The Answer rinascono e rispondono con Revival (2011)

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Luogo: Dolans Pub/Limerick /Irlanda
Data del concerto: 29.09.2011
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 14,00€

Tra i lettori di RockLine ce ne saranno ben pochi che non abbiano mai sentito nominare il quartetto nordirlandese The Answer. La loro storia di successo ha aperto il primo capitolo nel 2006 con l’esordio “Rise”, un centro pieno immediato. Noi fan dell’hard rock aspettavamo da anni, se non da decenni, una ventata di freschezza che portasse con sé un po’ dell’aria fumosa degli anni Settanta, quando sulla scena regnavano giganti come Led Zeppelin, Deep Purple, Aerosmith, … Molti, proprio per le evidenti parentele sonore, hanno bollato The Answer come una band senza un’idea nuova, dei ragazzini viziati dell’isola a cui i padrini hanno regalato cinque minuti di gloria. Comunque la si pensi sul boom del gruppo nel 2006, il seguito della storia nel 2009 ha portato a un’evoluzione che sa di pura poesia. Un disco fantastico, “Everyday Demons”, sostenuto dal ruolo di spalla in tutto il tour mondiale “Black Ice” dei vecchi felini AC/DC. Dopo tutte le battaglie vinte negli ultimi cinque anni, per Cormac, Paul, Micky e James è arrivato il momento di mostrare tutto quello che hanno imparato nel mestiere del rock n’ roll. Questa volta hanno aperto il giro dei concerti su suolo (quasi) di casa. Cosa sia esattamente di casa e cosa straniero tra Irlanda e Irlanda del Nord, ognuno la vede a modo suo. Lasciamo quindi il discorso ai sociologi. Lontani anni luce dalla spettacolare macchina degli AC/DC, con due valigie e il nuovo album “Revival” in tasca si sono messi in marcia per l’isola irlandese. La prima tappa del “The Revival Tour” si è tenuta il 30.09.2011 al Dolans Pub (Limerick), in una piacevole atmosfera da club, o meglio da bar, dove non mancavano né la birra né le irlandesi in déshabillé. Tutte le condizioni per una festa rock “senza freni” erano soddisfatte.

L’apertura è toccata ai giovani del posto, i Dirty Diamonds, speranze ancora col latte in bocca che hanno appena mosso i primi passi sulle assi del palco. Davanti al pubblico a pochi passi da loro hanno presentato i loro pezzi originali. Il sound i ragazzi lo pescano dai predecessori che nel decennio degli anni Ottanta hanno fatto fortuna. È bellissimo vedere dei giovani che, anche dopo trent’anni di boom dell’hard rock, ci credono ancora con tanta sincerità. Certo, in futuro questi cinque mocciosi dovranno fare ancora passi da gigante per arrivare alla forma dei loro idoli.

Tutte e sette le date irlandesi dei The Answer sono sostenute (e nel bere pure battute di parecchio) dagli Swanee River. Gli amanti del rock sudista americano li avrebbero convinti di sicuro. Anche se la versione metallizzata di questo genere, nell’interpretazione degli Swanee River, non suonava per niente storpiata. Il disco d’esordio “Smoking Jacket”, uscito questa primavera, è un’istantanea a tutto tondo di rock sudista grezzo, dove a regnare è il suono delle chitarre Gibson. A questo punto va assolutamente sottolineata la solidità della prestazione vocale dal vivo di Steven Horner, il primo usignolo della band. La gola giusta al posto giusto. Nonostante la reputazione ancora poco diffusa del gruppo, con la sua esibizione la musica è penetrata subito attraverso tutte le porte sensoriali con cui si percepisce il rock. L’ambiente della “sala” del “Dolands Warehouse” ha contribuito a creare un ottimo sound d’insieme, che ha stabilito un contatto scoppiettante e diretto con il pubblico. Spero che non sia il primo e ultimo incontro con gli Swanee River. Il potenziale questa ciurma ce l’ha senza dubbio, quindi lasciamoci sorprendere da dove li porterà il futuro.

Tre giorni prima dell’uscita ufficiale del terzo disco in studio, Revival, i “The Answer” hanno aperto il loro tour da headliner a Limerick. Da veri patrioti, prima hanno arato il cortile di casa. Per una band come The Answer, dove non c’è spazio per i fronzoli e sul palco parla solo la musica, è tipico entrare nell’arena senza annunci pomposi e senza intro registrate. Quella sera la nostalgia l’abbiamo lasciata tutti a casa. Il materiale di “Revival” ha occupato metà della scaletta. Devo ammettere che non mi aspettavo tanta roba nuova. Dando un’occhiata alle comparsate locali di quest’anno, ho scoperto che i ragazzi portano in giro la raccolta “Revival” in grande stile ormai da sei mesi. Evidentemente Cormac e soci credono fermamente nella qualità delle novità. Senza un briciolo di senso di colpa e con piena sicurezza, in apertura hanno scaricato addosso al pubblico i pezzi più recenti. Se sul secondo album i The Answer avevano definito orecchiabilità e melodia, sul terzo hanno limato anche dinamica e impulsività. Ai potenziometri, all’inizio settati troppo alti, i maestri sono riusciti a mettere il guinzaglio con Piece by Piece. Anche se prima del concerto non conoscevo il materiale di “Revival”, è stato presto chiaro che si può parlare di un passo avanti. Le interpretazioni vocali suonano un po’ più basse e ruvide. La voce da teenager degli anni passati è storia. Probabilmente è proprio qui il motivo della scelta dei brani più vecchi: hanno pescato pezzi piuttosto passati sotto traccia, ma ottimi, che hanno come denominatore comune una voce più bassa e ruvida. I successoni orecchiabili del secondo album, come Pride, On and On e Tonight, a causa del nuovo concept sono stati lasciati fuori. E anche se non ero il solo a puntare soprattutto su quelli, non c’è motivo di fare il muso o di tenere il broncio alla band. I The Answer oggi suonano così sicuri e consapevoli da convincere anche gli scettici più duri. Il tour con gli AC/DC è stata per loro un’esperienza irripetibile, da cui si sono portati dietro un’ampiezza di espressione sul palco. Per quei ragazzini imberbi di allora non è stato uno scherzo intrattenere 50.000 (e più) teste affamate di AC/DC. Sembra che con quell’esperienza siano cresciuti in un lampo. Sia musicalmente che a livello personale. È sparita quell’insicurezza dei giovani rocker alle prime armi che varcano il portone d’ingresso del mondo delle grandi star. È questa l’impressione che mi era rimasta dallo Sweden Rock Festival del 2007. Allo stesso tempo perdono la somiglianza sonora con i grandi nomi degli anni Settanta. Cercano la loro strada, e sono convinto che in buona parte l’abbiano già definita. La macchina ritmica subordina tutto alla dinamica delle chitarre. Per questo Mickey e James non sfigurano nemmeno per un attimo come membri di serie B. Reggono le linee vocali di accompagnamento, che sul nuovo album, a quanto si sente, sono ancora più numerose che in passato. Intanto il guerriero a sei corde Paul dalla sua Gibson tira fuori riff puliti, innovativi, potenti ma sempre classici. La dinamica di riff e passaggi melodici non cala nemmeno per un istante. Il salto di livello, nelle idee come nell’esecuzione, della nuova era dei The Answer si vede più chiaramente proprio qui. Cambiamenti che saltano all’occhio si notano anche in Cormac, che da frontman è il personaggio più esposto. L’aspetto visivo con lui non gioca più un ruolo importante. Come dice lui stesso, non gli servono fama, soldi o le attenzioni delle ragazze. È più felice quando può suonare quello che ama di più.

Nella seconda metà dello show, fino alla fine della parte regolare, si sono susseguite Never Too Late, Evilman, Too Far Gone, Why’d You Change Your Mind, Under The Sky, brani attesissimi dal pubblico. La folla ha stretto i ranghi. Alcuni irlandesi ubriachi si sono scatenati, e questo ha caricato anche Cormac, che si è lasciato andare a un ballonzolare selvaggio in mezzo al pubblico. Il bis è stato aperto da Memphis Water. È una lunga e lenta gita blues, che ha ben poco dei tratti tipici dei The Answer. Per il gran finale i ragazzi hanno risparmiato il brano One More Revival, che hanno suonato dal vivo per la primissima volta.

Sono convinto che chi andrà alle prossime date del The Revival tour si godrà ancora molto più hard rock autentico. Il fatto di non conoscere il nuovo materiale in studio si è decisamente fatto sentire sulla qualità con cui ho vissuto il concerto. Ciononostante i The Answer meritano tutti gli onori e i complimenti. Non mi stupirei se “Revival” diventasse presto riconosciuto da tutti come il miglior album dei The Answer pubblicato dalla band fino a oggi. Penso che finalmente abbiamo trovato un ricambio di qualità e credibile anche in un’era del rock n’ roll che è sempre stata in qualche modo riservata ai suoi pionieri. Attenzione, “nonnetti” del rock! I The Answer stanno per prendere il vostro testimone, quando i vostri minuti sulla Terra saranno finiti.

foto: Alen Horvat

Scaletta

1. Caught On The Riverbed 2. Sometimes Your Love 3. Piece By Piece 4. Vida (I want you) 5. Tornado 6. Never Too Late 7. Evilman 9. Guitar solo 9. Too Far Gone 10. Comfort Zone 11. Use Me 12. Trouble 13. Preachin’ 14. Why’d You Change Your Mind 15. Under The Sky 16. Waste Your Tears —bis— 17. Memphis Water 18. One More Revival

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