Steeds of Time

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Autore: Rok Klemše

Artista: Vigilance
Etichetta: Histria Cult Records
Uscita: year_month
Durata: 19:42
Voto: 4/5

Se c’è una cosa che in passato si poteva rimproverare alla scena metal slovena, era solo la mancanza di varietà (di genere). Thrash e black metal sono sempre stati forti da noi, mentre gli altri filoni del metal erano rappresentati peggio. Per fortuna anche questo sta cambiando, e a far crescere la varietà del metal sloveno ci hanno messo del loro, tra gli altri, i maniaci heavy/speed metal di Postumia, i Vigilance, a maggior ragione con l’uscita dell’EP di debutto Steeds of Time. A radunare i Vigilance dopo lo scioglimento della sua band precedente, i Rager, è stato Gilian Adam, e con Steeds of Time si sono buttati nelle acque dell’heavy e dello speed metal e della melodia della New Wave of British Gigo Heavy Metal.

Con questo EP i Vigilance non inventano certo l’acqua calda: per farlo, avrebbero dovuto pubblicarlo una ventina, trentina d’anni fa, quando i loro modelli erano Iron Maiden, Tank e Angel Witch, più o meno coetanei, eppure Steeds of Time suona fresco ed esplosivo. I Vigilance, infatti, si sono buttati sulla musica e sulle tematiche con la massima serietà, e quindi non suonano come una specie di »parodia« dell’heavy metal anni Ottanta, come riesce a band del calibro di White Wizzard, Fury UK e Skullfist. Anzi, al contrario: i Vigilance alimentano la loro energia alle radici della melodia di band NWOBHM come Iron Maiden e Tank, e all’aggressività e alla ruvidità del primo speed metal, con Venom e Motörhead in testa. Tutti e cinque i pezzi sono di conseguenza veloci, movimentati, pieni di riff vivaci, voce urlata, velocità da capogiro e melodie NWOBHM »vintage«. Da lodare soprattutto i riff e gli assoli scritti alla grande e incastonati nei pezzi dalle dita del duo di chitarre Gilian Adam/Jakob Rejec , che catturano senza troppa fatica l’essenza della prima ondata di speed e heavy metal. Con mia grande gioia, i ragazzi non si sono dimenticati del basso, e in questo ruolo Anže Stegel si mette davvero in luce: con il suo rombo galoppante dà dinamismo e un intreccio eccellente con i riff di chitarra. Questo trio sacrilego è in gran parte responsabile del fatto che a tratti i Vigilance suonano come un enorme hommage agli Iron Maiden (quelli di Iron Maiden e Killers) e, anche se questi momenti non abbondano, varrebbe comunque la pena pensare a prendere un po’ più le distanze dall’eredità dei grandi. Non dico che l’epica The White Horde, sul discendente di Gengis Khan, che ricorda Phantom of the Opera, suoni male, tutt’altro, si sente solo che l’EP è intriso di un enorme potenziale per un heavy metal che sia solo dei Vigilance. Dando una scorsa veloce a Steeds of Time, non guasterebbe nemmeno una maggiore varietà tra i singoli pezzi, ognuno dei quali è un capitolo pieno di tensione, ma a causa di una somiglianza un filo eccessiva tra loro l’esplosività dell’intero libro sbiadisce leggermente. Il singolo uscito da poco, Behind the Cellar Door, spazza via del tutto il timore che i Vigilance possano cominciare a ripetersi. In futuro vale quindi la pena sfruttare ancora di più il potenziale vocale di Rejec, il talento di Gilian per scrivere riff, strutture movimentate e testi ponderati (che toccano tematicamente guerra, occulto, kamikaze e storia ), e l’ottima preparazione tecnica e strumentale di tutti e quattro i membri, ma soprattutto eliminare il più grosso difetto di Steed of Time – la produzione debole, che non lascia alla musica la possibilità di prendere davvero vita ed esplodere tra i passaggi strumentali.  

Nonostante qualche pecca iniziale, Steeds of Time è un lavoro che, se il libro del metal fosse aperto al capitolo NWOBHM/speed/heavy metal, ci sarebbe scritto a lettere d’oro. Anche se i Vigilance sono saldamente ancorati a un genere »d’archivio« (a cui alcuni darebbero volentieri una tomba prematura), riescono a presentare la loro visione in modo autentico e sincero, ma soprattutto tutti i 19 minuti dell’EP sono colpevoli di un maleficio »heavy«.   

Formazione

Gilian Adam – chitarra
Jakob Rejec – voce, chitarra
Anže Stegel – basso
Tine Kaluža – batteria

Produzione

Rok Zalokar

Tracklist

1. Vigilance
2. Out of the Sun
3. Steeds of Time
4. Iron Beast
5. The White Horde

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