The Raven Ride

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Artista: Empire
Etichetta: AOR Heaven Records
Uscita: 2006
Voto: 2.5/5

Gli Empire pubblicano il seguito di “Trading Souls” (2003)! È una band che attirerà l’attenzione  di tutti i fan dei Black Sabbath della fase tarda, ovvero, per farla breve, di tutti i fan degli album “sabbath” in cui al microfono c’è Tony Martin. Stavolta, tra gli ex “sabbath”, negli Empire gli fa compagnia di nuovo l’ottimo bassista Neil Murray (anche ex-Whitesnake), dietro le pelli siede ancora Andre Hilgers (Silent Force, Axxis), mentre il principale fabbro di melodie degli Empire resta Rolf Munkes dei Majesty (chitarra, tastiere). Su ”The Raven Ride” stavolta manca quindi il tastierista Don Airey (Deep Purple). Insomma, musica che in fondo non è lontana dai Black Sabbath, e anche il nuovo album degli Empire resta fedele a questa tradizione.

Se mettiamo “The Raven Ride” sotto la lente, la cosa migliore è prendere l’album come un tutt’uno, perché per 45 minuti di musica viaggia sempre sulla stessa frequenza. La produzione è più sofisticata rispetto agli album classici dei “Black Sabbath dell’era Martin”, con una dose maggiore di sinfonismo, di epicità e più soluzioni classiche nelle melodie, sia negli assoli di chitarra sia nei passaggi di raccordo, dove si trovano anche impennate di atmosfera garantite dall’uso di scale arabe. Le tastiere sono, insieme alla voce di Martin, la cosa più “sabbathiana” del lotto. L’album è più vicino, per dire, al solo album di Martin “Scream”, ma per niente vicino a quello “spaghetti hard rock” che Martin fa nei Giuntini Project. Di mezzi toni cupi e “trucchetti doom” praticamente non c’è traccia, con l’eccezione della “malvagia” Devil Speaks Sinner Cries, dove nel ritornello Martin strilla in un acuto infernale, come Bruce Dickinson (Iron Maiden) nei primi anni Ottanta.

È proprio questa maggiore dose di pompa a portare l’album abbastanza lontano dall’eredità dei Black Sabbath, tanto che non si può parlare di “The Raven Ride” come di un tipico clone. I pezzi sono impreziositi da riff di chitarra espressivi e rifiniti, che ti entrano nell’orecchio “al primo colpo”, e a fare da contrappeso c’è una sezione ritmica da cannone, che non brilla di quella potenza grezza che sui dischi dei “sabbath” portavano, per esempio, i batteristi Powell, Rondinelli o Appice. In questa combinazione si incastra alla perfezione la voce ultra melodica di Martin, potente e forgiata nell’acciaio inox, che dimostra ancora una volta di non aver perso un briciolo del suo splendore in tutti questi anni di carriera. Insomma, i pezzi sono quelli giusti, dalle grandi melodie, quelli che ti fanno venire la pelle d’oca, quando senti la magia del riff, quando percepisci la frequenza vera e unica dell'”heavy metal”, ovvero dell'”hard rock”.

Gli Empire sono ora un’altra band che riempie il vuoto lasciato dai Black Sabbath dopo il 1995, e quel vuoto oggi è già fittamente popolato. Ma senza Martin non sarebbe nato niente, perché tutte le band, ovvero i progetti, che si presentano con questo tipo di approccio hanno chiamato a collaborare Tony Martin, che come figura musicale evidentemente ha una posizione talmente forte che formazioni come Guintini Project, Rondinelli, Voodoo Hill o Empire sono semplicemente costrette a gravitare verso i Black Sabbath. “The Raven Ride” è un album di “hard rock” eccellente, tecnicamente rifinito, dalla tinta melodica classica e infernalmente carico, scritto insieme da musicisti di esperienza. Lo impreziosiscono un’atmosfera ricca e alta, il misticismo e qualche occhiolino all’occulto. Vero nutrimento mentale per tutti i fan di Tony Martin.

Formazione

Tony Martin – voce
Rolf Munkes – chitarra, tastiere
Neil Murray – basso
Andre Hilgers – batteria

Produzione

Rolf Munkes

Tracklist

1. The Raven Ride
2. Breathe
3. Carbon Based Lifeform
4. Satanic Curses
5. Al Sirat (The Bridge To Paradise)
6. What Would I Do
7. Changing World
8. Maximum
9. I Can’t Trust Myself
10. The Devil Speaks, The Sinner Cries

Durata dell’album: 45:55

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