The Rumjacks: i punk celtici incazzati e sottosopra! (2017)
Autore: Zdenko Frangež
Foto: Zdenko Frangež
Luogo: MC Pekarna Maribor
Data del concerto: 20.09.2017
The Rumjacks sono una combo a prima vista buffa, ma in realtà riuscitissima, di tizi cresciuti con la musica irlandese e scozzese dei genitori …. beh, in Australia. Prima o poi, con una violenza simile da parte dei genitori, ti viene voglia di metterti a urlare. Magari è proprio per questo che i ragazzini si sono ribellati e, urrà, sono diventati punk.
Nel 2008 Frankie McLaughlin (voce e tin whistle) e Johnny McKelvey (basso) hanno fondato una band che canta una specie di mix tra musica celtica e punk. All’inizio pensi….no, non posso scrivere pubblicamente cosa pensi (Psst…: wtf…), ma com’è che suona? Vai su Youtube, ascolti un paio di pezzi e capisci che la cosa potrebbe essere divertente. Dai, la musica da pub irlandese piace a ogni amante della birra. Come dici? Se poi ci si aggiunge pure il punk… Mica me lo sono inventato io. Anzi, a sentirla a casa, a secco, senza birra, suona meno divertente che dal vivo, dove una delle prime battute di Frankie che ti restano in testa è che fare il musicista è un mestiere splendido, perché praticamente è l’unico in cui puoi sbronzarti di birra proprio durante il lavoro. Dai, si aspettava pure un pubblico pieno di scansafatiche e anarchici, e invece si è trovato soprattutto amanti della musica celtica casareccia con qualche hipster, che si chiedevano se avessero visto bene su youtube come ci si comporta a un concerto così, più il resto: un pubblico un po’ misto e bello acceso, che però si è goduto il concerto.
I ragazzi picchiano duro, senza fronzoli. Ah, non ve li ho ancora elencati tutti. Ai due fondatori si sono aggiunti Gabriel Whitbourne (chitarra) e Adam Kenny, che con quei buffi strumenti tipici della musica celtica dà al tutto un marchio particolare. Il risultato suona parecchio celtico, solo molto più incazzato e con molta più energia, più veloce e più forte. Diciamo a metà strada tra Punk Rock e musica da pub irlandese. Peccato solo che nel piccolo spazio del MC Pekarna tutto diventi in fretta troppo forte e, se ci aggiungi il mix di accenti irlandese/scozzese/australiano, il tentativo di capire i testi riesce solo ogni tanto. Comunque il tutto entra bene nell’orecchio e ti lasci andare al ritmo e alla birra…già, se non avessi avuto la macchina fotografica sempre in mano.
Insomma, una variazione interessante sul tema nella vita concertistica di Maribor, anche se di mercoledì. È andata così, ma almeno i ragazzi si sono fermati da noi nel loro secondo tour europeo. Non so come me li sia persi l’anno scorso. Peccato. Se tornano l’anno prossimo non me li lascio scappare di certo
Scaletta
- Patron Saint O’Thieves
- Barred for Life
- Plenty
- Kirkintilloch
- The Reaper and Tam McCorty
- Spit in the Street
- The Black Matilda
- Kathleen
- No Pockets in a Shroud
- A Fistful O’ Roses
- The Bold Rumjacker
- My Time Again
- Uncle Tommy
- Jolly Executioner
- Pinchgut
- Wild Mountain Thyme (cover di Francis McPeake)
- The Leaky Tub
- An Irish Pub Song
- Home
- One Summers Day
- Blows & Unkind Words
Bis:
Galleria fotografica














