The Spirit

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Magnum
Etichetta: Polydor Records
Uscita: 1991
Durata: 75:45
Voto: 4/5

Quando i leggendari art rocker melodici inglesi Magnum pubblicarono il loro terzo album dal vivo, intitolato »The Spirit«, la loro stella commerciale aveva già cominciato lentamente a spegnersi, anche se in questa splendida registrazione non se ne coglie la minima traccia, visto che la band esplode di un’energia live indomabile. Era il periodo in cui l’età d’oro del rock melodico e dell’hair metal stava ormai tramontando e i Magnum erano in pieno tour di »Goodnight L.A.« (1990), un disco che, tra approccio stilistico smaccatamente ‘americano’, generale mancanza di ispirazione e produzione sterile, aveva lasciato freddi sia i giornalisti delle radio, da cui ci si aspettava un contributo decisivo per lo sfondamento commerciale oltreoceano, sia la maggior parte dei fan, parecchio delusi dalla nuova direzione presa dai loro beniamini. Le vendite di »Goodnight L.A.« furono catastrofiche e il grande piano di conquistare il mercato americano andò in fumo, ma per fortuna i Magnum si rialzarono e nel resto della carriera sfornarono ancora un sacco di buona musica.

»The Spirit«, ultimo lavoro per la »Polydor« prima che i Magnum, furiosi per la promozione scarsa, rompessero il contratto, contiene una scaletta quasi completa di quel periodo, quindi non stupisce trovarci parecchi pezzi di »Goodnight L.A.« come »Mama«, »Reckless Man« e »Rockin’ Chair«, brano in cui ha lasciato il suo marchio di autore anche il celebre Russ Ballard. Di tutti e tre si può dire che dal vivo rendano meglio che nelle versioni originali in studio. Per fortuna, come c’era da aspettarsi, a prevalere sono comunque i classici dei Magnum tratti dagli altri dischi, così che »The Spirit«, che in origine doveva uscire come doppio album, nel complesso resta uno dei loro documenti live migliori, quello con cui ancora oggi ogni fan di queste leggende dell’art rock può vivere, ascoltando, una vera ‘realizzazione interiore’. Molti noteranno con disappunto che in scaletta non c’è nemmeno un pezzo di »The Eleventh Hour« (1983), mentre l’unico rappresentante del periodo iniziale, cioè dei primi due album, è l’immancabile EP fantasy »Kingdom Of Madness«, che ricorda sempre le loro origini più prog rock.

Dopo una breve ouverture orchestrale che, più che l’arrivo dei campioni britannici del rock melodico, fa pensare all’inizio del viaggio di Babbo Natale, i Magnum attaccano a tutta forza con il catalizzatore di energia e indimenticabile schiacciasassi AOR »Vigilante«, e sarebbe difficile trovare un sempreverde d’apertura più adatto. Segue una versione altrettanto convincente del loro hit indimenticabile »Days Of No Trust«, che rievoca i tempi romantici in cui, con l’album »Wings Of Heaven« (1987), sembrava che sarebbero diventati per sempre una band da stadio, ma la ‘favola’ in cui per un breve periodo aveva brillato la fama mondiale finì irrimediabilmente con la fine degli anni Ottanta. La band è al massimo della forma per tutta la registrazione, e lo si sente benissimo anche nella fenomenale versione della power ballad »Need A Lot Of Love«, dove Bob Catley, con la sua interpretazione vocale intensa e sensuale, si conferma ancora una volta uno dei migliori cantanti della scena art/rock melodica britannica. Il chitarrista Tony Clarkin è la fonte primaria di passaggi chitarristici melodici e allo stesso tempo graffianti, mentre gli arrangiamenti sinfonici e spesso pomposi di Mark Stanway sono, a ogni occasione, una vera delizia per qualsiasi buongustaio musicale.

L’incitamento forse un po’ superfluo di Catley al pubblico, rumorosissimo per tutto il tempo, prima dell’ottima  esecuzione di »Pray For the Day«, altro classico di »Wings Of Heaven«, non rovina minimamente l’energia straordinariamente ‘viva’ che regna in tutto »The Spirit«. Anzi, fa da riscaldamento perfetto prima dei picchi del concerto, come i classici di »On the Storyteller’s Night« (1985) »Les Morts Dansant«, »How Far Jerusalem« e la title track del loro capolavoro in studio più apprezzato. Quest’ultima sorprende con un’intro improvvisata un po’ comica, in cui una bambina dice che le piace tantissimo ascoltare le favole. La title track di questo documento live, cioè »The Spirit«, con tanto di intro acustica, risulta una fedele erede dell’originale in studio, mentre l’epica »Sacred Hour«, anch’essa da »Chase the Dragon« (1982), non raggiunge la profondità dell’originale, perché Stanway tra un’improvvisazione di synth e l’altra non ripete la brillantezza di allora, ma resta comunque un’ottima approssimazione, in cui l’energia del live tocca il suo apice. L’inno risvegliante »When The World Comes Down«, dove si sente l’influenza creativa del batterista dei Queen Roger Taylor, produttore dell’album »Vigilante«, non è proprio la scelta più ponderata per chiudere la registrazione, visto che per il gran finale si poteva pescare tra pezzi migliori, ma evidentemente volevano qualcosa che permettesse anche al pubblico di cantare insieme alla band.

»The Spirit« è uno dei migliori documenti live nella storia dei Magnum, nonostante sia stato registrato in un periodo difficile, quando era ormai chiaro che i grandi successi commerciali erano finiti per sempre. Qualcuno su »The Spirit« sentirà la mancanza di classici di lunga data come »Soldier On the Line«, »The Prize«, »Just Like An Arrow«, »Two Hearts«, »Wild Swan«, »Start Talking Love« e »The Last Dance«, ma dimenticherà che si tratta ‘soltanto’ di un album singolo, e in questo caso i Magnum hanno scelto un’ottima scaletta, che rispecchia chiaramente il punto in cui si trovavano all’epoca, sia creativamente sia commercialmente.

Formazione

Bob Catley – voce
Tony Clarkin – chitarra
Wally Lowe – basso
Mark Stanway – tastiere
Mickey Barker – batteria

Produzione

John Halke e Magnum

Tracklist

1. Introduction (1:53)
2. Vigilante (5:37)
3. Days Of No Trust (4:26)
4. Mama (4:31)
5. Need A Lot Of Love (4:50)
6. Pray For The Day (4:30)
7. Les Morts Dansants (5:01)
8. Reckless Man (3:04)
9. How Far Jerusalem (8:16)
10. The Spirit (5:01)
11. On A Storyteller’s Night (6:19)
12. Rockin’ Chair (4:29)
13. Kingdom Of Madness (4:54)
14. Sacred Hour (5:13)
15. When The World Comes Down (5:37)

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