibilmente acuto Klemen Kotar (la musica l’hanno firmata anche Enos Kugler, Gašper Kržmanc e Marko Boh). Insomma, sul disco tornano a suonare i membri dei Nula Kelvin: accanto a Kotar, il chitarrista Gašper Kržmanc e il tastierista Marko Boh. Non stupisce quindi che più di un arrangiamento dei brani di »Sindrom druge plošče« potrebbe tranquillamente fare da punto di partenza per comporre in compagnia nella nota combriccola dei Nula Kelvin.

Dunque. Poesia brontolona a ritmo, o ritmo nella poesia (?), o per dirla in un altro modo? La chiacchiera fulminea, ovvero il dettato ritmico della lingua, funziona alla grande anche stavolta. Alla base delle prediche di Smaal Tokk ci sono arrangiamenti di una variopinta miscela di jazz, funky groove, chanson da cabaret, pop urbano, immancabile rock’n’roll,… Sul modello della servilità verso i padroni americani, spicca la fusione di country e musica popolare slovena nella farsesca Domovina, dove la Slovenia non è solo »bella come una porcellina«, ma anche l’acconciatura del suo presidente. Gli strumentisti trovano abbastanza spazio sullo sfondo per variazioni birichine ed esplorative, per lo più jazz, che non »fanno male« all’orecchio e sono un piatto facilmente digeribile per l’ascoltatore occasionale e meno esigente. Tengono sempre in piedi una scenografia piacevole e briosa per Smaal Tokk, piazzato al centro, che serve quel »delirio cerebrale di godimento« a ogni appassionato di musica che ci tiene alla poesia fatta col cervello e a una intellettualità ad alta penetrazione, portata avanti a colpi di smorfie sfottenti e di sfottò matti e senza freni, a cui non sfugge nemmeno la tragicommedia del circo politico sloveno.

Pare che all’inizio un piano serio per il secondo album non ci fosse, ma eccolo qui! »Sindrom druge plošče«, appunto. Conoscilo. Per forza, se non conosci »Unotisto«, e il prima possibile. Tra i due album, in realtà, non c’è differenza di qualità. Sul nuovo disco a Smaal Tokk non è affatto finita la dinamite da predicatore. Anzi, la approfondisce e la allarga mentre ci guida nel suo mondo, dove a ogni passo lo accompagna immancabilmente la sua musa segreta Radmila. Con un repertorio così Smaal Tokk potrebbe esibirsi in compagnia di un comico di “stand up”, e in compagnia di Magnifico rappresentare un qualsiasi cartellone di festival. Scherzi a parte, è un album che, come uno dei numeri a fumetti del buon vecchio Alan Ford, ti farà svagare e ti metterà di buon umore ogni volta. Anche se il suo punto di partenza è il ritratto della cruda realtà di tutti i giorni, “Sindrom druge plošče” è un album di follia agile e intelligente e di una serenità di cui sulla nostra scena gli artisti sloveni sono da sempre disperatamente a corto.

Smaal Tokk – Profesjonalci (audio ufficiale):

Formazione

Smaal Tokk – voce

MUSICISTI OSPITI:
Marko Boh – tastiere, cori
Klemen Kotar – basso, chitarra elettrica, lap steel guitar, tastiere, clarinetto, flauto, sassofono, cori
Gašper Kržmanc – chitarra elettrica, chitarra acustica, cori
Enos Kugler – batteria, chitarra acustica, chitarra elettrica, tromba
Marko Boh – pianoforte, tastiere, cori
Blažka Oberstar – cori
Ana Šimenc – cori

Produzione

Klemen Kotar

Tracklist

1. Mucki, srčki, risanke an sladoled
2. En in edini
3. Praznična
4. Rumeni tisk
5. Interludij v € molu
6. Domoljubna
7. Radmila
8. Profesjonalci
9. Z jajci
10. Zaposlovalna
11. Šivi
12. Nedeljski bluz
13. Kvota
14. Gangsta suita

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