Storia Di Un Minuto

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Premiata Forneria Marconi (PFM)
Etichetta: Numero Uno
Uscita: 1972
Durata: 34:25
Voto: 4.5/5

Gli italiani hanno ‘regalato’ al mondo tre cose splendide, senza le quali la realtà sarebbe di sicuro parecchio più povera: l’arte rinascimentale, la cucina italiana e il progressive rock italiano. Il gruppo più chiacchierato e celebre, se non proprio il migliore, della scena prog italiana dei primi anni Settanta è stato quello milanese dei Premiata Forneria Marconi (PFM), nome che alla lettera vorrebbe dire ‘la forneria Marconi insignita di un premio’, anche perché sono stati tra l’altro l’unica band italiana del genere a riuscire, per un breve periodo, a ottenere un bel successo dall’altra parte dell’Atlantico.

Dopo gli esordi psichedelici sotto il nome Quelli, il chitarrista/cantante Franco Mussida, il batterista/cantante Franz Di Cioccio, il bassista/cantante Giorgio Pazza, il tastierista Flavio Premoli e il violinista/flautista Mauro Pagani fondarono i PFM e la storia del rock italiano non fu più la stessa: la sua evoluzione prese una bella accelerata. I PFM mescolarono nel loro linguaggio musicale rock, musica classica e a tratti anche folk e jazz, attingendo allo stesso tempo a una ricca e peculiarissima tradizione musicale mediterranea, che ha dato a ogni arrangiamento sinfonico-rock una bella dose di calore, malinconia e passione.

Gran parte dei pezzi del loro splendido esordio »Storia Di Un Minuto« ha sfumature d’atmosfera autunnale, quindi ci sta proprio bene che, dopo il breve e pastorale preludio »Introduzione«, arrivi una prelibatezza epica come »Impressioni Di Settembre«, dove per la prima volta puoi sentire lo straordinario senso dei PFM per il melodramma maestoso e per la costruzione di pompose distese sonore, con intrecci sincronici tra passaggi di tastiere e di chitarre. Le trame delle tastiere si basano per lo più sul mellotron, e l’influsso dei King Crimson è tutt’altro che trascurabile. Gli inserti di flauto e archi riempiono alla grande il collage sonoro, mentre la chitarra pastorale fa salire con delicatezza la tensione drammatica. Le voci, affidate soprattutto a Di Cioccio e Premoli, anche se tutti i membri si alternavano con successo al canto, in questa fase della carriera erano lontane da qualsiasi spettacolarità, ma erano abbastanza appassionate e solide da convincere ancora oggi anche chi l’italiano lo conosce poco.

Segue il più incalzante »E’Festa«, uno dei loro brani più noti e amati, segnato da un riff hard rock, da un sacco di complessi cambi ritmici e da un clima scatenato, dove non mancano nemmeno brillanti improvvisazioni di flauto. Uno dei momenti migliori dell’intera carriera dei PFM è accompagnato da un approccio jazzistico della sezione ritmica, con complesse linee di basso che spingono in primo piano, mentre gli arrangiamenti folk, malinconici, portano ancora e ancora un’atmosfera pastorale incantevole, che ricorda davvero una specie di festa rumorosa lunga tutta la notte, tipica dell’anima edonista dell’italiano medio.

Anche le due parti del capolavoro »Dove…Quando…« sono tra i momenti migliori del symphonic prog italiano. La prima parte è per lo più tinta di pastorale, con delicati arrangiamenti di chitarra acustica e un canto sereno, che creano un’atmosfera da natura morta con sfumature malinconiche mediterranee, mentre la seconda, ritmicamente più complessa, con possenti arrangiamenti classicheggianti al pianoforte e passaggi pieni di temperamento, rappresenta una bella svolta d’atmosfera verso acque sinfoniche. »La Carozza Di Hans« è un altro classico dei PFM, con un sacco di momenti melodrammatici e tese crescendo d’atmosfera, dove giocano un ruolo importante soprattutto le cortine di mellotron e gli interludi pastorali di chitarra acustica. Il capolavoro conclusivo »Grazie Davvero« è un altro ritratto in piena regola dell’eclettismo, con tanti arrangiamenti pomposi e poderosi salti tra generi, in mezzo ai quali non mancano improvvisazioni appassionate, maestosi cambi sinfonici e ricche armonie vocali, che sono tra gli ingredienti chiave del sound dei PFM classici.

Il debutto dei PFM, »Storia Di Un Minuto«, è una delle pietre angolari della ricca scena progressive rock italiana e ancora oggi suona impressionante come decenni fa, quando il genere era ancora giovane. I PFM, come negli stessi anni anche Le Orme, il Banco Del Mutuo Soccorso e altri artisti affini, hanno dimostrato già all’inizio della carriera di potersi misurare alla pari, per qualità, con le più celebri band prog britanniche. Sulla qualità di »Storia Di Un Minuto«, uno dei migliori debutti del rock progressivo, forse dice ancora di più il fatto che all’uscita l’album sia arrivato in cima alle classifiche italiane, cosa che prima non era riuscita a nessun gruppo rock italiano.

Formazione

Franco Mussida – chitarra, voce
Flavio Premoli – tastiere, voce solista
Giorgio Pazza – basso, voce
Franz Di Cioccio – batteria, sintetizzatore moog, voce solista
Mauro Pagani – flauto, violino

Produzione

Premiata Forneria Marconi

Tracklist

1. Introduzione
2. Impressioni Di Settembre
3. È Festa
4. Dove… Quando… Parte 1
5. Dove… Quando… Parte 2
6. La Carrozza Di Hans
7. Grazie Davvero

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