Sinner’s Saint
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Million Dollar Reolad
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2012
Durata: 48:45
Voto: 3/5
I Million Dollar Reload sono degli stalloni nordirlandesi di base a Belfast. Con il nuovo album »Sinner’s Saint« continuano a scavare nel solco stilistico aperto dal debutto in studio »Anthems Of A Degeneration«, che però ci è passato sotto il naso senza far rumore: è uscito prima in autoproduzione nel 2008, poi di nuovo nel 2010, ma per l’oscura Bulletproof Records. Beh, col passaggio dei Million Dollar Reload alla ben più potente etichetta italiana Frontiers Records, la situazione è migliorata anche su questo fronte. Non solo per gli amanti del genere, ma soprattutto per la band stessa, perché la sua musica arriverà a un pubblico target molto più ampio.
Già col debutto i Million Dollar Reload avevano messo in chiaro di essere una nuova band dal talento enorme, che non conosce scherzi e fa sul serio in tutto quello che fa. Rovistare in archivi impolverati è ormai una roba parecchio di tendenza, e i Million Dollar Reload non si tirano certo indietro.
Immagina il nuovo album »Sinner’s Saint« come una versione potenziata del linguaggio del debutto, che già allora faceva capire quanto alla band piaccia pescare dagli schemi degli hard rock classici, tipo gli Aerosmith intrisi di blues, con la lucentezza dell’arroganza diretta di un classico riff alla AC/DC, rinforzato da un timbro vocale che tira leggermente verso la compianta icona rock Bon Scott. Il tutto i ragazzi lo versano su una generosa colata di sleaze. Questo atteggiamento i pezzi non lo nascondono, soprattutto quando il riff classico si scontra da un lato con l’arroganza punk e dall’altro con una melodia ben costruita, contagiosa fin sotto pelle, di ritornelli da arena. Sì. I paralleli con Motley Crue o Warrant, per vibrazione energetica, sono del tutto azzeccati. Quindi è chiaro che i Million Dollar Reload conoscono benissimo la musica dei leggendari proto glam rocker New York Dolls, mentre la raffinatezza di produzione e arrangiamento di certi The Sweet è un bersaglio ancora troppo alto per loro. Si possono fare paragoni anche con i veterani della N.W.O.B.H.M. Saxon – soprattutto quelli della prima era (primi anni Ottanta), per le finezze nelle sfumature vocali dell’interpretazione, e questa sensazione può essere rafforzata ulteriormente da certe frasi di chitarra, come ad esempio nella conclusiva It Ain’t Over. Probabilmente in parte anche perché l’inglese è la lingua madre della band.
I Million Dollar Reload sono musicisti eccellenti. La sensazione di suonare e scuotersi con le palle piene non manca di certo, ed è proprio la cosa che convince l’ascoltatore a dare una chance alla band, anche se sul piano espressivo continua a girare intorno a una minestra già bollita mille volte. Dagli assoli frizzanti e sapidi, con note messe al posto giusto con fantasia, al rimbombo penetrante delle trame ritmiche, ai riff di chitarra spavaldi, al fascino contagioso delle linee vocali, che prendono il sopravvento, come già detto, in ritornelli melodici e orecchiabili. La produzione esalta alla grande l’arroganza dal vivo del suono della band da un lato, e dall’altro rafforza in modo efficace l’elemento bombastico. Il pezzo che su questo album riunisce meglio gli elementi descritti è proprio il secondo in scaletta, Bullets In the Sky, che a fine anni Ottanta sarebbe potuto essere un ultra hit e oggi, di conseguenza, un grande evergreen del rock.
I Million Dollar Reload, insomma, non sono dei grandi innovatori musicali. Si muovono dentro cornici già masticate. Ma le capiscono e le padroneggiano fino in fondo, quindi questo album farà gola a tutti gli amanti delle band citate in questa recensione, e allo stesso tempo anche a chi di voi apprezza la nuova ondata scandinava di rinascita del glam rock. »Sinner’s Saint« è, tutto sommato, una delle sorprese più belle tra le uscite di quest’anno sulla scena rock planetaria.
Formazione
Phil Conlon – voce
Andy Mackle – chitarra, cori
Brian Mallon – chitarra, cori
Kie McMurray – basso, cori
Sean McKernan – batteria
Produzione
Neal Calderwood
Tracklist
1. Fight The System
2. Bullets in the Sky
3. Blow Me Away
4. Can’t Tie Me Down
5. Broken
6. I Am The Rature
7. Wicked
8. Smoke N Mirrors
9. Headrush
10. Pretty People
11. It Ain’t Ove