Skunk Anansie tornano a Lubiana: il concerto rock del 2019!
Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data: lunedì, 29.07.2019
Skunk Anansie per la terza volta in Slovenia! Concerto sold out in un lampo e già da mesi! Euforia alle stelle! La band è in tour da due anni per celebrare i primi 25 anni di attività! L’anno scorso è uscito anche il live album dal titolo eloquente «25LIVE@25»! Un nome enorme che a metà anni Novanta, quando il brit pop dominava il mercato discografico, con la sua posa musicale radicale e fuori dagli schemi ha mescolato le carte e in qualche modo ha salvato il rock, che così ha potuto restare a galla con credibilità anche su MTV. Gli Skunk Anansie sono una fortezza rock. I loro primi tre album in studio hanno venduto a oggi oltre quattro milioni di copie. Una band, insomma, che ha lasciato un segno indelebile sulla mappa del rock, ma anche del pop mondiale. Poi si è spenta di colpo per un bel po’ di anni, per rimettersi insieme nel 2009 e mettere in fila altri tre album in studio, per niente inferiori a quelli del primo periodo, quando gli Skunk Anansie erano richiesti come panini caldi e croccanti. Sono diventati più maturi e più saggi, ovviamente! Con il concerto annunciato allo Šiška, a fine luglio la band ha messo piede per la terza volta in terra slovena. La prima volta hanno suonato a fine maggio 2010 al Gospodarsko razstavišče (MARS festival – recensione del festival QUI), poi all’inizio di agosto 2013 al defunto Schengenfest. Quella volta RockLine preferì puntare sul loro show da headliner nella vicina Cividale del Friuli, dove il 21.07.2013 li abbiamo visti sul palco per l’ultima volta (recensione del concerto di RockLine QUI).
L’apertura dello spettacolo è toccata alla formazione indie rock slovena MRFY. Una band davvero credibile in quello che fa, che sviluppa un suo stile espressivo e che, nonostante la carriera ancora breve, dimostra di poggiare su un lungo chilometraggio di esperienza, con quattro musicisti della Bassa Carniola di Novo mesto alle spalle. Tomi Zupančič in precedenza «ruggiva» in modo crudo e garage nella band Stara šula, mentre i MRFY non hanno proprio niente a che fare con il sound di Motorhead e AC/DC (altrimenti non sarebbero così amati su Val 202). Voglio dire che si tratta di una squadra musicalmente attrezzata con un’ampiezza notevole. Un sound ricco, sostenuto da una base acustica, un cantato volutamente lamentoso, «alla Bambi», sulla scia di gruppi indie rock britannici e anche post punk & new wave dei bei tempi andati. Zupančič gestisce con abilità la stratificazione e lo scorrere dei livelli sonori e l’ondeggiare atmosferico dei suoni microfonici oscillanti della sua chitarra, mentre nei brani sognanti, per lo più a tempo medio, molto spazio si apre alla batteria, che si distingue per la reattività dinamica dei passaggi. In tre quarti d’ora abbondanti, i MRFY hanno portato a casa un concerto da gruppo solido, con un carattere compiuto e un bel focus. Non inventano l’acqua calda, ma in quello che fanno sono una bella squadra, tagliata su misura per chi apprezza, ad esempio, la selezione musicale di Val 202. Fragili il giusto, rock il giusto, pop il giusto, atmosferici il giusto, tristi il giusto, dolci il giusto, ma anche scuri e luminosi il giusto. Un po’ di tutto. I MRFY in Slovenia hanno trovato la nicchia giusta, su questo non ci sono dubbi, e per questo stanno bussando con successo alla porta del mainstream pop e rock sloveno.
Alle nove e mezza di sera il Kino Šiška ha letteralmente risucchiato dentro tutti i presenti. Niente aria condizionata, niente raffrescamento, nulla è servito. Adrenalina a mille e caldo rovente! Ovunque girassi lo sguardo. Si bolliva. La Katedrala stipata fino all’ultimo angolino. Atmosfera pazzesca. In effetti, quando vai a un concerto degli Skunk Anansie, è difficile mantenere una qualsiasi credibilità mentre ti metti a descrivere lo show della band. Semplice. La risposta al perché è una sola. Deborah Dyer, per tutti più nota come Skin! Il primo, inarrestabile magnete di carisma gigantesco e fascino incredibile, a cui non puoi resistere
Gli Skunk Anansie hanno suonato per due ore piene, cariche di grinta rock cruda e di una valanga incredibile di passioni ed emozioni affilate, che hanno trascinato il pubblico in un vortice di follia e dolce delirio. Quello stato di gioia che raggiungi ai concerti e che non vorresti finisse mai. Stato di felicità? Più o meno. E no. In quei momenti, infatti, non hai più voglia di tornare alla realtà da un’estasi simile. E gli Skunk Anansie allo Šiška hanno fatto esattamente questo. Hanno portato il Kino Šiška sold out, pieno zeppo, in un mondo in cui abitano solo loro. Passioni ed emozioni sono state così intense per tutto il concerto che potevi afferrarle con la mano! Senza alcun ritocco.
In apertura Skin si è concessa un po’ di estrosità con trovate glam, ma poi, nel corso dei primi tre pezzi, si è liberata in fretta degli «ingombranti» capi d’abbigliamento. Fin dall’inizio si è presa la prima gita tra il pubblico: è rimasta un po’ in piedi sulla transenna che separava i fan dal foto pit e dal palco, osservando con attenzione la situazione, poi si è lasciata cadere all’indietro sulle mani della folla compatta. Lo ha rifatto ancora un paio di volte durante il concerto. È un trucco collaudato che funziona sempre, e la forza d’urto di questa cantante è eccezionale anche perché è incredibilmente agile e, nella sua elasticità, letteralmente scolpita al livello di una vera ginnasta atletica. Correva senza sosta da sinistra a destra, sempre aggrappata al fronte del palco, e intanto cantava con un’intensità devastante. Una forma live incredibile, insomma. No, qui non c’entrava nessuno stimolante, tutto sembrava assolutamente genuino e naturale, cosa che davanti a una superiorità così extraterrestre uno può malignamente mettere in dubbio. La carismatica cantante ha praticamente portato avanti da sola l’intero concerto, facendo spettacolo anche con battute azzeccate tra un pezzo e l’altro, e i ragazzi, pur essendo ottimi musicisti, accanto a lei sembravano comparse riconoscenti, anche se non era affatto così. Ai concerti metal al Kino Šiška di solito si scivola sulla birra versata, ma quella sera il pavimento era coperto di cannucce di plastica e bucce di lime. Beh, anche questo la dice lunga sul profilo del tutto diverso del pubblico, rispetto a quello che il giorno prima, nella stessa sala, aveva visto il concerto di Queensryche e Firewind (recensione del concerto di RockLine QUI). Ovviamente non mancava qualche «arcobaleno», e nemmeno qualche «calda» ragazza. Insomma, una compagnia variopinta di «liberi di testa»!
Come da copione la band ha costruito un sound valanghivo e devastante, sorretto dall’esperto Martin «Ace» Kent con le sue chitarre, mentre il bassista Richard “Cass” Lewis e l’indemoniato batterista Mark Richardson hanno creato insieme una fantastica ossatura ritmica. Il repertorio era molto ben bilanciato. Metà dei brani veniva dai primi tre album, con in testa gli hit celebri e i pezzi più amati, come Charlie Big Potato (apertura del concerto, che oggi la band suona in modo particolarmente velenoso e sfrenato rispetto alla versione originale), poi Hedonism (Just Because You Feel Good), Twisted (Everyday Hurts), Brazen (Weep), Yes It’s Fucking Political, poi All in the Name of Pity e I Can Dream, Intellectualise My Blackness, Weak, Little Baby Swastikkka (nel secondo bis), a cui nel primo bis ha tenuto compagnia la prevedibile Skank Heads, oltre a Secretly, un successo che è mancato parecchio fino al momento in cui è arrivato in scaletta; e ancora Cheap, Honesty e la non meno obbligatoria You’ll Follow Me Down. Ha entusiasmato soprattutto la scelta della band di inserire in repertorio due nuovi pezzi originali, che finiranno solo nel prossimo album in studio del gruppo, ovvero This Means War e What You Do for Love. Entrambi suonati nella parte finale del concerto. Tra i brani più recenti, da «Anarchytecture» hanno trovato posto in scaletta Love Someone in Else Without You, da «Black Market» I Believed In You e da «Wonderlustre» God Loves Only You e My Little Boy. Da “Smashes And Thrashes” gli Skunk Anansie hanno suonato nella parte conclusiva Tear The Place Up.
Un concerto suonato alla massima marcia possibile. Dal primo all’ultimo secondo. E grazie all’incredibile Skin, è difficile trovare la giusta dose di superlativi per una descrizione così senza sembrare di esagerare. Durante lo show Skin ha vestito anche i panni della chitarrista di accompagnamento, ha messo in scena un piccolo numero con il theremin, ha picchiato su un timpano gigantesco e nella parte finale, come previsto, ha fatto una passeggiata tra il pubblico fino alla mixer, per poi sdraiarsi sulle mani dei presenti, che l’hanno riportata in volo attraverso tutta la sala fino al palco.
Lo show di due ore degli Skunk Anansie al Kino Šiška sarà probabilmente, tra gli eventi live di livello club e nei locali al chiuso (i paragoni reggono benissimo anche con i concerti alla Arena Stožice, a Križanke e alla Hala Tivoli) uno di quelli destinati a entrare negli annali come uno dei migliori concerti visti in Slovenia quest’anno. Tutto il carattere della band che sta dietro a un opus straordinario quella sera ha brillato in tutta la sua essenza espressiva. Più a fondo di così non si può. Dopo il concerto Ace, Cass e Richardson sono «volati» subito al tavolo del merchandising ufficiale, dove si sono fatti fotografare con i fan e hanno firmato autografi. I festeggiamenti allo Šiška non si erano ancora spenti. È stata insomma una di quelle serate che non dimentichi facilmente, in cui ti correvano formicolii dappertutto e ti si rizzavano di continuo i peli, a conferma che gli Skunk Anansie, con la straordinaria e unica Skin, con questo fantastico concerto hanno consegnato il massimo di quello per cui si va a un concerto. Hanno messo a nudo anima e cuore, incantato i loro fan e regalato loro il più bello degli spettacoli live, che non solo ha superato, ma semplicemente doveva superare ogni aspettativa! Un concerto, insomma, di cui si parlerà ancora a lungo.
Foto: Nina Grad
Testo: Aleš Podbrežnik

































