Therion tornano al Kino Šiška (2018)

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Autore: Primož Novak
Foto: Sebastijan Videc

Luogo: Kino Šiška, Lubiana, Slovenia
Data del concerto: 04.03.2018
Prezzo del biglietto: 24€/28€

La leggendaria formazione di symphonic metal Therion negli ultimi anni è passata parecchio sotto traccia. Quando nel 2012 è uscito l’album di cover di vari šansonov (chanson), sembrava che i Therion fossero spacciati. Le idee vere non c’erano più e la band, in modo abbastanza logico, si era chiusa nel silenzio. Dopo anni di quiete, il capo della band Christofer Johnsson ha fatto sapere di essere stato impegnato in un progetto enorme, una rock opera pianificata da una vita intitolata Beloved Antichrist. L’album triplo ha visto la luce da poco e i Therion sono partiti, come da copione, per il tour promozionale, che si è fermato di nuovo in Slovenia.

L’affluenza ha fatto capire che i Therion non sono più ai tempi d’oro, quando qualche concerto lo facevano anche sold out, e ovviamente anche la formazione dal vivo era più grande. La lunga assenza ha presentato il conto, e il symphonic metal non gode più della fama di una volta. Giusto per la cronaca: nel 2007 davanti ai Therion suonavano i Sabaton, oggi famosissimi. Oggi invece i Therion possono fare da spalla ai Sabaton, il che non dice niente sulla qualità. Anche stavolta i Therion si sono portati dietro giovani band promettenti che magari non c’entrano molto col genere, ma per qualche nuova scoperta interessante il posto si trova sempre.

L’inizio con gli inglesi The Devil non è stato proprio promettente. La band mascherata si affida a un sound atmosferico piuttosto semplice, in cui al posto del canto ha messo importanti discorsi storici di vari politici. Con il loro concept i The Devil sono interessanti per due pezzi più o meno, poi il tutto diventa parecchio piatto.

Un quadro migliore l’hanno dato i tedeschi Null Positiv, alternative metal, che si sono fatti notare soprattutto per la cantante scatenata Eli Berlin, capace di cantare benissimo e di urlare altrettanto bene. Niente di nuovo, comunque. Senza melodia e con un approccio più diretto, la band ricordava un po’ gli ucraini Jinjer, solo che i Null Positiv non si sono avventurati in territori groove più complessi. Di sicuro però i Null Positiv vale la pena vederli per la Berlin, che è la prova che non c’è solo negli Arch Enemy una voce femminile potente.

Con i russi Imperial Age, stilisticamente, il sound si è avvicinato di più a quello dei Therion. Non hanno inventato l’acqua calda, ma la band russa ha presentato con sicurezza dei pezzi che a livello strumentale ricordavano addirittura qualche nota formazione olandese. Con i loro brani, anche veloci e d’impatto, gli Imperial Age hanno chiarito che non gli interessano gli abbellimenti. C’erano meno ammiccamenti al rock sdolcinato e più power metal. Forse niente di eccezionale, ma come riscaldamento erano più che dignitosi. Inoltre, il pubblico maschile ha potuto riposare gli occhi per bene sulle due cantanti.

I Therion hanno alle spalle una discografia ricchissima. Una volta potevano suonare anche 3 ore e il materiale non finiva mai. Gli anni hanno fatto il loro, quindi è toccato accorciare tutto e farne un set best of con qualche novità. Il nuovo album Beloved Antichrist dura la bellezza di tre ore, e i Therion, ovviamente, hanno suonato qualche novità, anche se in realtà non erano poi tante rispetto alla lunghezza del disco. La reazione è stata solida, ma si aspettavano soprattutto i pezzi per cui sono famosi. Cioè quelli del periodo da Theli a Gothic Kabbalah. L’età dell’oro dei Therion è ormai passata, e si vedeva anche dalla formazione ridotta. Le tastiere pompose e tutte le orchestrazioni erano registrate, e così si è persa un po’ di autenticità. Alle voci maschili c’era un solo cantante, il membro storico Thomas Vikström, mentre per quelle femminili le cantanti Linnéa Vikström e Chiara Malvestiti. Insomma, una squadra vocale più piccola, che però non ha sfigurato, soprattutto le due cantanti erano perfettamente affiatate.

Di certo va fatto un applauso a Christofer Johnsson, che dopo i gravi problemi alla schiena ha scritto un album triplo e dal vivo regge ancora più di un’ora e mezza. Ha sempre una buona squadra al suo fianco, anche se si sente che nella band non ci sono più i fratelli Niemann, che nei Therion avevano lasciato il segno. L’attuale chitarrista Christian Vidal ha studiato bene la lezione, ma sembrava più a suo agio a mettersi in posa. I Therion hanno suonato il loro set in modo corretto e, oltre alle novità, hanno piazzato parecchi pezzi noti, come: Ginnungagap, Wine of Aluqah, the Rise of Sodom and Gommorah, Lemuria e l’immancabile To Mega Therion. Johnsson, all’inizio piuttosto trattenuto, alla fine si è sciolto per bene e prima della chiusura ha spiegato anche perché non vendevano le magliette. La dichiarazione di Johnsson e il dibattito li potete leggere QUI. Nonostante tutto, i Therion hanno fatto un concerto più che decente e un ritorno promettente.

L’età dell’oro dei Therion è ormai alle spalle, ma questo non vuol dire che la band sia da buttare. Con un concerto più che solido al Kino Šiška, i Therion hanno annunciato una nuova era e, insieme, una speranza per il futuro.

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