Stairway To Hell

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Autore: Rok Klemše

Artista: Ugly Kid Joe
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: year_month
Durata: 21:43
Voto: 3.8/5

Se sei cresciuto negli anni Novanta del secolo scorso e hai tenuto almeno un occhio su MTV (che all’epoca poteva ancora vantare musica digeribile, a differenza di oggi), non hai potuto fare a meno di beccarti i videoclip dei californiani Ugly Kid Joe per Cat’s in the Cradle e Everything About You, due dei più grandi hit (alternative) dei primi anni Novanta. Ma gli Ugly Kid Joe erano molto più di due hit – con l’atteggiamento californiano da »chissenefrega«, easy e spensierato, e un mix dal suono pazzesco di hard rock, heavy metal e funk con una spruzzata di umorismo sfrenato, hanno conquistato senza fatica folle e classifiche. Già il loro primo EP As Ugly As They Wanna Be ha venduto oltre un milione di copie, raggiungendo il doppio disco di platino, e lo stesso è successo al primo album vero e proprio, America’s Least Wanted. Con la svolta più seria dei dischi successivi, Menace to Sobriety e Motel California, sono purtroppo calate (ingiustamente, perché sono due buoni album) anche le vendite, e nel 1997 gli Ugly Kid Joe sono finiti nei libri di storia. Fino a due anni fa, quando hanno annunciato il loro ritorno tra i vivi, incoronato dall’EP del comeback uscito da poco, Stairway To Hell.

È il loro lavoro migliore? No, quel titolo spetta ancora a America’s Least Wanted, ma Stairway To Hell è un lavoro dannatamente bello. Qui gli Ugly Kid Joe non suonano così scanzonati e satirici come agli esordi, ma più adulti, maturi e seri. La maggior parte dei pezzi dell’EP ha così un colore più »cupo« – una caratteristica che avvicina i brani a quelli del disco »d’addio« Motel California. Già con l’opener Devil’s Paradise gli Ugly Kid Joe ci svelano, con allegria e sincerità, dove stanno i loro influssi più grandi: il paradiso del diavolo ci scivola nelle orecchie con riff »groovy« che ricordano gli AC/DC, e anche a livello vocale un Whitfield Crane ancora fenomenale ricorda Bon Scott. Proprio Crane ha mantenuto quel fantastico smalto vocale che nei primi anni della band lo aveva consacrato come uno dei migliori cantanti della nuova generazione, e gli anni di esperienza hanno fatto di Whitfield un comandante vocale splendido. Con l’eccezione della rabbiosa You Make Me Sick, Crane non canta più col naso (almeno non in modo così marcato), ma brilla con una voce straordinariamente pulita e melodica, che si sente al meglio nel ritornello contagioso di No One Survives, dove rende rispettosamente omaggio a un altro grande influsso (sia per la band che per lui stesso) – i Black Sabbath e Ozzy Osbourne. Se la prima metà dell’EP a tratti ricorda più Another Animal che gli UKJ, il secondo trittico di pezzi suona già più familiare e si avvicina parecchio alle radici dei fan californiani Pretty Boy Floyd (eheh). Se c’è qualcosa da rimproverare a Stairway to Hell, è che stavolta i ragazzi navigano in acque più sicure, perché hanno lasciato nel passato un bel po’ di cazzeggio, di rabbia contro la società e di atteggiamento »fuck-off«. Mi manca soprattutto un pezzo carico di quell’attitudine, che ricordi classici come Sandwich o Neighbor. Ci si avvicinano, però, con la ballatina d’amore funky Love Ain’t True, dove a Whitfield si uniscono Angelo Moore e Dirty Walt dei Fishbone, e ancora di più con la chiusura acustica, un’ode alla birra, Another Beer, con cui scendiamo a passo di marcia le scale all’inferno, ci prendiamo dal frigo una birra gelata e ci sediamo sul divano accanto al Diavolo, che in tele sta guardando una maratona di Beavis & Butthead.   

Stairway to Hell è un lavoro estremamente solido, che non ha ancora del tutto il gusto compiuto degli Ugly Kid Joe, ma è dannatamente bello, dopo 15 anni di silenzio, risentire materiale nuovo di Crane e della sua banda. Anche se con questo EP gli UKJ si muovono in acque un po’ diverse da quelle a cui eravamo abituati, la cosa importante è che si sente che tra i membri esiste ancora una chimica unica. All’EP manca un po’ di spensieratezza, e soprattutto un pezzo »feel good« che diventi l’inno alternative dell’estate. Ciononostante, Stairway To Hell è la prova che gli Ugly Kid Joe non sono solo un »nostalgia act«, ma musicisti maturati che sono ben consapevoli delle proprie radici. E il piccolo moccioso sporco si è rimesso fiero il suo cappellino e ha alzato il dito medio bello alto in aria.

Formazione

Whitfield Crane – voce
Klaus Eichstadt – chitarra
Dave Fortman – chitarra
Cordell Crockett – basso
Shannon Larkin – batteria 

Produzione

Ugly Kid Joe

Tracklist

1. Devil’s Paradise
2. You Make Me Sick
3. No One Survives
4. I’m Alright
5. Love Ain’t True
6. Another Beer

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