Strašni Riječani all’Orto

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Orto bar, Lubiana
Data del concerto: 19.02.2007
Numero di spettatori: 50
Prezzo del biglietto: /

Per Carnevale all’Orto Bar sono sbarcate tre band croate, a presentare le compilation New Underground e Strašni Riječani. Le due raccolte, uscite l’anno scorso per l’etichetta Dallas, fotografano la scena rock e metal underground croata. In una buona ora e mezza ci hanno fatto entrare più a fondo nella loro musica gli Invert di Fiume, i Mental Harakiri di Zagabria e, dalla stessa città dei primi, i Downfall.

Sul palco sono saliti per primi gli Invert, che suonano un punk rock/hardcore easy, vicinissimo a roba tipo Nofx o No Fun At All e a gruppi svedesi e americani simili, che per dirla con gentilezza sono già parecchio strasentiti. Purtroppo anche gli Invert navigano nelle acque dei tre accordi e delle strutture semplici. Comunque la loro mezz’oretta l’hanno portata a casa con un buon livello, mostrando un set energico.

Dopo gli Invert sono arrivati i Mental Harakiri di Zagabria, che musicalmente sono quanto di più vicino ci sia al nu-metal. A dirla tutta, almeno per me, la musica è del tutto nella media, ma a compensare il difetto ci hanno pensato un frontman carico e un chitarrista che segava senza compromessi sulla sua Ibanez a sette corde. I ritmi leggeri, che tiravano quasi allo ska, mescolati a una dura sega metallica hanno comunque fatto ondeggiare in fretta a tempo il pubblico, poco numeroso. Purtroppo il martedì sera all’Orto è rimasto semideserto, e va attribuito soprattutto al gran movimento del martedì grasso e al concerto degli Eagles of Death Metal alla Cvetličarna. Anche i Mental Harakiri dopo una buona mezz’ora hanno lasciato il palco(ino) dell’Orto, passandolo agli ultimi della serata, i Downfall di Fiume.

I concittadini della più grande metal band dei nostri vicini, i Father, sono decisamente una band che da Father ha imparato tanto, ma che allo stesso tempo ha mantenuto la propria originalità e riconoscibilità. Per me la band più attesa della serata, e ha confermato e ripagato le aspettative. Un ottimo melodic death metal in stile Göteborg è stato una vera prelibatezza per chiudere la serata. Il quintetto è tecnicamente preparatissimo, spicca soprattutto il bassista con un basso a 6(!) corde, che ha sfruttato alla grande. Anche il chitarrista, che con la sua stazza imponente ricordava un po’ il signor Jon Oliva, si è fatto notare con ottimi assoli e un modo di suonare dinamico. Una vera presenza anche il cantante, che ha entusiasmato con un ventaglio variegato di growl, dai grugniti animaleschi e profondi alle parti urlate e acute. I Downfall, secondo me, hanno ancora tanto da dare.

A fine serata la crew di Rockline si è spostata in un altro posto e ha continuato a bere… ehm… a fare due chiacchiere 🙂 A tutti i ragazzi della vicina Croazia vanno poi tutti i complimenti, perché hanno suonato completamente gratis, ma sul palco si sono divertiti lo stesso. Ed è anche la cosa più importante, no?

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