Sinister

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Avtor: Aleš Podbrežnik

Izvajalec: Appice
Založba: SPV Records
Izid: 2017
Trajanje: 65:11
Ocena: 3/5

I leggendari batteristi e fratelli Carmine e Vinny Appice, con una carriera lunghissima e mai interrotta, hanno lasciato un segno profondo sulla mappa del rock e, tra le altre cose, hanno suonato con Vanilla Fudge, Cactus, Dio, Black Sabbath, Heaven And Hell, Rod Stewart, Ozzy Osbourne, King Kobra e Rick Derringer. Questi sono solo alcuni dei nomi, ma il loro peso basta e avanza per capire quanto siano rispettati i due maestri delle pelli (e quanto fossero ricercati ai tempi d’oro).

Carmine e Vinny, alla fine, hanno unito le forze. Hanno cominciato a suonare dal vivo insieme, e tra lo spettacolo dei loro show e la reputazione dei loro nomi, le richieste di concerti sono cresciute sempre di più. Nel 2014 hanno quindi pubblicato un documento live in comune, »Drum Wars… Live!« (2014), e hanno iniziato a lavorare anche al materiale per un vero album in studio, un vero e proprio debutto da studio.

Visto che i nomi dei due fratelli sono sinonimo di hard rock, ma anche di metal, non è stato difficile attirare l’attenzione di tanti musicisti di primo piano, che si sono uniti al progetto dell’album »Sinister«, uscito lo scorso novembre.  

Cosa c’è di interessante, o meglio di più intrigante, in questo disco? In realtà il principio di composizione e arrangiamento, che si discosta un po’ dal classico prodotto hard rock che ci si aspetterebbe in questo caso. Mette infatti il lavoro delle batterie al centro di tutto. In misura paritaria e, ovviamente, con il lavoro dei tamburi come fulcro espressivo. Prima di tutto la produzione. I due batteristi sono divisi tra il monitor sinistro e quello destro, e si riesce a distinguere senza fatica la differenza di tecnica. Da una parte l’approccio un po’ più incisivo, diretto e a tratti più grezzo di Vinny (il doppio cassa »Cozy Powelll style« non manca), dall’altra quello un tantino più sofisticato, diciamo più vicino al blues, che porta Carmine. Insomma, la mela non cade lontano dall’albero e anche dietro i tamburi il carattere dei fratelli è affine. Entrambi i batteristi sono decisamente »fisici«, entrambi hanno imparato da John Bonham. Su questo non si discute. Anche le parti centrali, i mid-eight delle canzoni, possono quindi essere messe al servizio dell’esibizione delle abilità dei due fratelli, come si sente subito nella title track che apre l’album. Un »parente stretto« dei fratelli Appice nella tecnica batteristica potrebbe essere Bobby Rondinelli e, naturalmente, anche il compianto  Cozy Powell.

Se il primo pezzo ha un po’ spiazzato con il suo ritornello marcatamente cupo e poco melodico, già il successivo Monsters And Heroes è un vero »hommage« a Ronnie James Dio, il che rimette al posto giusto le aspettative sul contenuto del disco.  Il flirt con le linee vocali del leggendario Dio torna poco dopo in Danger.  Il quadro si completa con Killing Floor, che richiama i Black Sabbath dell’era con Tony Martin alla voce (a questa sensazione si aggiunge più avanti Future Past), mentre le forme musicali delle linee vocali a tratti ricordano anche elementi dei Led Zeppelin, cosa che si coglie di tanto in tanto anche nelle frasi stesse. Tutto questo, in sfumature più o meno marcate, si riversa pian piano lungo l’intero album »Sinsiter«. Rot è ancora un pezzo che per struttura compositiva e linee vocali tira dritto verso la »Dio era« dei Black Sabbath (l’album »Mob Rules«). Drum Wars, dove brilla l’intreccio delle tecniche batteristiche dei due fratelli, dà una bella scossa alla dinamica dell’album. È una jam strumentale tra amici in studio.

Ovviamente non tutti i pezzi raggiungono lo stesso livello espressivo. Il che significa semplicemente che sono troppi per un solo album.  Già la Sinister d’apertura è del tutto sacrificabile, perché quella linea strana nel ritornello dà un po’ fastidio. È voluta, e deriva dal messaggio stesso del brano, ma »rode«. Rode anche il finale di Suddenly, dove l’ennesima sortita batteristica dei due fratelli si intreccia con la linea vocale: sarebbe pure okay, se il pezzo non cadesse nella pretenziosità, visto che ci si mette in mezzo anche un assolo di chitarra totalmente caotico, una raffica selvaggia di note che manda in fumo la struttura altrimenti solida del brano. Un pezzo lungo almeno un minuto di troppo.  Per fortuna a togliere un po’ di peso arriva subito dopo In the Night, molto più pacifica e sentita, dal punto di vista rock,

In un album così ricco di stregonerie ritmiche, di colpi e bacchettate piuttosto articolate, non vanno trascurati gli assolo di marca dei chitarristi ospiti, che aggiungono alla sostanza del disco un’ulteriore dose di estetica hard rock classica, anche se si sente che nell’attenzione all’arrangiamento delle chitarre sono rimaste parecchie riserve. È un album che è semplicemente un po’ subordinato alla logica della batteria. 

I pezzi sono troppi. Dieci sarebbero bastati, e soprattutto verso la fine la faccenda comincia a trascinarsi e l’album perde la bussola (Sabbath Mesh è proprio una mossa di troppo).  Per il resto è un album solido, che gli amanti dell’hard rock classico e delle band hard rock classiche probabilmente hanno già a casa, e che non lascia scosse telluriche. È comodo, collaudato, sicuro. Carmine e Vinny si sono circondati di una squadra di musicisti di primo piano, rodatissimi, e con la loro visione e il talento insospettato della compagnia scelta, un album così solido non poteva mancare. Parla però soprattutto ai nostalgici e non reinventa la ruota.  Un album paraculo, insomma.

Formazione

Carmine Appice (batteria, voce) 
Vinny Appice (batteria)

Jim Crean (voce) 
Paul Shortino (voce, Rough Cutt, ex-Quiet Riot) 
Robin McAuley (voce, MSG, ex-Survivor) 
Chas West (voce, ex-Lynch Mob) 
Scotty Bruce (voce)

Craig Goldy (chitarra, ex-DIO, ex-Giuffria) 
Bumblefoot (chitarra, ex-Guns N’ Roses) 
Joel Hoekstra (chitarra, Whitesnake, ex-Night Ranger) 
Mike Sweda (chitarra, Bulletboys) 
Erik Turner (chitarra, Warrant) 
David Michael Phillips (chitarra, King Kobra)

Tony Franklin (basso, ex-Blue Murder, ex-The Firm) 
Phil Soussan (basso, ex-Ozzy Osbourne) 
Johnny Rod (basso, King Kobra, ex-W.A.S.P.) 
Jorgen Carlson (basso, (Gov’t Mule)

Produzione

Jorgen Carlson

Tracklist

1. Sinister 
02. Monsters And Heroes 
03. Killing Floor 
04. Danger 
05. Drum Wars 
06. Riot 
07. Suddenly 
08. In The Night 
09. Future Past 
10. You Got Me Running 
11. Bros In Drums 
12. War Cry 
13. Sabbath Mash
14. Outro

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