The Police – in splendida forma!

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Autore: Jernej Vene

Luogo: Stadthalle/Vienna/Austria
Data del concerto: 18.09.2007
Numero di spettatori: 12
Prezzo del biglietto: da 75 a 105 euro

Dopo le varie reunion tour dei vecchi totem del rock ‘n’ roll a cui abbiamo assistito negli ultimi anni (Roxy Music, Genesis, Van Halen, Crowded House, Cream, Pixies e qualcun altro), sulla scena ci sono ancora anche alcuni nomi leggendari che non si sono mai presi una pausa lunga dall’attività live e discografica. Tra questi Rolling Stones, Rush, in parte Eagles e qualcun altro. A gennaio 2007 è esplosa la notizia: i Police, fermi dal 1986 a parte due apparizioni isolate, sarebbero partiti per un tour mondiale. Con l’esibizione ai Grammy la notizia si è fatta carne….. All’inizio degli anni ’80 erano tra le band più popolari del pianeta. Il bassista e cantante Sting e il batterista Stewart Copeland fondarono il trio nel 1977, in piena epoca punk. Dopo l’uscita del singolo Roxanne non sembrava ci fosse all’orizzonte un grande successo, e nel primo tour americano giravano in furgone. Dopo il primo album Outlandos D’amour è arrivato il fortunatissimo Regatta de blanc e nel 1983 riempivano palazzetti enormi come se niente fosse. Dopo il 1986 hanno smesso di suonare, anche se non hanno mai annunciato pubblicamente lo scioglimento. Allo scrigno del pop e del rock hanno regalato autentiche perle come Message In A Bottle, Don’t Stand So Close To Me, Every Breath You Take, King Of Pain, Wrapped Around Your finger….. Sting ha proseguito con una carriera solista di enorme successo, mentre il chitarrista Andy Summers e il batterista Stewart Copeland si sono dedicati a progetti meno chiacchierati ma comunque di alto livello artistico, nel campo della musica e del cinema.

A Vienna hanno suonato il 52° concerto del tour 2007, quindi dubbi su un’eventuale mancanza di rodaggio non ce n’erano. La Stadthalle era piena fino all’ultimo angolino. Il cantante e bassista Sting, il chitarrista Andy Summers e il batterista Stewart Copeland provavano in gran segreto già dall’autunno scorso nella villa toscana di Sting, preparando il terreno e se stessi al tour del ritorno. I tour dei vecchi marpioni collaudati, con un posto d’onore garantito nella storia della musica, restano una calamita potentissima per il pubblico. Alla serata di Vienna c’erano anche alcune centinaia di fan sloveni. I Police erano famosi per i ritornelli semplici ma i brani complessi, venivano dal reggae e al loro mix musicale aggiungevano tocchi frizzanti che hanno reso la loro musica senza tempo. Di tutto questo, al concerto, se n’è sentito in abbondanza. A spiccare è stato soprattutto il tenore di Sting, unico nel suo genere, che si fondeva alla perfezione con la chitarra tagliente di Summers e il drumming eclettico di Copeland. Come gruppo spalla hanno scelto i Fiction plane, formazione guidata dal figlio di Sting, Joe Sumner, che è in sostanza lo stesso trio dei Police, con il figlio nel ruolo di bassista e cantante. Il suo timbro è molto simile a quello del padre, solo qualche tono più basso. Insomma, resta tutto in famiglia. La loro musica era un mix di rock moderno e melodia che ricordava gli U 2, ma con un pizzico di personalità propria, e così hanno anche scaldato il pubblico per la parte principale della serata. Se il motivo della reunion dei Police non era il denaro, non posso che fare i complimenti per questa sincerità. I cinque album che adornano la loro discografia offrivano un repertorio abbastanza ampio, da cui la parte principale del set era fatta dai più grandi successi. Il palco, nel palazzetto sold out, era piuttosto semplice, di forma ovale, con un sacco di spazio per soli tre musicisti. La batteria dominante di Copeland, con dietro le percussioni e il gong, si rifletteva in fantasiose creazioni di colore disegnate dai giochi di luce. Sotto il soffitto c’erano tre grandi videowall e un altro per ogni lato. Noi del parterre non abbiamo avuto nulla da ridire sul suono, nonostante avessi qualche dubbio su come chitarra, basso e batteria avrebbero riempito lo spazio sonoro di un palazzetto così grande. Qui è venuto fuori il lavoro professionale dei tecnici. I Police erano quelli dei tempi migliori della carriera, senza alcun aiuto di musicisti o cantanti aggiuntivi. In pratica un’esperienza musicale pura e diretta. Sting ha parlato col pubblico in tedesco, forse un po’ trattenuto in alcune pause, che comunque non erano troppo lunghe, perché a farla da padrona era la musica. Stewart Copeland è un batterista brillante, incredibilmente veloce e preciso, e i suoi colpi suonano ancora freschi e giovanili come sui dischi. Sting è ovviamente una star mondiale anche senza i Police ed è un bassista bravissimo; il suo canto è sempre stato legato a doppio filo all’accettazione del suo tenore, a cui però ci si abitua in fretta. Il chitarrista Andy Summers ha quasi dieci anni più degli altri due e, a sessantaquattro anni, è in ottima forma musicale. Alcuni brani i Police li hanno rifinito o ne hanno cambiato il volto con aggiunte strumentali, dove a lavorare di più è stato proprio Summers, che aggiungeva di continuo nuovi inserti di chitarra, regalando ai pezzi un’altra veste. Il pubblico ha accolto ogni brano con entusiasmo e ha sostenuto con il canto i più grandi successi, Roxanne, Don’t stand so close to me, Every little thing she does is magic e naturalmente l’immancabile Every breath you take.

I Police hanno chiuso il concerto, durato un’ora e cinquanta, con Roxanne, King of pain, Every breath you take e la Next to You in salsa punk dal primo album Outlandos D’amour del 1978. Ancora una volta si è visto che i vecchi gatti della musica hanno una forza e un’ispirazione straordinarie anche a un’età in cui tanti avrebbero mollato da un pezzo: evidentemente la voglia di dimostrare il proprio amore per la musica, e forse anche per i soldi che guadagneranno con questo tour, è più forte dell’inattività che porterebbe con sé la pensione musicale. Per i giovani musicisti quel concerto è stato la prova che la musica va presa tremendamente sul serio, perché i veri appassionati sanno chi può regalargli la soddisfazione più grande quando si tratta di vivere la musica dal vivo. 

Scaletta

1. Message In A Bottle
2. Synchronicity II
3. Walking On The Moon
4. Voices Inside My Head /When the World Is Running Down
5. Don’t Stand So Close To Me
6. Driven To Tears
7. Truth Hits Everybody/ Hit The Road Jack
8. ?Judy Said Goodbye?
9. Every Little Thing She Does Is Magic
10. Wrapped Around Your Finger
11. De Do Do Do, De Da Da Da
12. Invisible Sun
13. Walking In Your Footsteps
14. Can’t Stand Losing You
15. Roxanne
—primo bis—
16. King Of Pain
17. So Lonely
18. Every Breath You Take
—secondo bis—
19. Next To You / Dead End Job

Sting – basso, voce
Andy Summers – chitarra, voce
Stewart Copeland – batteria, percussioni, voce

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