Slipknot, la mascherata infernale a Vienna (2008)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Stadthalle / Vienna / Austria
Data del concerto: 27.11.2008
Numero di spettatori: 15
Per tutti i veri fan del metal, noi sloveni compresi, un tour che mette sotto la stessa bandiera Children of Bodom, Machine Head e Slipknot alla Stadhalle di Vienna non poteva assolutamente essere saltato!
La partenza era da Tivoli, a Lubiana, alle 9 del mattino, dove i pullman ci stavano già aspettando! Sapevamo che sarebbero state parecchie ore di viaggio, ma questo non ha smorzato l’entusiasmo che ci portavamo dentro tutti, perché non vedevamo l’ora di vedere gli Slipknot, alcuni di noi da anni! Siamo arrivati a Vienna verso le tre del pomeriggio e ci hanno fatto scendere dai pullman a un centinaio di metri dalla sala! I più affamati si sono buttati subito sui chioschi del kebab, che, credeteci o no, non mancavano, mentre noi ci siamo fatti un giro a dare un’occhiata alla struttura da fuori, abbiamo preso un caffè e poi, ovviamente, è arrivata anche una birra gelata! Di tempo non ne avevamo molto, perché già alle sei dovevamo essere in coda davanti all’ingresso, dove intanto si stava radunando una bella folla di metallari, rocker e…
Quello che ci è piaciuto di più dell’organizzazione viennese è che non abbiamo aspettato più di venti minuti per niente! Una volta entrati nella sala, ci hanno subito attirato i banchetti con magliette, sciarpe, cappellini, guanti, cinture… insomma, una scelta pazzesca di roba di tutte e tre le band.
L’inizio del concerto era previsto per le 19! E infatti! Sul palco sono saliti per primi i Children of Bodom, che in 30 minuti ci hanno mostrato un vero spettacolo tecnico! La band è stata fenomenale e ha brillato nel suo genere, cosa che non mi sentirei di dire per lo show sul palco, anche se davanti a loro si erano raccolte circa 3000 persone! Quello che mi ha dato più fastidio è stato il suono all’inizio del concerto, davvero catastrofico, e una band così non se lo dovrebbe permettere!!! A prescindere dalla bravura tecnica, un gruppo del genere non può concedersi un minus così grosso sul suono, quindi purtroppo, nel complesso, sono stati una piccola delusione.
Verso le otto meno venti è letteralmente esploso tutto, quando sul grande palco viennese sono arrivati come un tornado i Machine Head! Il suono era fatto di un’altra pasta, di colpo ha preso una potenza concreta: quando hanno attaccato Imperium, ho pensato che mi sarebbe scoppiata la testa! Il pubblico si è subito ammassato giù nel parterre, schiacciandosi contro la barriera sotto il palco, le tribune si sono risvegliate e alla fine in sala si è creata una vera atmosfera da concerto, senza freni di alcun genere: salti, follia, urla (cioè, ringhi)! Mi è piaciuta un sacco la loro scenografia, perché avevano un palco curatissimo, su cui sfoggiavano alla grande i loro loghi Machine Head! Insomma, la loro parte del concerto è stata portata a casa al massimo livello, come si addice a una band di quella stazza! Non hanno certo dimenticato di presentare i pezzi dell’ultimo album “The Blackening”, e hanno chiuso il concerto con la bomba Halo!!! Tanto di cappello ai Machine!
Durante il cambio palco tra Machine Head e Slipknot sono andato sul lato sinistro, davanti al palco, a guardare cosa succedeva dietro il sipario! I roadie si sono impegnati a cambiare la scena nel minor tempo possibile e in 10 minuti il palco era pronto per gli Slipknot. La batteria l’hanno fatta salire da sotto il palco principale con una piattaforma idraulica. Verso le nove e mezza il sipario si è aperto e abbiamo sentito subito l’intro del concerto degli Slipknot. I ragazzi sono saliti sul palco lentamente, vestiti con le loro “tute” da lavoro e le maschere, e fin dall’inizio ci hanno staccato la testa! Uno dei membri si è lanciato subito giù dal palco e ha fatto una vera marcia attraverso la sala, con due addetti alla sicurezza davanti! Tutto combaciava alla perfezione, un lavoro mega rifinito. Luci, suono, esecuzione scenica. I tre fattori di base di qualsiasi concerto, che ne decidono la qualità. Il concerto è stato perfetto, perché questi tre fattori hanno funzionato insieme in modo davvero ottimale. Gli Slipknot hanno suonato ben due ore, regalandoci un piacere e una soddisfazione immensi! La gente non nascondeva proprio l’entusiasmo e un tizio sulla tribuna di sinistra non ha trovato proprio il freno giusto. Si è spogliato fino a restare nudo e saltando si agitava come un matto. L’episodio non è passato inosservato nemmeno alla band, che lo ha salutato. Il cantante Corey gli ha dedicato queste parole: “Oh my god! Look at the naked guy over there! This is fucking crazy!”
Hanno suonato praticamente tutti i loro più grandi successi dei dischi precedenti e, naturalmente, hanno presentato il nuovo album, “All Hope Is Gone”. Per finire, nel bis ci hanno preparato un vero spettacolo: prima hanno fatto accovacciare l’intera sala con un abile discorsetto, poi al comando urlato “Jump!!!” abbiamo cominciato tutti a saltare e la sala ha iniziato a scoppiare da tutte le parti. Nell’ultimo pezzo, poi, il batterista Joey ha preparato una nuova sensazione! Ha sollevato in aria la sua batteria insieme alla sua piccola pedana, si è capovolto con tutto il set e ha iniziato a girare. In quella posizione ha fatto il diavolo a quattro finché il miracolo dell’idraulica non lo ha rimesso nella posizione a cui siamo abituati noi comuni terrestri! Proprio in quel momento gli Slipknot hanno chiuso il concerto, hanno lanciato tra la gente qualche bacchetta e qualche plettro e hanno lasciato il palco con la promessa di tornare ancora alla Stadthalle di Vienna.
Personalmente posso dire che è stato il miglior concerto che abbia mai visto in vita mia. E per di più nell’indimenticabile combo Machine Head e Slipknot! Dalla Stadhalle sold out siamo risaliti stanchi morti sui pullman, che ci hanno riportato a casa in Slovenia, nel frattempo già coperta di fresco da una candida coltre di neve.
foto: Miha Oman
Scaletta
CHILDREN OF BODOM: 01. Hellbounds On My Trail 02. In Your Face 03. Blooddrunk 04. Angels Don’t Kill 05. Hate Me 06. Mask Of Sanity 07. Downfall MACHINE HEAD: 01. Clenching The Fist Of Dissent 02. Imperium 03. Beautiful Mourning 04. Aesthetics Of Hate 05. Ten Ton Hammer 06. Halo 07. Davidian SLIPKNOT: 01. Surfacing 02. Blister Exists 03. Get This 04. Before I Forget 05.Liberate 06. Disasterpiece 07. Dead Memories 08. Psychosocial 09. The Heretic Anthem 10. Prosthetics 11. Spit it Out 12. Duality 13. Only One —bis— 14. (515) 15. People=Shit 16. Sic
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