The Elements of King Crimson

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: King Crimson
Etichetta: Discipline Global Mobile
Uscita: 2014
Durata: 132:21
Voto: 4/5

Il dibattito sul miglior gruppo progressive rock non avrà probabilmente mai un epilogo, ma una cosa è certa: i King Crimson, anche dopo più di quarantacinque anni, restano i pionieri del prog più importanti in assoluto. Alla fine degli anni Sessanta, con l’esordio »In The Court Of The Crimson King« (1969), il primo album ufficialmente riconosciuto come progrock, hanno praticamente rivoluzionato il modo di intendere il rock. »The Elemets of King Crimson« è un’uscita retrospettiva doppia che i King Crimson hanno pubblicato durante il loro tour americano ‘del ritorno’, omonimo, partito a fine 2014. Proprio a metà del tour ‘The Elements of King Crimson’, i King Crimson si sono presentati al pubblico per la prima volta nella loro ultima formazione a sette.

Al severo capo e unico membro fondatore rimasto, il genio della chitarra Robert Fripp, si sono uniti nei nuovi King Crimson il rientrante Tony Levin al basso e al Chapman stick, il vecchio compare degli anni Settanta Mel Collins a sax e flauto, il nuovo cantante/chitarrista Jakko Jakszyk (ex-Level 42, 21st Century Schizoid Band) e un mostro a tre teste dietro le pelli: un altro ritorno, Pat Mastelotto, poi Gavin Harrison (anche membro dei Porcupine Tree) e l’ultimo arrivato, Bill Rieflin (ottimo batterista di passaggio, ma noto ai più come ex membro live dei R.E.M.).

»The Elements of King Crimson« offre uno spaccato cronologico di tutte le epoche dei King Crimson, dagli esordi a oggi. Ma non aspettarti una raccolta dei migliori classici dei King Crimson presenti negli album in studio: di compilation del genere ce ne sono già state parecchie. Qui si tratta invece di un sacco di rarità, tra remix sonori diversi, estratti e versioni alternative di brani noti (in certi casi senza un certo elemento strumentale o vocale), che la maggior parte dei fan non ha mai sentito, a parte quelli iscritti al fan club dei King Crimson che possiedono quasi tutti gli album usciti per l’etichetta di Fripp, Discipline Global Mobile. Sul primo e soprattutto sul secondo disco trovi anche qualche breve abbozzo di possibili nuovi brani dei King Crimson: l’improvvisazione di batteria »The Hellhounds of Krim«, l’estratto »Hoodooo«, »Three Headed Doom (part 1)« e »Venturing Unto Joy«.

Il primo disco contiene materiale raro registrato tra il 1969 e il 1974. La versione strumentale e accorciata della ballata evergreen »I Talk To The Wind«, tratta da »In The Court Of The Crimson King«, ricorda bene che dopo tutti questi anni Fripp, con i nuovi King Crimson, ha finalmente ricominciato a suonare dal vivo anche il materiale più vecchio, della fine dei Sessanta e della prima metà dei Settanta, che nei tre decenni precedenti aveva quasi completamente trascurato. Il merito è soprattutto di Jakszyk e Collins, entrambi membri della 21st Century Schizoid Band, gruppo composto da ex King Crimson e specializzato nei classici del periodo 1969-1974.

Anche la versione alternativa di »Cadence And Cascade«, ballata da »In The Wake Of Poseidon« (1970), con Greg Lake alla voce (al posto di Gordon Haskell) e senza il flauto di Collins, è una caramellina deliziosa, anche se non ha il solito retrogusto psichedelico. Questa versione di una ballata evergreen, superiore a livello vocale ma meno attraente a livello strumentale, era già uscita come bonus track nella riedizione ‘deluxe’ di »In The Wake Of Poseidon«. Tra gli ex cantanti dei King Crimson, in »The Elements of King Crimson« manca solo Gordon Haskell, probabilmente perché dopo la sua uscita lui e Fripp non sono rimasti in ottimi rapporti, mentre il lunatico genio della chitarra negli anni ha fatto pace piano piano con quasi tutti gli ex membri. Probabilmente è anche per questo che Fripp ha deciso di inserire in questa raccolta la versione live di »Cirkus«, capolavoro di »Lizard« (1970), registrata nel 1971 durante un concerto al Marquee, con il compianto Boz Burrell alla voce e nella versione dei King Crimson di »Islands« (1971).

La versione alternativa, d’epoca, dello strumentale »Sailor’s Tale« da »Islands«, con la ‘ronzante’ improvvisazione chitarristica di Fripp, che i King Crimson dopo tantissimo tempo tornano finalmente a suonare dal vivo, chiude l’elenco dei classici del periodo iniziale, cioè dell”era Peter Sinfield’, che prende il nome dall’autore originale dei testi, quello che scelse anche il nome ‘King Crimson’ per la band. Segue  un mix alternativo dello strumentale »The Talking Drum«, curato da Steven Wilson (Porcupine Tree). Quest’ultimo apre la serie di rarità dell”era John Wetton’, dal nome dell’amatissimo ex cantante e bassista, diventato famoso in tutto il mondo come membro del supergruppo Asia.

A ricordarti come i King Crimson tra il 1973 e il 1974 ‘spaccassero le ossa’ con il loro mix inconfondibile di prog rock sinfonico, jazz fusion e heavy metal ci pensano il remix di Wilson della diabolica giostra improvvisativa »Fracture« e un estratto del brutale strumentale »Larks’ Tongues In Aspic (Part I)«, registrato durante le prove della formazione attuale nel maggio 2014. La prima parte delle ‘lingue di allodola in gelatina’ i King Crimson la suonano dal vivo di nuovo dopo tantissimo tempo, anche se la formazione attuale non ha un violinista, visto che nella versione originale un’impronta strumentale importante l’aveva lasciata anche l’ex violinista David Cross. La versione strumentale dello standard di »Red«, »Fallen Angel«, non è nemmeno lontanamente paragonabile alla versione vocale, quella ‘definitiva’, ma regala uno sguardo chiaro su com’era fatto lo ‘scheletro’ strumentale di questo brano indimenticabile.

Nessuna retrospettiva dei King Crimson può dirsi completa senza il loro brano più rappresentativo, cioè »21st Century Schizoid Man«, che stavolta è stato preso dalla versione contenuta nel live »USA« (1975), appena ristampato: significa che, oltre a remix e produzione migliorati, c’è il contributo vocale di John Wetton. Il primo disco si chiude con un breve estratto del brano epico »Starless«.

Il secondo disco offre uno spaccato che va dall’inizio degli anni Ottanta al 2014: in questo periodo i King Crimson hanno cambiato quasi tante formazioni quante negli anni Settanta e hanno registrato sei ottimi album in studio, oltre a un sacco di progetti collaterali e album live. È il periodo che si può chiamare anche ‘era Adrian Belew’, dal nome del cantante/chitarrista americano di lunga data, che ancora oggi resta un collaboratore importante come membro dei vari progetti collaterali dei King Crimson (i ProjeKcts). Dopo uno scioglimento durato quasi sette anni, nel 1981 i King Crimson sono tornati sulla scena con una tripletta di album eccellenti, in cui hanno innestato nel loro stile riconoscibile tanti elementi sonori completamente nuovi.

Uno dei brani più rappresentativi di quel periodo è stato di sicuro lo strumentale »Discipline« (stavolta in versione alternativa) dall’omonimo album, dove, oltre alle influenze della new wave, si sentivano anche quelle percussive della musica tradizionale indonesiana per gamelan, che in quegli anni ha segnato in modo importante alcune loro creazioni. Una bella prova del fatto che i King Crimson, anche negli anni Ottanta, ‘problematici’ per il rock progressivo, sono rimasti una superpotenza sperimentale si sente nella versione live dell’opera caotica »Neurotica« (con il titolo di lavorazione originale »Manhattan«) da »Beat« (1982), dove nel ruolo centrale, durante il concerto al Roxy, brilla proprio il già citato Belew.

L’estratto strumentale della prima versione dello standard di »Beat«, »Neal And Jack And Me«, offre solo un breve assaggio dell’incredibile lucidità di questa formazione dei King Crimson, mentre a venire fuori fantasticamente è soprattutto la versione rielaborata dell’evergreen »Sleepless« da »Three Of a Perfect Pair« (1984), con il mix curato dalla figura di punta del prog moderno, Steven Wilson. Una curiosità per chi non lo sapesse: »Sleepless«, l’unico brano dei King Crimson per cui esista un video ufficiale, in origine si chiamava »Bearsville«.

Agli anni Ottanta è seguita una pausa di quasi sette anni, con il ritorno nel 1991, anche se l’album »Thrak«, come ‘doppio trio’ (due chitarristi, due batteristi e due bassisti), è uscito solo nel 1995. Da quel periodo arriva una versione iniziale del brano »Sex Sleep Eat Drink Dream«, registrata durante il ‘riscaldamento muscolare’ in studio nel 1994. Questa formazione dei King Crimson non è durata a lungo e presto si è ‘frammentata’ in vari progetti collaterali (i ProjeKcts), il che è un peccato a modo suo, perché soprattutto dal vivo seminava paura e panico con brutali stacchi improvvisativi come »Thrak« (qui c’è la versione da un concerto allo Shepherd’s Bush Empire, 1996) e »The Deception of the Thrush« (questa versione è stata registrata dal vivo nel 1998 durante un’esibizione del side project ProjeKct Four al festival West Coast Live).

Dal periodo a cavallo del secolo arriva anche una prima versione dello strumentale »Heaven & Earth«, uscito in una versione diversa nell’album »Heaven And Earth« (2000) del progetto ProjeKct X e poi nel dodicesimo album in studio dei King Crimson, »The ConstruKction of Light« (2000). Il periodo di Belew si chiude con la versione live di »Level Five« da »The Power to Believe« (2003), registrata durante un concerto al Park West. La musica più recente che i membri dei King Crimson hanno pubblicato, nel 2011, è uscita nell’ottimo album »A Scarcity of Miracles« del side project Jakszyk, Fripp and Collins. Da quell’album arrivano una versione accorciata del brano »Separation« e una versione alternativa del capolavoro che dà il titolo al disco, »A Scarcity of Miracles«, diventato parte fissa della setlist dei nuovi King Crimson e che per stile ricorda fortemente alcune creazioni dell”era Sinfield’.

Tutti i fan di lunga data dei King Crimson, a cui questa doppia uscita è pensata prima di tutto, saranno ripagati alla grande da »The Elements of King Crimson«: questa doppia raccolta di rarità è piena di chicche inedite da tutti i capitoli della loro variegata carriera musicale, finora disponibili solo a condizioni particolari, un po’ ‘complicate’. Magari qualcuno storcerà il naso perché Fripp e soci stavolta hanno tralasciato del tutto uno dei loro classici più venerati, »Court of The Crimson King«, e si sono ‘dimenticati’ delle versioni alternative di standard amatissimi degli anni Ottanta e Novanta come »Elephant Talk«, »Thela Hun Ginjeet«, »Frame By Frame«, »Three of A Perfect Pair«, »Dinosaur«, »One Time« e così via, ma allora ci sarebbe voluta almeno una tripla uscita. In ogni caso, con »The Elements of King Crimson« l’attesa del nuovo album in studio dei King Crimson, se non di un nuovo tour europeo, ora diventa molto più facile.

Formazione

Robert Fripp – chitarra, mellotron, soundscapes
Tony Levin – basso, Chapman stick
Jakko Jakszyk – voce, chitarra, testi
Mel Collins – sassofono, flauto
Gavin Harrison – batteria, percussioni
Pat Mastelotto – batteria, percussioni
Bll Rieflin – batteria, percussioni
Greg Lake – voce, basso
John Wetton – voce, basso
Adrian Belew – voce, chitarra, testi
Bill Bruford – batteria, percussioni
Boz Burrell – voce, basso
Ian Wallace – batteria, percussioni
Peter Sinfield – sintetizzatore VCS3, testi
Ian McDonald – fiati, mellotron
Michael Giles – batteria, percussioni
Trey Gunn – Chapman stick, chitarra Warr
Jamie Muir – batteria, percussioni
David Cross – violino

MUSICISTI OSPITI:
Peter Giles – basso
Mark Charig – cornetta

Produzione

Robert Fripp

Tracklist

CD 1 (65:29)
1. Wind Extract (0:30)
2. I Talk to the Wind (4:12)
3. Cadence and Cascade (4:29)
4. Cirkus (guitar extract) (0:15)
5. Cirkus (live) (8:43)
6. Hoodoo (extract) (0:23)
7. Sailor’s Tale (6:12)
8. The Talking Drum (6:42)
9. Larks’ Tongues in Aspic (Part I) (extract) (2:35)
10. Larks’ Tongues in Aspic (Part I) (extract) [David/Jamie] (2:40)
11. Fracture (live) (11:28)
12. Fallen Angel (extract) [RF harmonics] (1:14)
13. Fallen Angel (6:22)
14. 21st Century Schizoid Man (live) (8:27)
15. Starless (extract) [Mark] (1:18)

CD 2 (66:52)
1. Discipline (5:03)
2. Three Headed Doom (Part 1) (0:44)
3. Neurotica (Manhattan) (live) (6:12)
4. Neal and Jack and Me (extract) (1:44)
5. Sleepless (5:19)
6. Sex Sleep Eat Drink Dream (recording session) (4:57)
7. THRAK (live) (9:00)
8. Venturing Unto Joy (edit) (1:11)
9. The Deception of the Thrush (live) (7:09)
10. Heaven & Earth (early edit) (7:43)
11. Level Five (live) (6:44)
12. The Hell Hounds of Krim (0:56)
13. Separation (edit) (2:40)
14. A Scarcity of Miracles (7:32)

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