Soilwork: Verkligheten

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“La band si tiene stretta alla ricetta collaudata e non propone niente di davvero nuovo, ma quello che fa lo fa alla grande. Magari la spinta più marcata dell’AOR porterà a bordo qualche nuovo fan che altrimenti dalla scena del melodic death metal non si sarebbe schiodato.“

Etichetta: Nuclear Blast
Data di uscita: 11.1.2019
Produzione: Thomas “PLEC” Johansson
Durata dell’album: 50:17 min
Genere: Melodic Death Metal
Voto: 8.0 / 10


I Soilwork non hanno bisogno di presentazioni: fanno parte dei “big four” del melodic death metal di Göteborg, insieme ad At the Gates, In Flames e Dark Tranquility, e con la loro energia e il loro approccio unico al genere si sono di sicuro scritti un capitolo tutto loro nella storia della musica. Musica di qualità e live ppazzeschi gli hanno portato orde di fan in giro per il mondo – cosa che abbiamo potuto vedere con i nostri occhi più di una volta al festival Metaldays e anche ai concerti all’estero.

Dall’ultimo album, il davvero eccezionale ‘Ride Majestic’, sono passati circa tre anni e mezzo, la pausa più lunga tra due dischi in tutta la loro carriera. Nel frattempo c’è stato anche un cambio di formazione: lo storico batterista Dirk Veubeuren ha ricevuto un’offerta per suonare nei Megadeth e la band l’ha sostituito con Bastian Thusgaard, coinvolto anche nel processo creativo del nuovo disco.

L’album ‘Verkligheten’ (che in svedese vuol dire “realtà”) si apre con la strumentale omonima, che però passa in un lampo a una bomba come Arrival: tra rapidi passaggi di chitarra e linee vocali pulite nel ritornello, mette subito la firma Soilwork sul pezzo e al tempo stesso dimostra che scegliere Thusgaard come nuovo uomo dietro le pelli non è stato uno sbaglio. Il disco si muove poi sul classico terreno sonoro della band, con le consuete alternanze di voce pulita e growl, melodie eccezionali e riff melodic death metal old school da headbanging, una combinazione che, una volta ascoltata, non ti si stacca più dalla testa. ‘Full Moon Shoals’, per esempio, parte come una ballad, ma verso i due terzi qualcuno molla i freni e il pezzo diventa tutto tranne che un lento sdolcinato. Si sente però parecchio l’influenza del side project del cantante Björn “Speed” Strid e del chitarrista David Andersson, The Night Flight Orchestra. In brani come ‘The Nurturing Glance’, ‘Bleder Despoiler’, ‘Stålfågel’ e ‘You Aquiver’ si avverte infatti un bel retrogusto AOR, o come lo chiamano oggi, retro-rock. Ma niente paura, i Soilwork non si sono ammorbiditi – ‘Arrival’, ‘When the Universe Spoke’ e ‘Needles And Kin’ si occuperanno dei vostri muscoli del collo. Vanno citati anche tre pezzi forti del disco con ospiti: ‘Stålfågel’ con Alissa White-Gluz (Arch Enemy) ai cori, e il duetto ‘Needles and Kin’ con Tomi Joutsen (Amorphis).

‘Verkligheten’ è la naturale continuazione evolutiva del ciclo iniziato dai Soilwork nel 2013 con il doppio album ‘The Living Infinite’ e proseguito nel 2015 con ‘Ride Majestic’. La band si tiene stretta alla ricetta collaudata e non propone niente di davvero nuovo, ma quello che fa lo fa alla grande. Magari la spinta più marcata dell’AOR porterà a bordo qualche nuovo fan che altrimenti dalla scena del melodic death metal non si sarebbe schiodato.

autore: Sebastijan Videc


Tracklist:
1. Verkligheten
2. Arrival
3. Bleeder Despoiler
4. Full Moon Shoals
5. The Nurturing Glance
6. When the Universe Spoke
7. Stålfågel
8. The Wolves Are Back in Town
9. Witan
10. The Ageless Whisper
11. Needles and Kin” (featuring Tomi Joutsen)
12. You Aquiver” (featuring Dave Sheldon)

Formazione:
Björn “Speed” Strid – voce
Sylvain Coudret – chitarra
David Andersson – chitarra, basso, pianoforte
Sven Karlsson – tastiere
Bastian Thusgaard – batteria


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