Sonic Boom

0 2

Izvajalec: Kiss
Založba: Roadrunner Records
Izid: 2009
Trajanje: 43.17
Ocena: 2.5/5

I Kiss non hanno mai fatto parte dell’esclusivo club dei talenti musicali sopra la media, anzi, tutto il contenitore dei loro primati “kissologici” emana da decenni un forte odore di mediocrità musicale, che i signori, diciamocelo, non hanno mai nemmeno provato a nascondere. E del resto non avevano nessun vero motivo per farlo. I Kiss, in barba all’approccio “classico”, si sono sempre avvicinati alla musica in modo esclusivamente da showman: la loro formula, più che sulla segatura hard rock ispirata, ha sempre puntato su una sorta di innovazione artistica tutta loro, parente stretta della performance da circo, che, questo bisogna riconoscerlo, ha unito con successo in un colpo solo la musica e l’immagine di un prodotto commercialmente appetibile.

“Sonic Boom”, il primo album dei Kiss dopo ben 11 anni di letargo di Slanley e Simmons, resta fedele a questo principio. Si tratta di un ritratto senza trucco di una mediocrità compositiva che digerirete senza scossoni già al primo ascolto. L’album vanta un confezionamento di produzione estremamente compatto, che a tratti si sforza di inseguire le mode, ma allo stesso tempo “Sonic Boom” custodisce gelosamente l’eredità dei trionfi passati della band, quindi si aggrappa testardamente alla formula collaudata del rombo di una macchina rock & roll di base a tempo dritto, che come da copione si presenta in pacchetto con testi banali, i quali, dopo quasi 40 anni di intensa attività circense, sembrano ancora incapaci di sfondare la fitta peluria pubica di una delle prime fasi dell’adolescenza.

Andiamo con ordine. L’iniziale “Modern Day Delilah” fatica a costruire l’atmosfera della tradizionale festa Kiss, soprattutto grazie al tocco moderno a cui i signori tengono così tanto. Un po’ più di spezie vintage da assaggiare le offre “Russian Roulette”, sorretta da una linea di basso birichina e impreziosita dalla caratteristica resa vocale di Simmons, che sembra fine a se stessa, ma di solito è proprio il trucco che funziona sempre. Nella solita zuppa Kiss, bella tradizionale, ci infiliamo finalmente con “Never Enough” e “Yes I Know (Nobody’s Perfect)”. I due pezzi, con la loro improvvisa virata del repertorio verso territori più riconoscibili, firmano il punto più alto del disco. “Stand” riesce a mantenere il livello delle precedenti fino al ritornello, che si ammucchia in modo fin troppo evidente, e la sua impostazione da canzonetta è tutto fuorché un degno upgrade d’atmosfera per l’agitata azione pre-ritornello. Purtroppo un tentativo fin troppo smaccato di rivivere la sensazione del canto corale sul modello della popolarissima “God Gave Rock & Roll To You”, che con una spaventosa efficacia rovina l’immagine di una composizione tutto sommato promettente!

Da qui in avanti “Sonic Boom” si butta a capofitto in caduta libera. Ci pensa un mazzo di cose lasciate a metà, che ti dà la netta sensazione di essere stato raccattato col minimo sforzo. Se “Hot And Cold” e “Danger Us” ancora ci provano, cercando la giusta combinazione di pomposità tipica e di riconoscibile tuono hard rock, con “I’m An Animal” e “All For The Glory” arriviamo finalmente a toccare il limite inferiore dell’accettabile, anche per gli standard Kiss, già non troppo alti in senso puramente musicale. Comunque sia, di motivi per farsi prendere dal panico qui non ce ne sono. I Kiss sono rimasti incagliati da un pezzo nei confini angusti delle proprie capacità musicali, in altre parole, a ogni nuovo passo i signori non hanno fatto altro che limare furbescamente il feticismo dell’immagine della band. Ed è proprio qui il motivo per cui noi, quelli consapevoli, che non abbiamo problemi a farcene una ragione, abbiamo accolto il semplice annuncio del primo album in studio dei Kiss in più di un decennio con parecchia calma, senza fanfare né entusiasmo eccessivo. In ogni caso bisogna ammettere che “Sonic Boom”, nonostante tutti i (prevedibili) difetti, contiene abbastanza accenni decenti a un rock & roll innocuo, che senza dubbio restituirà ai fan più fedeli un aspetto da ragazzini. Comunque la si guardi, già solo così lo scopo della resurrezione di una delle più grandi attrazioni della storia della musica popolare, in termini commerciali, è di fatto raggiunto.

Formazione

Paul Stanley: chitarra, voce
Gene Simmons: basso, voce
Tommy Thayer: chitarra, voce
Eric Singer: batteria, voce

Produzione

Paul Stanley, Greg Collins

Tracklist

1. Modern Day Delilah
2. Russian Roulette
3. Never Enough
4. Yes I Know (Nobody’s Perfect)
5. Stand
6. Hot and Cold
7. All For the Glory
8. Danger Us
9. I’m an Animal
10. When Lightning Strikes
11. Say Yeah

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie