The New Black
Artista: Strapping Young Lad
Etichetta: Century Media
Uscita: 2006
Voto: 5/5
Strapping Young Lad? Sì, proprio lui, il folle scienziato del metal, ovvero il dottore del metal completamente sbroccato Devin Townsend! Chi non lo conosce? Uno dei tipi più coraggiosi in circolazione, nonché uno dei più grandi svitati del music business, e tutto grazie a un genio brillante e senza paura che ogni volta riesce a entusiasmare in modo imprevedibile. Stavolta questo quinto album in studio degli S.Y.L. è probabilmente anche l’ultimo, almeno stando agli annunci! Devin Townsend pare che dopo scioglierà la band per dedicarsi ai doveri di papà! Beh, prima o poi arriva il momento,…
Con “The New Black” si apre già di per sé un ampio ventaglio sul modo in cui Devin Townsend concepisce la musica, quello segnato dalla visione degli Strapping Young Lad: un’imponente e raffinata fusione di influenze che nascono dalla sua frequentazione di generi come industrial metal, death metal melodico, una ventata d’aria fresca con incursioni di jazz e funk rock, e pure qualche spezia dance e techno. Sul disco lasciano il segno anche gli ospiti Oderus Urungus (voce), che arriva dai comici death metaller GWAR, e la cantante indie/punk Bif Naked. Sono alcune deviazioni dagli standard degli S.Y.L. che il nuovo album si porta dietro!
“The New Black” è semplicemente ancora una volta uno di quegli album eccezionali in cui non sai nemmeno per un secondo cosa Townsend stia per tirare fuori dal cilindro. Urla di nuovo come il più folle dei folli, come un vampiro che vuole smembrarti con tutta la sua rabbia eruttiva, trasformarti e spargerti come concime per far crescere meglio il mais nei campi di McDonald’s che servono a nutrire i maiali, e quando meno te l’aspetti Devin si trasforma in un vero cantante d’opera grazie alla sua inconfondibile esplosività melodica. The New Black resta, nella sua essenza, un album metal totalmente folle. In più, accanto al solito umorismo classicamente matto, stavolta colpisce nell’orecchio più che mai l’aggressività dei messaggi di ribellione, che nascono dal dissenso di Townsend e dal suo rifiuto di accettare il disprezzo con cui oggi l’industria musicale e i media trattano il metal. Questa fusione di generi diversi su “The New Black” è una parodia dell’industria musicale di oggi e dei suoi affari.
L’opener Decimator è in realtà un concepimento innocente rispetto a ciò che segue nel disco. Già nell’apertura ci troviamo davanti a uno scontro geniale tra thrash e sinfonismo da operetta, completato come una fragola sulla cima di una coppa di frutta da un decoro chitarristico “barocco” scelto con grande arguzia, che dal clima fatalmente distruttivo fa pendere tutto verso un’idilliaca, apparente e momentanea innocenza di note “giuste” in fila. Segue You Suck! Sorretta da blast di thrash/death metal. Il suo messaggio è che proprio tutti, a partire dagli S.Y.L. fino a tutta l’industria musicale, “fanno schifo”: “Hell yeah you(we) fuckin’ suck!!!” Convincetevene pure con calma. Per un attimo non sai se il “groove” del pezzo continuerà a crescere come un matto verso dimensioni caotiche inarrestabili, oppure se un dolce passaggio lo ribalterà del tutto. Una fusione unica, da star male dalla gioia in mezzo a tutto ‘sto caos! Anti Product è l’esempio più bello di quando Townsend si avvicina al genio di Zappa, con gli S.Y.L. che attaccano a raffiche di ottoni, all’improvviso, dal nulla. Devin strilla infuriato e naturalmente sovrasta ancora una volta tutti gli strumenti! Come si fa anche solo a superare tutta questa sua follia. Il re del genere “insane metal”. Far Beyond Metal, in cui compare alla voce anche Oderus Urungus, è probabilmente il pezzo più folle del disco e rappresenta la parodia più diretta del metal. C’è dentro tutto. Riff infuocati, urla rabbiose, sintetizzatori che con la loro elettronica sono una vera negazione! Un pizzico di GWAR avvolto nell’aura di follia di Townsend! Esperimento riuscito su tutta la linea. L’urlo brutale: “Don’t you fuck with metal!?” si trasforma all’improvviso in un ritornello da operetta dai colori melodici, dove Devin Townsend scimmiotta con aria goliardica le voci pulitissime e fin troppo richieste degli odierni power metaller di tendenza. Fucker è segnata anche dalla voce femminile punkeggiante della cantante Bif Naked. Nella sua parodia e nel suo sfottò senza limiti, tra riff caotici, un assolo di chitarra dal suono “Game – Boy” e ovviamente Townsend che impazzisce al microfono, è uno dei brani più curiosamente brevettati e accattivanti dell’album. Un contrasto atmosferico straordinario lo offre Almost Again, con una voce “clean” melodica che galleggia su uno sfondo costruito su un ritmo “thrashy” selvaggio (spinto in secondo piano in fase di produzione, così che la voce sottile guadagni profondità d’atmosfera). Ora non ti resta che aspettare il momento in cui Townsend darà di nuovo di matto, cosa che infatti succede presto. Un’ottima miscela di urla e canto melodico, e sullo sfondo le voci sono sommerse da sintetizzatori dal sapore sinfonico “black metal”; Plyophony, la ballata che si apre con un motivo semiacustico sporco, su cui poggia la voce sottile di Devin, è in realtà il brano introduttivo alla title track conclusiva The New Black. L’intro si riversa dritto in un beat militante, di distruzione crescente, l’atmosfera è indescrivibilmente apocalittica, un’aria balistica di pura follia. Il pezzo più devastante del disco, di quelli che ti strappano la testa! E anche questo ti sorprende con un “groove” melodico nel ritornello! Un disco per cui lo stupore, mentre lo ascolti, non vede fine!
Questo album è letteralmente pazzo, sbroccato, o qualsiasi cosa tu possa immaginarti con questi termini! Molti, vista la dose più alta di sperimentazione, sentiranno magari la mancanza dei vecchi Strapping Young Lad. Ma “The New Black” è un prodotto sinceramente brillante, indescrivibilmente vivace, scintillante in modo unico e riconoscibile, di quelli che oggi se ne trovano pochissimi, o è proprio difficile trovarli. Lo adorna l’inconfondibile genio di Devin Townsend, che resta così uno dei musicisti più coraggiosi e dei grandi guru della musica anche oggi. “The New Black” è una presa in giro convincente, tagliente, arrogante e senza compromessi dell’industria musicale, e Townsend in questo duello esce dal ring come il grande vincitore, che nella sua predica può permettersi perfino il titolo di “Zappa del metal moderno”. Townsend offre una fusione di generi straordinaria, ovviamente tra le braccia di un “thrashare” incandescente e di incredibili “blast beat”. I musicisti brillano di esplosività, di frenesia adrenalinica, di impeccabilità tecnica e di un’intesa insuperabile, perché su questo disco in poco tempo succedono così tante cose tutte insieme che solo poche riescono a fermarsi in testa. Per eseguire tutto questo devi essere un vero atleta! È un album relativamente impegnativo, che ha bisogno di un po’ di tempo per sedimentare, ma allo stesso tempo ti tira dentro subito, perché offre un’intensità di riff e di adrenalina e velocità di prima categoria, come pochi altri. È un album per tutti quelli che cercano qualcosa di diverso, di fresco, di alternativo e soprattutto di “da impazzire” folle! Un vero peccato che il creativo Devin annunci una lunga pausa della band dopo “The New Black”! Pazzia senza rivali!
Formazione
Devin Townsend – voce, chitarra
Jed Simon – chitarra
Byron Stroud – basso
Gene Hoglan – batteria, percussioni
MUSICISTI OSPITI:
Bif Naked – voce (8)
Oderus Urungus – voce (7)
Produzione
Devin Townsend
Tracklist
1. Decimator
2. You Suck
3. Antiproduct
4. Monument
5. Wrong Side
6. Hope
7. Far Beyond Metal
8. Fucker
9. Almost Again
10. Plyophony
11. New Black
Durata dell’album: 42:45