The Grinding Wheel

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Overkill
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 2017
Durata: 60:12
Voto: 4.5/5

No, non è uno scherzo e non è nemmeno andata a farsi benedire. È un fatto. »The Grinding Wheel« è l’ouverture anticipata di uno dei migliori risultati del thrash metal mondiale di quest’anno. Arriva dalle menti creative di leggende che tra tre anni compiranno quarant’anni di attività. Parliamo dei thrasher vecchio stampo Overkill del New Jersey, che continuano a sfornare con furia indomita un disco in studio dopo l’altro, tutti di altissimo valore creativo. Visto che la band si è assestata in una formazione a cinque che non cambia da più di dieci anni, gli Overkill hanno evidentemente trovato, piano piano, la chimica giusta in questa line-up: un’armonia interna e un’intesa fuori dal comune.

Ancora un po’ di dati. »The Grinding Wheel« doveva uscire a metà novembre dell’anno scorso, ma gli Overkill hanno deciso di spostare la data ufficiale a febbraio di quest’anno, perché pare fosse più adatta a promuovere meglio l’album nel continente nordamericano (in compagnia dei Nile).

Per il nuovo album, ovviamente, tutto il talento di scrittura, musica e testi l’hanno messo di nuovo in banca gli unici due membri originali e fondatori della line-up attuale degli Overkill, cioè il cantante Bobby Ellsworth e il bassista D.D. Verni. Del resto non potrebbe essere altrimenti. Anche »The Grinding Wheel« mantiene la veemenza sfrenata degli ottimi assalti thrash metal usciti tra il 2010 e il 2014, cioè gli album »Ironbound«, »The Electric Age« e »White Devil Armory«. Con »The Grinding Wheel« gli Overkill non scalano nemmeno per un attimo dalla marcia più alta di una vertiginosa estetica thrash metal feroce, che anche in quest’epoca è dettata dalla vecchia scuola di questi signori incredibilmente rodati ed esperti.  Sotto la dottrina thrash metal ben cucita, che anche stavolta si regge intatta dietro il nuovo album, si risvegliano gli spiriti del pionierismo della storia passata del rock’n’roll, con in testa la nuova ondata del metal britannico e la dottrina da pionieri dei Judas Priest. In più, su tutta l’ora di disco aleggia ancora una volta l’immancabile sporcizia del punk, che da sempre faceva incastrare alla perfezione gli Overkill con i Motörhead nei tour in cartellone insieme.  Da qui non stupisce che a volte la band venga etichettata proprio come i »Motörhead del thrash metal«.  Con »The Grinding Wheel« gli Overkill restano quindi fedeli a se stessi e ai loro fan, e la loro esperienza è così ricca e il mestiere così enorme che hanno sviluppato una ricetta incredibilmente efficace per comporre, registrare e produrre, una ricetta che, ora che la band è in età matura, non sa e non può proprio rinnegare.

»The Grinding Wheel serve, considerati gli anni di carriera della band, una dose pazzesca di varietà di idee. Ellsworth funziona come uno stallone ventenne pieno di spacconeria da monello e di grinta. Il tipo raggiunge acuti incredibili per la sua età e sviluppa una potenza di espressione vocale assolutamente unica, che con un colpo d’autorevolezza dà da sempre a questa band un marchio espressivo tutto suo. Bobby brilla. Resta unico, folle, velenoso e stretto alla gola come un mastino! Dave Linsk mantiene la brillantezza dei suoi guizzi solistici, le parti strumentali centrali cambiano alla grande gli stati d’animo all’interno dei brani, la sezione ritmica tiene un rotolare supersonico senza freni, mentre le linee di basso sferraglianti e laceranti di Verni penetrano con la facilità di un laser nell’acciaio cemento armato della devastante blasfemia dei riff. Tutto in uno. Un album suonato con una carica e una passione eccezionali, che ti risucchiano in un attimo nel teatro unico della band. Dal primo all’ultimo secondo. Senza un solo cedimento di qualità.

Un’ora di eruzione thrash metal primordiale firmata da una band a cui, vista l’eredità e gli anni di carriera, nessuno avrebbe rimproverato niente se sui nuovi album fosse stata afflitta da incostanza e povertà di idee (vero, »Big Four«?). Per Ellsworth e soci, dunque, niente resa, niente sonno, niente ritirata. Il dito medio puntato verso il cielo è cresciuto ancora un po’ ed è diventato ancora un po’ più grosso. E così resta anche dopo il diciottesimo album in studio della band. Uno e unico. Di nuovo quel dito medio sfacciato, puntato dritto in un occhio, che non scende a compromessi! 

Overkill – Goddamn Trouble (video ufficiale):

Formazione

Bobby “Blitz” Ellsworth – voce
Dave Linsk – chitarra, voce di accompagnamento
Derek “The Skull” Tailer – chitarra, voce di accompagnamento
D.D. Verni – basso, voce di accompagnamento
Ron Lipnicki – batteria

Produzione

Overkill

Tracklist

01. Mean Green Killing Machine
02. Goddamn Trouble
03. Our Finest Hour
04. Shine On
05. The Long Road
06. Let’s All Go To Hades
07. Come Heavy
08. Red White And Blue
09. The Wheel
10. The Grinding Wheel

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