The Dungeons Are Calling

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Savatage
Etichetta: Metal Blade Records
Uscita: 1984
Voto: 3/5

Il secondo album dei Savatage è per molti versi la continuazione stilistica del debutto “Sirens” (1983), ma con un sound decisamente più duro e una produzione migliorata, il che sorprende, visto che i due dischi sono stati registrati quasi in contemporanea. La novità più importante sono soprattutto le tastiere campionate, qui in alcuni pezzi, per la prima volta in assoluto nella storia della band. In futuro avranno un ruolo di peso nel sound del gruppo, ma qui sono solo un pizzico di spezia in più. “The Dungeons Are Calling” è quindi un altro classico album di “old school” metal americano, interessante soprattutto per certi elementi originali della band, come la voce di Jon e il modo di suonare la chitarra di Criss.

Eppure un passo avanti c’è stato anche a livello di esecuzione e di qualità dei singoli pezzi. Il suono del basso di Collins è diventato ancora più groovy del solito, i riff roventi e inconfondibili di Criss stavolta suonano ancora più originali di prima, e ovviamente c’è di nuovo il tipico vocione “maniacale” di Jon, quello che sa tirare fuori solo lui. Le tastiere di Jon di cui dicevo sono qui ancora piuttosto “primitive”, e oggi fa un po’ strano, visto che parliamo di uno degli elementi senza i quali più avanti i Savatage non si potrebbero nemmeno immaginare. Comunque, la differenza più grossa tra il debutto e “The Dungeons Are Calling” sta soprattutto nei testi, che stavolta si muovono perlopiù tra racconti cupi e fantasy di inferno, streghe e cavalieri. La maggior parte di questi testi oggi è un po’ datata, ma la musica, che si incastra alla perfezione nel contesto, te lo fa dimenticare in un attimo.

I pezzi migliori e più famosi del disco sono la title track “The Dungeons Are Calling” e “City Beneath The Surface”. In entrambi le tastiere vengono finalmente fuori, anche se non sono mai tra i pilastri portanti della musica, ma più che altro una base o addirittura un semplice effetto. Tutti e due i brani sono anche classici di lunga data in tutti i loro primi concerti. La title track, poi, è tra i pezzi più intensi del gruppo in assoluto. In “By the Grace of Witch”, costruita su un ritmo sporco, e in “Visions” si notano per la prima volta anche i cori di supporto. La conclusiva “The Whip”, dove la band canta il sadomaso, è di gran lunga il pezzo peggiore del disco, e sarebbe stato meglio non metterlo proprio. La cosa più grave è che i responsabili della ristampa l’hanno combinata grossa: hanno infilato per sbaglio questo disastro dentro, ovvero in coda, all’ottima “City Beneath the Surface”, e poi anche come brano a sé. Risultato: sul disco ora compare due volte!

Visto che l’originale aveva solo sei pezzi, molti oggi considerano “Dungeons Are Calling” per errore un EP un po’ più lungo. Forse proprio per la durata cortissima dell’originale, le tre bonus track della ristampa, “Metalhead”, “Before I Hang” e “Stranger In the Dark”, portano una soddisfazione più che giusta. Non sono chissà che, ma stilisticamente si sposano bene con il resto dei brani e con l’atmosfera del disco. La traccia nascosta, invece, non merita davvero una menzione: è una burlesque pura, diretta dai fratelli Oliva. Chi ha il senso per l’umorismo distorto magari capirà che cosa i due volessero comunicare agli ascoltatori con questa “opera d’arte”.

“The Dungeons Are Calling” non offre certo un grande salto stilistico rispetto al debutto. Però porta comunque qualcuna delle novità già citate e, per la prima volta, fa capire che la band nasconde ancora un sacco di sorprese. E l’originalità, qui, si spinge ancora un passo più in là. Inoltre è forse addirittura il loro album più duro in assoluto e, come tale, farà felici tutti gli amanti dell’heavy metal tirato e a tutto vapore. I Savatage dimostrano qui bene dove affondano le radici del metal classico americano, ma anche del prog metal, del thrash e del power metal.

Formazione

Jon Oliva – voce, pianoforte
Criss Oliva – chitarra, cori
Keith Collins – basso, cori
Steve Wacholz – batteria, percussioni

Produzione

Dan Johnson

Tracklist

1. The Dungeons Are Calling (4:53)
2. By The Grace Of The Witch (3:13)
3. Visions (3:01)
4. Midas Knight (4:21)
5. City Beneath The Surface (5:49)
6. The Whip (3:27)

Durata dell’album: 24:54

Bonus track uscite con la ristampa del 2002:

7. Metalhead (Demo)
8. Before I Hang (Demo)
9. Stranger In The Dark (Demo)
99. hidden track

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