The Sparrow

0 5

Artista: Metaphor
Etichetta: Trope Audio
Uscita: 2007

Dopo tre anni e dopo l’album Entertaining Thanatos, quest’anno i rocker sinfonici americani Metaphor sono tornati con The Sparrow, che mette in musica la storia di fantascienza di Mary Dorie Russell su una spedizione gesuita verso un pianeta lontano. Con questo lavoro i Metaphor tornano ad affrontare temi religiosi (stavolta in modo più indiretto, attraverso la storia). E non tornano solo con le storie di fede: tornano anche allo stile del leggendario esordio Starfooted. Un album che aspettavo con curiosità, ma che nel mondo prog è passato praticamente inosservato, a conferma che i Metaphor restano, immeritatamente, una curiosità di nicchia.

La storia comincia dalla fine (Inquisition), con un gruppo di inquisitori che indaga sulle circostanze della spedizione gesuita sul pianeta Rakhat. Padre Emilio Sandoz fa riaffiorare i ricordi del viaggio (Song from A Nearby Star), ricorda l’atterraggio sul pianeta e la sensazione di essere arrivati in paradiso (Stella Maris), perché sul pianeta si sente di continuo un canto che attira e ammalia. Poi Alan, uno dei membri dell’equipaggio, muore (Death in Eden), mentre gli altri scoprono una delle razze del pianeta. Quegli abitanti si chiamano Runa. I membri della spedizione scoprono che non sono loro i cantori (Challalla Khaeri). Eppure i Runa si rivelano gentilissimi e ospitali, anche se non proprio dei geni. I gesuiti insegnano loro a coltivare frutta e verdura (Garden Building), mentre padre Sandoz si innamora di Sophia, una componente della spedizione (Sick for What The Heart Wants). Nel frattempo un altro del gruppo si ammala, e alcuni devono tornare all’astronave a cercare le medicine (Sophia compresa). Sophia torna e spiega che hanno avuto un incidente e non hanno portato nessuna medicina, e che l’astronave è stata distrutta (Stranded). Più tardi i membri della spedizione incontrano i veri cantori, che si rivelano la civiltà dominante del pianeta. Sono intelligenti, civilizzati (a differenza dei Runa) e molto più grandi degli umani. I gesuiti vanno a visitare una delle loro città e, quando tornano al villaggio dei Runa, non c’è più nessuno: sono fuori dall’abitato a fare il raccolto (Flower Harvest). Dopo che i gesuiti gli hanno mostrato come si coltivano le piante, il numero dei Runa è cresciuto a dismisura, e per questo i cantori li hanno sterminati. I Runa erano molti di più, ma non potevano nulla contro le armi potenti dei cantori (We Are Many And They Are Few) . Tutti i membri della spedizione tranne Emilio Sandoz muoiono, e lui diventa schiavo del re dei cantori (Mother Night). Padre Sandoz è completamente disperato e decide di uccidere la prima persona che vedrà. Il primo volto che vede è quello di Askama, che per lui era come una figlia e faceva parte della squadra di soccorso arrivata dalla Terra (God Will Break Your Heart). Padre Sandoz perde del tutto la fiducia in Dio e non riesce a credere che un Dio giusto possa permettere simili orrori.
È vero che i testi si basano sulla storia di Mary Dorie Russell, ma Marby, come al solito, ci mette i suoi tipici colpi di scena metaforici e umoristici. Stavolta, un po’ come su Starfooted, si distingue con testi che sembrano cuciti addosso alla musica. Non hai mai, nemmeno per un attimo, la sensazione che qualcosa sia forzato o di troppo.

Dal punto di vista musicale The Sparrow torna più o meno sulle strade di Starfooted. C’è molta più enfasi su linee dalla costruzione estetica curata, sia negli strumenti che nelle voci. Ci sono di nuovo parecchi cori e canto a più voci in generale, che già sul debutto faceva venire i brividi. Le componenti d’avanguardia sono ancora presenti, ma sono nettamente meno e, quelle che restano, sono meglio integrate in un nuovo suono maestoso.
Anche stavolta tutti i brani sono suonati con il giusto grado di entusiasmo, energia e virtuosismo. Di nuovo in primo piano c’è il capo non ufficiale della band e compositore principale Malcolm Smith, che continua a insistere, e con ottimi risultati, su uno stile fluido che ricorda Steve Hackett. Marc Spooner sfrutta ancora di più le tastiere classiche come l’organo Hammond, il pianoforte e il mellotron. Il suo stile non è troppo selvaggio: qui contano di più la raffinatezza e i bei arrangiamenti che, insieme al chitarrista, formano la principale cornice sonora. L’asso nella manica del cantante John Mabry sono di nuovo i testi eccezionali, ma anche come vocalist si fa valere. La sezione ritmica è di nuovo di qualità, e il nuovo arrivato Greg Miller alla batteria si è inserito benissimo nel lavoro della band.

Con l’album The Sparrow i Metaphor tornano sulla strada tracciata con Starfooted. Entertaining Thanatos aveva rappresentato una leggera deviazione da quello stile riconoscibile, mentre ora gli americani sono tornati al sound che li ha resi famosi (si fa per dire). Come da tradizione, la musica è di nuovo arricchita da testi eccellenti, che stavolta poggiano su un interessante romanzo di fantascienza. Magari qualche fan si chiede perché ci mettano così tanto a registrare un nuovo disco. Io preferisco di gran lunga che ci voglia più tempo e che il risultato finale sia tanto meglio, piuttosto che sfornare dischi a catena di montaggio (come i Flower Kings o gli Spock’s Beard) e finire con lavori che sono per lo più nella media. Anche se The Sparrow non raggiunge ancora la grandezza di Starfooted, ci va parecchio vicino, e per il futuro di questa formazione non c’è sicuramente nulla da temere.

Formazione

Malcolm Smith – chitarra
John Mabry – voce
Marc Spooner – tastiere
Greg Miller – batteria
Jim Anderson – basso

Produzione

Metaphor

Tracklist

1. Inquisition
2. Song From A Nearby Star
3. Deus Vult
4. Stella Maris
5. Death In Eden
6. Challallah Khaeri
7. Garden Building
8. Sick For What The Heart Wants
9. Stranded
10. Flower Harvest
11. We Are Many And They Are Few
12. Mother Night
13. God Will Break Your Heart
14. Afterture

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie