Somewhere In California
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Night Ranger
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2011
Durata: 53:34
Voto: 4.5/5
Quando ti ritrovi tra le mani un album così, il cuore parte subito a battere forte. Il presupposto, ovvio, è che ti piaccia il rock melodico anni Ottanta, quello che all’epoca spopolava sulle grandi frequenze radiofoniche, soprattutto delle radio americane. Ecco un’altra di quelle band rock degli anni Ottanta tornate in vita, che hanno avuto un successo commerciale clamoroso soprattutto negli USA e in Giappone. Ancora oggi a tenerli in vita è soprattutto il mercato americano. Stiamo parlando dei rocker AOR californiani Night Ranger, compaesani dei Journey, tutti di San Francisco. Grazie al contratto firmato con l’etichetta italiana Frontiers Records, ora la musica dei Night Ranger è più a portata di mano anche per gli amanti di questo genere sul vecchio continente.
I veri fan e conoscitori dell’eredità dell’età dell’oro del rock melodico e dell’AOR anni Ottanta non hanno certo dimenticato hit come Don’t Tell Me You Love Me, Sing Me Away, (You Can Still Rock) In America, When You Close Your Eyes o Sister Christian. E la cosa incredibile è questa: “Somewhere In California” è un album in studio che potresti infilare senza problemi tra “Midnight Madness” e “Seven Wishes”. Per essere più chiaro, “Somewhere In California” ha tutta la grinta rock che serve, ma allo stesso tempo ha quel tocco d’arrangiamento retro-nostalgico tipico della band, che lo colloca proprio tra i due album citati, cioè nel periodo prima che i ragazzi, con “Seven Wishes”, facessero evolvere il suono dei primi due dischi e raggiungessero quel vero “dominio sonoro da arena, pompato e bombastico, fatto di ampiezza e profondità in forte contrasto”, che divenne lo standard degli album AOR più riconoscibili della seconda metà degli anni Ottanta. Dal punto di vista della produzione, però, “Somewhere In California” riprende il suono del predecessore “Hole In The Sun”: un suono rock, spogliato dai fronzoli, condito da una dinamica viva in ogni elemento, che dà la sensazione che l’album sia stato suonato in studio come se fosse un concerto dal vivo.
“Hole In The Sun” (2007) aveva dimostrato che nei ragazzi la vera scintilla rock era tutt’altro che spenta. Un album che è un ottimo manifesto dei Night Ranger e che merita un posto in ogni collezione di chi ama davvero l’AOR/melodic rock. Eppure. Perché allora tutto questo entusiasmo per il suo successore “Somewhere In California”? Perché “Somewhere In California” è un disco che, scaletta alla mano, batte con decisione un inno dopo l’altro, in puro stile “Night Ranger”, e che sa di anni Ottanta (eighties) e di nostalgia ancora più del pur affascinante predecessore. Esattamente ciò che i ragazzi sapevano fare meglio nella prima metà degli Ottanta. Come se tornassi indietro nei loro tempi d’oro con una macchina del tempo. È incredibile, e sa di meraviglia, la freschezza e l’ispirazione di questi pezzi, che si vantano tutti, uno dopo l’altro, di una costruzione atmosferica geniale e contagiosa, con picchi in ritornelli melodicamente perfetti e carichi di bombast, nella più autentica giurisdizione Night Ranger. I brani sono più compatti rispetto alla leggera brezza di sperimentazione di “Hole In The Sun” (2007), dove c’era spazio persino per qualche momento puramente acustico.
L’apertura con “Growing Up In California” è una specie di rito atteso, quasi obbligato, con cui i ragazzi vogliono dire alla combriccola che nelle loro vene scorre ancora quel sangue indomito e assetato di festa, che impone dedizione assoluta al godersi lo stile di vita tracciato dai Night Ranger all’inizio degli anni Ottanta. Il pezzo ha tutto. Un ritmo galoppante da “party time”, positivo e ultra bombastico. L’apertura dell’album indossa una leggera lucidità, anzi, la potenza giovanile del quintetto, indomabile per l’eccesso di testosterone, che scalcia da tutte le parti. Certo, qui si sente anche un po’ di “redneck”, per via della grande appartenenza ai simboli della bandiera americana nei versi, cosa che i Night Ranger non hanno mai nascosto. Fin dal debutto, con questa tattica, si sono guadagnati un sostegno enorme dal pubblico americano. L’energia che sprigiona l’opener “Growing Up In California” torna verso la fine in un’altra stregoneria rock n’ roll giocosa e diretta, intitolata Rock N’ Roll Tonite, che potrebbe scambiarsi tranquillamente di posto con Growin’ Up In California in apertura d’album. E poi c’è un altro pezzo dispettoso e saltellante, con un’ottima piattaforma da “kick start” per il disco, che si porta dietro tutto. Un’alleanza vorace di riff micidiali, ossatura ritmica solida e un ritornello che ti si appiccica addosso, portatore del picco atmosferico del brano. Si chiama No Time To Lose Ya.
Il resto del materiale porta con sé il fascino più grande, quello che già in passato aveva fatto guadagnare ai Night Ranger il pedigree tra le migliori band AOR/melodic rock che la costa orientale degli USA abbia mai regalato al pianeta. La band è riuscita, brano dopo brano, a costruire ritornelli melodici eccezionali, ovviamente conditi con raffinate armonie vocali stratificate, con cui riempiono le frequenze medie e creano quella piacevole sensazione ben nota nella percezione uditiva di chi ascolta. “Somewhere In California” ci riesce in modo infallibile. Anche nell’inno più lungo dell’album, Follow Your Heart, che si apre con un riff rock velenosamente crudo. Questo pezzo e un brano come End Of The Day portano un pizzico di cupezza, hanno catturato una brezza di dramma teatrale ben riuscito. Poi c’è l’ottima ballad Time Of Our Lives, che ha la forma inconfondibile del sempreverde da hit commerciale e che diventerà in un attimo familiare a tutti gli intenditori di Sister Christian o di “Man In Motion” dei Restless Kind. Sicuramente il picco del disco. Su “Hole In The Sun” l’equivalente di questo brano lo trovavamo in There Is Love.
Say It With Love, dopo la carica di Rock N’ Roll Tonite, riporta sull’album le caratteristiche che questa recensione descrive per lo più. Nella strofa, con quel rapido susseguirsi di parole in tonalità più bassa, richiama persino un po’ di sapore Thin Lizzy alla Lynott, mentre nel ritornello, melodicamente perfetto e armonizzato a più voci, i Night Ranger si tirano fuori dalla manica un nuovo poker d’assi vincente. Qui l’album finisce davvero. Con uno dei loro ritornelli più belli.
Un lavoro di chitarra così virtuoso come quello di “Somewhere in California” i Night Ranger non l’avevano mai offerto in tutta la loro carriera. Joel Hoekstra e Brad Gillis suonano inarrestabili, in certe soluzioni geniali inesauribili, assolutamente rabbiosi! I due chitarristi hanno voglia di dimostrare qualcosa e riescono davvero a tirare fuori il meglio dell’album. E questi momenti di ispirazione sono incastonati alla perfezione nella forma base dei pezzi, così che respirano a pieni polmoni nella loro dinamica e convivono in modo assolutamente compatibile in una combinazione audace di riff incisivi e melodia.
“Somewhere In California” è la sorpresa assoluta sulla mappa dell’AOR (underground) del 2011. Nessuno si aspettava, infatti, che i Night Ranger mettessero insieme un album con un’ispirazione, una freschezza e una dose di goliardia così alte, mescolate a compattezza melodica e punta rock tagliente. L’album non ha un passo falso. Trabocca di rock contagioso e di nobile condimento AOR negli arrangiamenti dei ritornelli. È un album che i fan dei Night Ranger possono solo sognare!
Formazione
Kelly Keagy – voce, batteria
Brad Gillis – chitarra, cori
Jack Blades – basso, voce
Joel Hoekstra – chitarra, cori
Eric Levy – tastiere, cori
Produzione
Night Ranger
Tracklist
1. Growin’ Up In California (4:25)
2. Lay It On Me (4:36)
3. Bye Bye Baby (Not Tonight) (4:34)
4. Follow Your Heart (6:45)
5. Time Of Our Lives (5:15)
6. No Time To Lose Ya (4:29)
7. Live For Today (6:03)
8. It’s Not Over (4:34)
9. End Of The Day (4:07)
10. Rock N’ Roll Tonite (4:11)
11. Say It With Love (5:18)