Strastan, go i bos

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Artista: Azil 5
Uscita: year
Durata: 48:49
Voto: 4.5/5

Gli Azil 5 sono un quintetto serbo di Novi Sad. La formazione, con radici che affondano nel 2005, ha messo al mondo il suo esordio in studio “Strastan, go i bos” dopo tre anni, e dopo altri tre anni  di attesa carica di speranza il disco è finalmente arrivato anche nelle mani della redazione di RockLine per il verdetto degli addetti ai lavori. Posso dire solo una cosa: è un onore enorme! Qui si parla, ovviamente, di un nuovo capolavoro d’autore.

La musica degli Azil 5 è strutturata in modo così intelligente che non si può nemmeno parlare di rock “diverso”: la sua incarnazione è semplicemente così particolare che solo l’etichetta art rock è abbastanza sovrana da reggere l’approccio multisfaccettato dei cinque artisti che compongono il motore della band.

Gli Azil 5 sono uno di quei rarissimi gruppi che si distinguono per la visione musicale! La loro è personalissima e riconoscibile a un miglio di distanza. Ha un carisma autoriale chiaro e un fascino a cui è davvero difficile resistere. L’intelligenza dell’approccio creativo è, “al primo ascolto”, persino paragonabile all’inafferrabilità degli EKV, anche se la roba è ovviamente tutta un’altra pasta. In senso di unicum assoluto, che raggiunge allo stesso tempo un’altissima qualità artistica.

I ragazzi si muovono con una raffinatezza assoluta. Non hanno fretta di arrivare da nessuna parte. Seguono semplicemente le sensazioni. Anche l’album “Strastan go i bos” cresce lentamente. Sale piano, piano, ma con un’efficacia incredibile finisce per soggiogare l’ascoltatore! Già l’apertura pigra e sognante con il brano Šah Pat-os regala in un attimo un’esperienza speciale, e ti è subito chiaro che davanti a te si spalancano le porte di un’avventura musicale fuori dal comune. La prima cosa che salta all’orecchio è la voce maschile calda e struggente, di registro medio-basso, del cantante Sava Nikić. Se vi azzardate a cercare un paragone, lo trovate in un attimo nel cantante dei Laufer, Damir Urban.

In questo pittoresco puzzle musicale nemmeno il jazz è un corpo estraneo. Se la ballata oscura Vetar lascia intuire di cosa sono capaci questi ragazzi, subito dopo il brano Iskre lo conferma in pieno. È un esempio di ottima fusione tra rock (l’assolo di chitarra finale) e jazz, sorretto di base da un groove funky sognante del basso. L’interessante, contrastante rallentamento dell’album si fa sentire anche in Ne i ti. Geniale l’incastro tra la parte delicata e tranquilla della strofa e il salto contrastante in un ritornello rigido e incazzato, dove spicca la prova vocale di Sava Nikić, che dà vita in modo magistrale alle emozioni dei versi!  Disperazione, dolore, desiderio, passione, rabbia. Se vogliamo fare una caricatura, anche se la visione musicale degli Azil 5 non c’entra niente, giusto per rendere l’idea, voi amanti delle voci “grunge” vi troverete in sintonia con Sava Nikić in un baleno.

I testi sono intelligentissimi e anche questo contribuisce a far meritare agli Azil 5 il prefisso “art” davanti a rock. Sottile la crescita del clima drammatico nella conclusiva Jutro u meni, jutro u njoj, attraversata dal soffio freddo dell’accompagnamento di pianoforte, nel quale cerca di avvolgersi una voce intensa e sensuale che nello stesso respiro suona appassionata ma anche “smarrita”, “errante”, senza speranza.

Un vero tornado di flusso energetico dall’effetto formidabile, che unisce un groove funky corposo e dal drive generoso, il ricco intreccio dinamico ritmico tra basso e batteria e la grinta rock di riff di chitarra spinti in avanti, mordaci e iperdistorti, raggiunge il primo picco nell’ottima Sestro strasti, dove nel ritornello vorace si insinua un pizzico di industrial, grazie a una produzione che rende i tamburi volutamente “piatti” ma dal suono tonante. Il pezzo è fatto per essere un hit! Funziona in modo simile la funkeggiante Prevara, ma ancora più impatto ha il brano Tranzicija!, estremamente nero e furioso senza via d’uscita, con il ritornello sicuramente più velenoso e pungente, teso e tagliente come una lama!

La produzione è movimentata e lo spettro sonoro sfruttato al massimo. Gli Azil 5 ondeggiano vivaci, possiedono quella morbidezza organica nelle parti sofisticatamente calme, che si alterna in contrasto, sempre con gusto e in perfetta armonia, con le parti iperdistorte. Per tutto il disco ci si può godere la melodiosità vivacissima delle linee di basso calde, che spesso si prendono il ruolo di portatrici di melodia.

Prima abbiamo parlato di raffinatezza e di ottimo senso della costruzione del dramma teatrale. Gli Azil 5 sono costruttori eccezionali del quadro sonoro. Prova diretta è, per esempio, il brano Prljava ljubav. Qui i mattoni sono disposti in modo ottimale per rendimento ed effetto. Le sfumature di tanti collage sonori (tastiere, riffing di chitarre, ornamenti chitarristici, cambi di ritmica) convivono in una sintonia straordinaria, in una comunicazione artistica perfetta, ed è difficile immaginare un incastro migliore. E questa sensazione accompagna l’album dall’inizio alla fine. Il brano Zima ha qualcosa della transizione post punk rock dell’eredità musicale degli anni Ottanta, sopra cui è stato steso apposta un semplicemente bizzarro pattern di sintetizzatori alla Depeche Mode. I collage di sensazioni che sfumano tra caldo e freddo sono eccezionali.

Qua e là gli Azil 5 potenziano la resa sonora e intensificano le emozioni anche con l’inserimento intelligente di campioni programmati e con l’occasionale “deformazione”  della voce attraverso effetti di distorsione (Zima, Tranzicija!).

Gli Azil 5 sono dei musicisti fuori dal comune. Portano con sé un tocco di avanguardia! Anche se non inventano l’acqua calda, suonano freschi, insoliti, speciali in tutto. Le canzoni, nella loro straordinaria varietà, portano un alto livello di impronta autoriale intelligente, che suona sofisticata e piena di sostanza. L’album “Strastan, go i bos” ha anche l’attributo dell’imprevedibilità, grazie soprattutto al funk movimentato che spezza la rigidità che altrimenti darebbero, in un’altra storia, ritmi prevedibili e impostati col calco. È un album di grande affermazione iniziale per la band. La pietra miliare è piantata saldamente e, data la visione musicale sfaccettata e multicolore che gli Azil 5 inseguono, possiamo aspettarci con certezza un salto di qualità e, in futuro, uno sviluppo artistico interessante e una crescita dell’espressione del gruppo.  Fatevi un favore e arricchite la vostra collezione di CD anche con questo album. Non vi deluderà.

Formazione

Sava Nikić – voce
Petar Alargić – chitarra
Vladimir Vojnović – tastiere
Borko Basarić – basso
Nenad Kojić – batteria

Produzione

Azil 5, Marto Tomić & Predrag Peđa Pejić

Tracklist

1. Šah pat-os
2. Sestro strasti
3. Procep
4. Prljava ljubav
5. Zima
6. Prevara
7. Tranzicija!
8. Vetar
9. Iskre
10. Ne i ti
11. Jutro u meni, jutro u njoj

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