Spin It Again

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Saga
Etichetta: Ear Music Records
Uscita: 2013
Voto: 5/5

I maestri canadesi dell’art rock Saga hanno scelto l’ultima data del tour del 2012, in cui tra le altre cose hanno presentato i nuovi pezzi dell’album »20/20«, per registrare un doppio CD live e anche un DVD, che hanno chiamato »Spin It Again«, titolo che è anche quello di uno dei nuovi brani. Quel concerto si è svolto nella celebre sala Muffathalle di Monaco di Baviera, che alcuni di noi di Rockline conoscono già molto bene e dove cinque anni fa eravamo presenti anche per l'(almeno temporaneo) addio del carismatico cantante dei Saga Michael Sadler. Quel grande evento di cinque anni fa ha dato vita al doppio CD live e DVD »Contact – Live in Munich« (2009), mentre stavolta, per un gran caso della sorte o forse no, visto che Monaco di Baviera è probabilmente il palcoscenico europeo preferito dai membri di questa leggendaria band canadese, siamo presenti anche su »Spin It Again« con il nostro tifo a gran voce dal pubblico.

Con il ritorno in formazione dell’unico e inconfondibile Sadler e con il nuovo batterista Mike Thorne, i Saga sono stati dal vivo più potenti che mai, da quando li abbiamo visti per la prima volta. La loro scaletta, quella sera, era praticamente da sogno: ha pescato con grande successo da tutti i periodi della band e ha riportato in scaletta alcuni vecchi favoriti che non suonavano da anni. La Muffathalle ha di nuovo scricchiolato in tutte le giunture, sia per il volume sia per il numero di spettatori.

La bomba d’apertura da »20/20«, »Anywhere You Wanna Go«, è un inizio autorevole per la registrazione e la prova che i Saga sono ancora orgogliosissimi del loro ultimo album in studio, da cui quella sera hanno suonato tre pezzi. La scaletta ha riservato parecchie belle sorprese, soprattutto brani che non venivano eseguiti da anni, come l’epica Mouse in a Maze, capolavoro di »Images At Twilight« (1979), dove i Saga danno il meglio con le armonie multiple dei sintetizzatori. Qui infatti il tastierista Jim Gilmour, il bassista (e a volte tastierista) Jim Crichton e Sadler si ritrovano ognuno dietro le proprie tastiere, tutti insieme, e Sadler ha cantato il pezzo con una carica emotiva incredibile, toccando quella sera uno dei suoi vertici vocali.

Oltre ad alcune sorprese graditissime e a vari pezzi da »20/20«, su »Spin It Again« non mancano i classici di sempre, soprattutto dai primi cinque album «classici» dei Saga, come le splendide versioni degli standard Careful Where You Step e The Perfectionist. In Careful Where You Step a Gilmour è capitata subito all’inizio una gaffe: ha attaccato con un filo di ritardo la sua linea di sintetizzatore e ha cercato di rimediare al volo. Nella produzione finale di questa registrazione doppia i Saga quel quasi simpatico scivolone l’hanno tolto.

You’re Not Alone, il classico dei Saga più amato dalla maggior parte dei fan, che di solito viene eseguito verso la fine del concerto o come bis, a sorpresa arriva già nella prima parte dello show. Come da tradizione, Sadler invita il pubblico a cantare il ritornello e organizza una «sfida» tra voci maschili e femminili, con le seconde che alla fine, come previsto, si prendono la vittoria.

Con Spin It Again, un brano dall’atmosfera un po’ più cupa, i Saga tornano ancora una volta al 2012, quando ormai tutte le lacrime sono inutili da un pezzo e l’unica soluzione che resta è farsi una (risata) sull’assurdità del quotidiano. Poi arriva probabilmente la sorpresa più grande della serata, il pezzo strumentale prog rock Corkentellis, uscito originariamente su »10,000 Days« (2007), che per la sua difficoltà tecnica è sempre una bella sfida. Sadler lascia per un momento il palco, mentre Gilmour, i due fratelli Crichton e il batterista Thorne evocano una magia improvvisativa indimenticabile. Qui vanno sottolineate in particolare le stupefacenti improvvisazioni alla chitarra di Ian Crichton, leggenda della chitarra da sempre ingiustamente trascurata.

Corkentellis, nella loro carriera, è quel raro momento strumentale in cui hanno osato spingersi più a fondo nel cuore del prog rock tradizionale e improvvisato, con influenze fusion. The Flyer, evergreen amatissimo di »Heads Or Tales« (1983), con il pubblico di nuovo in prima linea a cantare il ritornello, porta un contrasto azzeccatissimo e mette in risalto la loro lunga fedeltà alla componente melodica. Il travolgente Six Feet Under, uno dei risultati migliori del nuovo album »20/20«, ricorda a tutti che i Saga sono ancora oggi una superpotenza nel loro campo, mentre l’esecuzione inattesa di The Cross dal loro capolavoro concettuale »Generation 13« (1995), un’altra grande sorpresa della serata, scatena nel pubblico un’ondata di entusiasmo da urlo. Qui Sadler è particolarmente straordinario: ha accompagnato la sua prova vocale con gesti teatrali, immedesimandosi completamente nel ruolo del ragazzino smarrito Sam, protagonista del magnum opus concettuale appena citato.

Dopo l’entusiasmante assolo del nuovo batterista Mike Thorne, intitolato Fish Beat, sul palco restano solo Sadler e Gilmour, che portano a casa una splendida versione acustica del classico Time’s Up, da »Worlds Apart« (1981). Poi Sadler esce e lascia a Gilmour il ruolo di «stella» assoluta, sia alle tastiere sia alla voce solista. Dopo una breve parte in solitaria al piano elettrico, «Jimbo» canta con sicurezza la ballata di culto Scratching The Surface, uno dei pochi evergreen dei Saga con lui alla voce principale. Quando poi torna sul palco con gli altri tre compari, Michael si concede un piccolo scherzetto: alle tastiere suona l’arrangiamento d’apertura dell’epica Images, dal leggendario »Images At Twilight«, poi ci «ripensa» e attacca l’introduzione di No Regrets, classico di »Worlds Apart«, facendo venire l’acquolina in bocca al pubblico.

Al terzo tentativo, quando gli scherzi di Sadler finalmente finiscono, entrano tutti i membri della band e a sorpresa sparano Tired World, evergreen di »Saga« (1978), seguito come si deve dal suo «compagno di merende» Humble Stance, dove Michael si è messo anche al basso. Insieme a It’s Time e No Regrets, che quella sera non erano «in programma», è uno dei rarissimi momenti in cui il carismatico cantante decide di suonare il basso.

Un concerto dei Saga non sarebbe completo senza qualche altro pezzo dal loro album di maggior successo commerciale, »Worlds Apart«, ed ecco i due favoriti di sempre On the Loose e Wind Him Up. La serata, e quindi anche questa registrazione, si chiude con Framed, un altro classico di »Worlds Apart«, e con Don’t Be Late, evergreen di »Silent Knight« (1980).

Nella carica pazzesca della Muffathalle, con »Spin It Again« i Saga hanno dimostrato ancora una volta che, con Michael Sadler in formazione, sono un monolito solido della perfezione live e, con una scaletta ideale, fanno impazzire anche i fan più esigenti. Oltre a Gilmour, che è con loro dal 1980 (anche se tra il 1986 e il 1992 se n’è andato per un po’), i tre membri originali, cioè Sadler e i due fratelli Crichton, sia in studio sia dal vivo restano il motore principale di queste leggende canadesi del prog rock. E nonostante a ogni nuovo album cerchino di portare qualcosa di nuovo nella loro musica (cosa ovviamente lodevole), questo garantisce loro la massima costanza, per cui vedere un loro concerto è un’esperienza speciale per ogni amante della musica buona, che nutre lo spirito, e intelligente.

Formazione

Michael Sadler – voce, tastiere, basso
Jim Gilmour – tastiere principali, cori
Ian Crichton – chitarra
Jim Crichton – basso, tastiere
Mike Thorne – batteria

Produzione

Saga

Tracklist

  1. Anywhere You Wanna Go
  2. Mouse in a Maze
  3. Careful Where You Step
  4. The Perfectionist
  5. You’re Not Alone
  6. Spin It Again
  7. Corkentellis
  8. The Flyer
  9. Six Feet Under
  10. The Cross
  11. Mike Thorne drum solo
  12. Time’s Up
  13. Scratching The Surface
  14. Tired World
  15. Humble Stance
  16. On the Loose
  17. Wind Him Up
  18. Framed
  19. Don’t Be Late
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