Spread Eagle, il gioiello dimenticato del rock e del glam torna a brillare alla Bluesiana (2026)

foto: ALEŠ PODBREŽNIK 2026
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Spread Eagle
mercoledì, 2. 9. 2026, ore 21.00
Velden Am Wörthersee / Bluesiana Rock Cafe / Austria


Sono poche le band con un percorso lastricato di una carriera come quella dei Spread Eagle, formazione cult di hard rock e glam metal di New York. Dopo appena qualche mese di attività firmarono con la MCA Records e sembrava che la strada verso le stelle fosse spianata. Il debutto “Spread Eagle” uscì in fretta e sfornò singoli bollenti come Switchblade Serenade, Scratch Like A Cat e Broken City, ma dopo l’uscita del successore “Open To The Public”, nel 1993, la band dovette prendere la decisione di sciogliersi. Punto e basta. L’etichetta non offrì loro alcun sostegno, a contare erano ormai gli interessi commerciali, che puntavano decisamente tutto sul grunge in piena ascesa.

Lasciamo stare il passato. Il merito va alla locomotiva del gruppo, l’eccezionale bassista Rob Del Luca, che in seguito si è costruito una carriera con gli UFO (con gli UFO l’abbiamo beccato il 12. 12. 2015 a Brno, prima dei Judas Priest – la recensione del concerto su RockLine), dopo aver suonato con Sebastian Bach, per non parlare di tutte le altre collaborazioni, in studio e sul palco, con Joan Jett and The Blackhearts, Helmet, George Lynch, Mike Chlasciak (Halford) e i Of Earth. Insomma, il tipo è una leggenda assoluta.

Be’, nel 2006 De Luca ha rimesso in piedi la band, che però solo nel 2017 ha trovato tempo ed energie a sufficienza per registrare e pubblicare il terzo album in studio, “Subway to the Stars”. Poi abbiamo aspettato fino a quest’anno, quando è arrivato il quarto, “The Brutal Divide”, che alla fine ha portato la band in un’ampia tournée europea!

Oggi accanto a De Luca c’è il cantante originale Ray West, cosa importantissima, perché la sua voce dà ai classici degli Spread Eagle un tono tutto particolare. Uno degli elementi chiave. Dietro alle pelli siede Rik Da Luca (Rob e Rik sono cugini), mentre la formazione è completata dal fenomenale chitarrista Gianmaria “Jommy” Puledda, originario della Sardegna ma da qualche anno residente negli Stati Uniti (nel 2022 ha preso il posto dello storico chitarrista Ziv Shalev).

Già solo la conferma che gli Spread Eagle sarebbero arrivati alla Bluesiana ha fatto drizzare i capelli a ogni vero appassionato di rock. Certo, l’affluenza non lo lasciava presagire, ed è vero anche che il concerto alla Bluesiana è stato confermato ufficialmente molto tardi. Ma… un’occasione così semplicemente non si può lasciar passare. Poco dopo le nove di sera la band è salita sul palco della Bluesiana e per un’ora e mezza ha messo in piedi uno show splendido. Il suono, considerando lo spazio ridotto della Bluesiana, era preparato in modo eccellente e il sound non debordava mai. Perché più piccolo è il locale, più è difficile ottenere un buon suono, quello giusto. La batteria di Rik era gigantesca, quasi sporgeva fino al bordo del palco. Ray West si è preso la parte più glam! Ottimo comandante e intrattenitore, ha tenuto tutto sotto controllo mentre gli Spread Eagle si lanciavano all’assalto dei classici e anche del materiale più vecchio. A tratti si sentiva che la voce non ha più la freschezza di una volta (Ray è stato un paio di volte troppo basso), ma quei piccoli e rari cedimenti li ha compensati con mestiere, grande sicurezza e carisma. Più volte a rubare la scena è stato l’ottimo Jommy, che ha brillato con una manifestazione sublime di tutto ciò che ha affrontato. Un virtuoso della chitarra a tutto tondo, che ha portato nella band un valore aggiunto enorme. Una bomba!

La band ha qualcosa di speciale in tutto. Ai tempi in cui sbucò sulla scena, si distingueva dalla massa delle formazioni glam metal per il suono crudo e diretto. E così ha tuonato anche alla Bluesiana. Frontale, senza compromessi e senza freni. Anche con i pezzi nuovi, cioè quelli dell’ultimo album “The Brutal Divide”, con la title track in testa, Street Noise, Flat Earth Vultures e la cover degli UFO Pushed to the Limit (tratta dall’album “Walk On Water”, 1995), con cui hanno ulteriormente insaporito lo show. Chi conosce la band, ovviamente, aspettava quei gioielli usciti più di 35 anni fa. La band ha attaccato subito con il classico King of the Dogs, a cui nel corso del concerto si sono aggiunte Sound Of Speed, Back On The Bitch, Broken City, Switchblade Serenade, che come da copione ha sollevato più polvere tra il pubblico, poi Scratch Like a Cat, Suzy Suicide, Thru These Eyes e More Wolf Than Lamb.

Direi che il concerto è praticamente finito prima ancora di cominciare. Gli Spread Eagle hanno corso da un pezzo all’altro, Ray West stava già per lasciare il palco quando Rob l’ha fermato: il concerto non era ancora finito. Bomba. Compatti e affiatatissimi. Non c’è niente da aggiungere, niente da togliere. Speriamo solo che gli Spread Eagle si facciano vedere più spesso sui palchi vicino alla Slovenia (da noi, in un modo o nell’altro, non arriveranno mai, ma è un’altra storia). Questa serata (alla Bluesiana, a un’ora e un quarto di auto da Lubiana) è stata quindi una sorpresa pazzesca. Una delle più dolci dell’offerta live di quest’anno nella nostra regione. A fine concerto la band si è presa un sacco di tempo per chiacchierare con i fan e la notte alla Bluesiana è stata ancora lunga. Splendido!

Autore: Edita Klemen & Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

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