Soft Machine: Alive & Well: Recorded in Paris

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Data di uscita: 1978
Etichetta: Harvest Records
Produzione: Soft Machine
Durata: 39:06
Genere: Canterbury scene/jazz rock fusion
Voto: 7.5/10

»Alive & Well« è stato il primo documento live ufficiale nella storia dei titani inglesi del prog rock/jazz rock fusion Soft Machine. Registrato durante la loro esibizione a Parigi nel 1977, quando erano ormai a un passo dal (secondo) scioglimento, vede la band in una formazione che, oltre al capobanda di allora, il tastierista Karl Jenkins, comprendeva il chitarrista virtuoso John Etheridge, lo storico batterista John Marshall e due new entry: il futuro violinista dei Fairport Convention Ric Sanders e l’ex bassista dei Gilgamesh Steve Cook. La particolarità e il pregio principale di questo live è che contiene pezzi suonati ‘dal vivo’ che non si trovano su nessun altro album dei Soft Machine. L’autore della maggior parte dei brani, con l’eccezione di »Number Three« di Etheridge e »Surrounding Silence« di Sanders, era Jenkins, che dopo l’uscita di Mike Ratledge, l’ultimo membro originale rimasto, aveva preso in mano lo scettro del comando all’interno del gruppo.

Il primo lato contiene una suite di sette brani collegati tra loro, che si apre con la fiaba ambient »White Kite«, che con le sue onde di sintetizzatore potrebbe tranquillamente uscire anche su un disco dei Jade Warrior. »Eos« ha passaggi di chitarra ‘piangenti’ che mantengono l’atmosfera malinconica. La prima parte di »Odds Bullets And Blades« ha qualche elemento funk e, se ci aggiungessi una sezione di fiati e un po’ di ritmi disco, potrebbe candidarsi a brano degli Earth, Wind & Fire. La seconda parte ha vivaci passaggi di batteria e complesse variazioni di chitarra che portano l’atmosfera briosa al punto di ebollizione.

»Song of the Sunbird« è un’altra fantasia ambient con malinconiche onde di sintetizzatore, tipica di Jenkins, grande amante della musica classica. »Puffin« è un’epica ouverture di chitarra a »Huffin«, che conquista con complessi cambi poliritmici, momenti in cui tutta la band suona in sincrono lo stesso motivo e con virtuosistiche improvvisazioni di chitarra con cui Etheridge, vero ‘protagonista’ anche nel pezzo solista »Number Three«, ha dimostrato chiaramente che ci si dimentica fin troppo spesso di lui quando si elencano i migliori chitarristi del prog rock/jazz rock fusion.

»The Nodder« mette in scena il lavoro da faticatori della sezione ritmica, con una marea di linee di basso corpose, intelligenti passaggi sui piatti e una valanga di variazioni di chitarra variopinte. »Surrounding Silence« è condito con un assolo di violino di Sanders da leccarsi i baffi, che dà a questo pezzo un forte marchio folk. La conclusione epica di Jenkins, »Soft Space«, contiene ritmi poggiati su campioni di sintetizzatore e variazioni elettroniche dove regnano numerose, deliziose sfumature ambient, di quelle che approverebbe Jean-Michel Jarre e probabilmente anche il nostro Miha Kralj. Il tutto ricorda più la scena musicale elettronica/ambient di quel periodo, una specie di proto-trance, che il jazz rock fusion secondo la classica ricetta dei Soft Machine.

Ascoltando »Alive & Well« non hai affatto la sensazione che i Soft Machine fossero a un passo dallo scioglimento (temporaneo), perché la band, mentre suona pezzi del tutto nuovi, suona ancora come una macchina ben oliata. Rispetto al loro periodo classico, ipercomplesso, in questa fase, in cui ogni tanto sperimentavano anche con la musica elettronica e con elementi folk, suonavano ormai quasi come una pop band, ma continuavano comunque a fare buona musica, che per la prima e ultima volta nella loro storia conteneva un’aggiunta interessante: il violino. Nel 2010 è uscita un’edizione speciale ampliata di »Alive & Well«, che conteneva l’intera registrazione del concerto di Parigi, con alcune esecuzioni di brani usciti originariamente sull’allora attuale album in studio »Softs« (1976).

autore della recensione: Peter Podbrežnik

Tracklist:
1. White Kite (3:00)
2. Eos (1:22)
3. Odds Bullets and Blades Pt. 1 (2:18)
4. Odds bullets and Blades Pt. II (2:33)
5. Song of the Sunbird (1:24)
6. Puffin (1:18)
7. Huffin (5:12)
8. Number Three (2:25)
9. The Nodder (7:13)
10. Surrounding Silence (4:04)
11. Soft Space (8:17)

Soft Machine:
John Etheridge – chitarra elettrica e acustica
Karl Jenkins – tastiere
Steve Cook – basso
John Marshall – batteria, percussioni
Ric Sanders – violino

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